La cronaca di questi giorni AHIMÈ, sta raccontando il degrado dilagante nella #MagicaNapoliMia. Mentre i social la magnificano e la raccontano per ogni sua peculiarità, è da un po’ che si sta creando una emergenza che alimenta la cronaca quotidiana.
Parlo dei mercatini della MONNEZZA che stanno infestando anche le più rinomate piazze cittadine ed è proprio in una di queste, Piazza GARIBALDI, che l’estro, motore dei miei racconti #PerStradaPercaso, ha incontrato un curioso personaggio, la cui momentanea simpatia ha smorzato l’indignazione per l’incuria riscontrata in frequentate aree pedonali, utilizzate da cittadini e turisti in arrivo alla stazione Centrale di Napoli, invase dalla MONNEZZA esibita in bella mostra.
O’FATT È CCHIST…STATEM A SENTI`!
Mi trovavo alla Stazione Centrale di Napoli per una commissione, quando una folla di persone agitate, ha attirato la mia attenzione.
Assistevano incuriositi, allo sgombero forzato, da parte dei vigili urbani e polizia, di un marciapiede occupato dalla copiosa merce recuperata dai cassonetti da extracomunitari e rom – solite cose…borse…cinture…abiti dismessi… etc.
Il surriscaldarsi degli animi, appunto motivo di attenzione da parte della gente, come nel film di Luciano De Crescenzo, “Così Parlo’Bellavista”, ha scatenato la reazione di un ragazzo accanto a me;
un tipo particolare nel suo genere per come si presentava:
piccoletto, con anello al naso, rasta e pantaloni abbondanti che senza alcun ritegno, pur non avendo un fisico da gladiatore, ha cominciato ad urlare colorati, energici epiteti nei confronti dei vigili, incurante forse per la giovane eta’ delle possibili conseguenze .
Per evitargli il peggio allora, ho provato a calmarlo:
”ascolta- gli ho suggerito-ma lo sai che é pericoloso rivolgerti in questi termini alle forze dell’ordine mentre eseguono il proprio dovere? ” e lui, ed è stata questa l’ ispirazione,
– fissandomi con sconcertante spontanea determinazione, mi ha risposto: testuali parole: ” capooo IO SO`RAP, se permettete pozz parla`e quann parlo dico semp a verità- concludendo- E CAI`…o’frat tuoje? “(*) , volendo intendere confidenzialmente nel suo slang: MI SONO SPIEGATO?
Quella ribellione emotiva , dal suo puntino di vista, era la sua verità, quale spettatore e protagonista di un fatto, secondo lui ingiusto, di cronaca metropolitana.
Così è nato il personaggio ” Io So`Rep se permettete “, che per la sua veracità ha intitolato questa breve storia, lasciandomi tuttavia l’amaro in bocca per lo scempio che irrispettosamente deturpa ed offusca ogni giorno i colori della nostra città e che tristemente mi ha fatto pensare: “#PoveraNapoliMia, non ci saranno più poeti a cantare le tue beltà se non venditori d’immagini a mostrarne le povertà.” cit.©`
BUON ANNO
per #Legatialfilo2026
Ciro NOTARO
autore #PerStradaPerCaso
Il Mediano.it



