Venerdì, 18 dicembre: i ragazzi dell’ I.C. “Mimmo Beneventano” e dell’ I.C. “ A.D’ Aosta” con il canto e la musica colorano di festa la prima serata di Casa Telethon, organizzata dalla sezione ottavianese dell’ “Uildm” e dal Circolo Diaz.
Il merito è tutto di Maria Maddalena Prisco, giovane, infaticabile presidentessa della sezione ottavianese della “Uildm”, dei suoi giovani collaboratori, di Michele Del Giudice, che presiede il Circolo “ A.Diaz” e dei soci che gli hanno dato una mano nell’organizzare questa splendida serata. Il merito è quello di aver rischiarato Casa Telheton con il canto la musica i sorrisi i volti degli allievi dell’I.C. “ A. D’ Aosta” e dell’ I.C. “ M.Beneventano”, di aver ricordato, nel modo più bello, che la solidarietà non è “uno” dei valori sociali, ma è, oggi, “il” valore sociale per eccellenza, è il fondamento primo dell’identità civica di una comunità. E’ stata la festa della speranza, del “ noi non ci arrendiamo”: i giovanissimi allievi delle scuole, i genitori, i docenti hanno visto e misurato la serenità e la forza d’animo con cui chi è stato colpito dalla distrofia affronta la propria condizione: è stata una lezione di vita che non si può dimenticare. Ed è giusto che il Circolo “Diaz” ospiti da anni le serate di Telethon: lo impone la storia del sodalizio, sempre in prima fila nel sostenere manifestazioni di forte rilievo sociale: uno dei soci ricordava che nel 1945 il Circolo organizzò una raccolta di fondi per i soldati ottavianesi che ritornavano dalla guerra feriti e mutilati.
Dopo che Francesco Prisco ha aperto Casa Telethon si sono esibiti prima l’orchestra (v.f) e poi il Piccolo Coro dell’ I.C. “Mimmo Beneventano”. Le note dell’ “ Alleluia” di Haendel, di “Last Christmas” di George Michael, di “ Happy Christmas” di John Lennon, di “ Oh happy day”, e le “voci” che cantavano i testi di Mengoni, della Pausini, dei “pezzi” classici del Natale hanno creato nella sala la fascinosa atmosfera di una letizia tutta interiore, che coristi, musici, spettatori, docenti sentivano il bisogno di esprimere e di comunicare agli altri, con un gesto, con un sorriso, intonando sottovoce un passaggio musicale. E’ il miracolo della musica, è il prodigio delle intenzioni buone e generose. Osservava uno dei presenti che da anni le scuole di Ottaviano educano al canto corale e alla tecnica strumentale i loro alunni, e spesso con risultati di notevole rilievo: ma quando i ragazzi lasciano la scuola media, questo patrimonio si disperde. Ed è cosa grave, in tutti i sensi, perché siamo convinti che la musica, prima ancora che la bellezza, salverà il mondo.
Hanno curato lo spettacolo offerto dai ragazzi dell’I.C. “ Mimmo Beneventano” i docenti Fiore, De Simone, Vella e Andreoli che ha anche presentato e descritto i momenti dell’esibizione. Alla fine, applausi per tutti, e per tutti i dolci del buffet approntato in una saletta del Circolo.
Poi la scena è stata tutta dei piccoli alunni delle classi V dell’ I.C. “A, d’ Aosta”, guidati dalla docente Fiorella Saviano ( v.f.): iniziava la seconda parte della serata, riservata all’ “Archeo” di Ottaviano, alla recita del dott. Bernardo Franzese, alla “declamazione” della prof.ssa Liliana Borriello. Ci piace sottolineare la varietà e la complessità del contributo culturale che le istituzioni scolastiche e le associazioni hanno dato alla Casa Telethon 2015: il canto, la musica, i diversi stili di recita, e ieri, sabato, la danza, e stasera la moda. E’ la conferma di ciò che dicevamo all’inizio: la battaglia contro la malattia muove tutte le forze sociali, non è solo una raccolta di fondi, è un’onda di energia che mette ognuno di noi di fronte allo specchio della coscienza perché ognuno di noi veda la sostanza della verità e ritrovi sé stesso nell’altro. Credo che non ci sia modo migliore per festeggiare il Natale.





