Riflessioni su una sconfitta elettorale…
Si racconta una curiosa leggenda sui lemming, piccoli roditori delle regioni artiche. Per molto tempo si è creduto che, nei periodi di carestia, questi animali si mettessero in marcia in lunghe file ordinate per andare incontro alla morte, gettandosi dalle scogliere. Una storia suggestiva, ma priva di fondamento scientifico.
I lemming non si suicidano. Non sono mica scemi.
Quando il cibo scarseggia, fanno ciò che ogni specie fa per sopravvivere. Cercano nuove strade. Affrontano viaggi lunghi e rischiosi, attraversano territori ostili e molti di loro non raggiungono la meta. Non cercano la fine, ma una possibilità di futuro.
La natura, in fondo, premia chi sa adattarsi ai cambiamenti e punisce chi rimane immobile.
Ripensando a questa vicenda, il paragone con la politica appare quasi inevitabile.
Quando una comunità attraversa una fase difficile, con bilanci sempre più pesanti per cittadini e famiglie, servizi che peggiorano e prospettive di sviluppo che si allontanano, sarebbe naturale interrogarsi sugli errori commessi e immaginare nuove soluzioni. Sarebbe logico rivedere strategie, equilibri e protagonisti.
Eppure accade spesso il contrario.
Le stesse formule vengono riproposte, gli stessi schemi vengono ripetuti, gli stessi gruppi dirigenti continuano a occupare la scena come se nulla fosse accaduto. La crisi, anziché generare rinnovamento, produce immobilismo.
Le recenti elezioni amministrative sembrano aver consegnato un messaggio chiaro. Le comunità civili cambiano quando percepiscono che un ciclo politico si è esaurito e che non esiste più alcuna reale capacità di rigenerazione.
I lemming sopravvivono perché si mettono in cammino. Alcuni politici, invece, sembrano incapaci di cambiare direzione. Ignorano i segnali, rifiutano ogni autocritica e continuano a percorrere strade che gli elettori hanno già giudicato senza sbocco.
Diversi osservatori sono rimasti sorpresi nel vedere quanti personaggi politici abbiano scelto di aggregarsi a un progetto ormai privo di slancio. Hanno cercato posto sul carro dei vincitori e si sono ritrovati su quello dei perdenti. In molti hanno persino sgomitato per salire a bordo.
Tutti insieme, ordinatamente in fila, verso una sconfitta annunciata.






