ella 219 di Castello di Cisterna auto sequestrate e attività illegali spazzate via. I militari vogliono che i clan della droga consegnino i loro figli-assassini dell’immigrato Anatoliy Korol.
Nel rione della ricostruzione di Castello di Cisterna, 400 famiglie stipate in un gigantesco alveare degradato, il carro attrezzi si porta via anche la auto parcheggiate nei cortili. Auto ferme ma senza assicurazione. Sono parecchie da queste parti. Lo hanno riscontrato i carabinieri che stanno setacciando il grande complesso edilizio realizzato trent’anni fa. I militari passano, vedono una vettura priva di bollino rca, oppure col bollino scaduto, e ordinano alla ditta incaricata di rimuovere il veicolo, subito. Non è finita. Il blocco centrale è praticamente sotto l’assedio degli uomini in divisa: gazzelle davanti ai portoni e brigadieri in tenuta antisommossa che ne sorvegliano l’intero perimetro. Giorno e notte. Il blocco centrale è un palazzone composto da decine di appartamenti. E’ da qui che le famiglie dei narcotrafficanti controllano una delle centrali di spaccio più attive dell’hinterland. Una piazza della vendita più che illegale adesso praticamente annullata, azzerata, di colpo. Ed è sempre qui che gli investigatori sono convinti che si stiano nascondendo i due ragazzi che sabato sera hanno trucidato a colpi di pistola Anatoliy Korol, il muratore ucraino che nel tentativo di sventare una rapina nel supermercato piazzato proprio lì, a pochi metri dal ghetto, è stato massacrato a colpi di pistola e di coltello, davanti alla sua figlioletta di un anno e mezzo. Intanto i giovani figli dei clan della droga sentono il fiato sul collo di chi li sta braccando senza pietà. Si vocifera che i due giovani che hanno ucciso Anatoliy siano già stati individuati. Non avrebbero nemmeno vent’anni. Per il momento però nessuno parla nel rione della ricostruzione. Bocche cucite. Ma se i giorni passano e le auto spariscono per mancanza di bollo rca, se i giorni passano e la droga non si vende più e i furgoni delle varie attività non escono per la paura di cadere nella trappola dei controlli a tappeto allora qualcuno potrebbe cedere, allora qualcuno potrebbe alzare bandiera bianca e convincere i “guaglioni” dalla pistola e dal coltello facili a costituirsi.









