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Perde casa per far crescere i figli, tribunale la salva e le riduce il debito

Un caso esemplare di giustizia sociale: da 200mila a 20mila euro, la svolta per una madre sola

Una vicenda giudiziaria che potrebbe diventare modello per tanti nella medesima condizione. Una donna, abbandonata dal marito e oppressa da debiti per oltre duecentomila euro, aveva perso la casa e si trovava a crescere due figli da sola. La situazione era ormai al collasso. Ma un pronunciamento recente del Tribunale di Nola ha riscritto il suo destino.

Come riportato da Il Mattino, grazie all’intervento dell’organismo di composizione della crisi, la sua posizione debitoria è stata ridimensionata drasticamente a soli 20mila euro, una somma che potrà restituire senza dover rinunciare all’essenziale. Una decisione che non rappresenta solo un trionfo sul piano legale, ma anche un segnale forte per chi, pur agendo in buona fede, si ritrova schiacciato dai debiti, come spesso accade a famiglie o lavoratori autonomi.

Il procedimento è stato attivato sulla base della normativa sul sovraindebitamento, introdotta nel 2012 e successivamente integrata dal nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. Nonostante ciò, questo strumento resta poco diffuso e raramente utilizzato, nonostante la sua potenzialità salvifica in casi di gravi difficoltà economiche.

Proprio per rendere accessibili queste procedure, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola ha deciso recentemente di rafforzare l’organismo di composizione della crisi, nominando come referente l’avvocato Giovanni De Vivo, professionista esperto in diritto fallimentare e in gestione delle crisi da sovraindebitamento.

«Dobbiamo guardare con maggiore convinzione agli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie – ha spiegato Arturo Rianna, presidente dell’Ordine – L’impegno dell’avvocatura deve orientarsi sempre più verso un supporto concreto al tessuto sociale».

Lo stesso avvocato De Vivo, incaricato della gestione del caso, ha dichiarato che «questo tipo di provvedimento può offrire un nuovo inizio a chi è schiacciato da un peso economico ormai insostenibile. Il nostro obiettivo è tutelare i nuclei familiari che vivono in condizioni drammatiche a causa dei debiti».

A proporre l’istanza al Tribunale è stata l’avvocata Valentina Centonze, che ha sottolineato il valore etico della sentenza: «Il giudice ha ristabilito un equilibrio tra la forza degli istituti finanziari e la fragilità di un cittadino in difficoltà. La mia assistita, vittima degli errori del suo ex marito, non avrebbe mai potuto salvarsi da sola».

Una pronuncia che segna una strada percorribile per molte altre persone. Una giustizia che, per una volta, è riuscita a restituire dignità e possibilità di riscatto.

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