La X edizione di “Lumina in castro” offre emozioni a tinte forti, perché ricorda, con gusto e nel rispetto della storia, vicende di donne e di uomini forti.
La città di Lauro e lo splendido Castello Lancellotti, che si erge maestoso sulla rocca, hanno regalato nei giorni da 28 al 30 agosto, alle migliaia di visitatori giunti per la X edizione di Lumina in castro, sul tema “Fuoco e Fiamme: il 1799”, emozioni a tinte forti, suscitate dalla ricchezza e varietà delle suggestioni della storia, dei luoghi e dell’arte in tutte le sue espressioni.
Un centinaio di ragazzi, giovani e adulti in splendidi costumi d’epoca hanno dato vita al corteo storico che, dalle strade del paese, salendo fino al Castello, ha inaugurato l’evento, promosso dalla Pro Lauro e dal Comitato Festa, nonché patrocinato dal Comune. Esso intendeva richiamare l’attenzione sugli avvenimenti del 1799, in quegli ultimi giorni di aprile, nei quali né l’armata Sanfedista, né l’improvvisato esercito di insorgenti locali poterono contrastare l’occupazione francese e i tristi fatti che con essa si abbatterono sulla città: saccheggi, morti e l’incendio dello stesso Castello, ultimo baluardo di difesa.
Il Maniero apre dunque le sue porte e, mentre i giovani attori dell’Associazione Il Demiurgo accompagnano gli spettatori in un viaggio nella storia, narrandola con maestria teatrale, nelle segrete, nelle stanze e sulle logge del Castello, nell’ampio cortile altri giovani ed altre associazioni si alternano per offrire al gradito pubblico la specialità della propria arte. I Cantori del Vallo presentano canti della cultura popolare del tempo, facendo risuonare le belle voci e le melodie fino in fondo al cuore; Eterea danze storiche dà ritmo e calore alle celebri note della Carmagnola e non solo, con movimenti di danza che trascinano il pubblico a battere piedi e mani e a far svolazzare gonne e braccia sulle stesse cadenze degli abili danzatori. Si riprende fiato immergendosi nelle alte e quiete proposte di musica classica dell’EsembleHyrpinia, un gruppo di musicisti raffinati ed eclettici. Ci si appassiona al dialogo tra i due artisti protagonisti della Leanor Fonseca, si sorride e si medita, si ricorda e si comprende una tra le figure di spicco della cultura italiana, Eleonora Pimentel Fonseca e al termine del breve spettacolo, non si può che essere grati alla persona e agli attori per aver arricchito le coscienze di tanti utili significati. Rulli di tamburi marziali, musicali, scuotono nuovamente il pubblico: è la volta dei Tamburini di Castel Lauri, giovanissimi musicisti, guidati dall’altrettanto giovanissimo Maestro, che in divisa militare d’epoca diffondono nell’aria ritmi fragorosi e possenti, incalzanti, come l’avanzata di un esercito, il precipitare di una situazione. Una tromba annuncia una fine; l’ultimo rullio dei tamburi la compie. In marcia escono di scena, ma non termina per il pubblico l’emozione.
All’ingresso del cortile, sotto il porticato, l’associazione Fonte Nova mette in mostra documenti del 1899 che rievocano il primo centenario della Repubblica Partenopea, editi da Benedetto Croce, Salvatore Di Giacomo, Ceci e D’Ayala. Tali stampe suscitano l’interesse e l’ammirazione dei visitatori, rinvenendo in esse volti, nomi, luoghi della storia di quegli anni. Sfogliano cataloghi di opere d’arte di artisti che quella storia hanno voluto illustrare con i propri mezzi espressivi. Si soffermano con curiosità davanti alla tavola borbonica di ricchi e plebei, allestita secondo il costume del tempo e portano via avidi le ricette dei piatti e delle pietanze ivi esposte e, ancor più, richiedono i volumetti sulla “Filosofia napoletana dei maccheroni”, cogliendo che l’autore di essi ha tanto più da dire su Napoli e sulla tradizione della pasta. Apprezzano il fascicoletto sulle “Cinque giornate di Lauro” e “la Vita quotidiana sotto il Vesuvio” e, con l’acquolina in bocca, i graditi visitatori si apprestano a far sosta all’esterno del Castello, dove hanno potuto concedersi di sedere “a Tavola con i Borbone”, o meglio con i succulenti piatti preparati da ottimi chef, perché tutti i sensi fossero ugualmente deliziati ed appagati.
Le serate lauretane, accese dalle Luci nel Castro, tuttavia, non esauriscono la propria luce che nella notte del 30 agosto, con lo spettacolare pirotecnico incendio del Castello, ma di questo si dirà in seguito.
Vittoria Criscione









