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Mario Cerciello Rega con Andrea Varriale

Appuntamento con il Riesame domani, lunedì 16 settembre, per Gabriel Christian Natale Hjort, il giovane americano che era insieme a Finnegan Elder Lee, reo confesso dell’omicidio del carabiniere, e che finora sembrava aver avuto un ruolo di secondo piano nel delitto, anche se la sua foto con la benda sugli occhi in caserma, appena dopo il fermo, aveva fatto il giro del mondo scatenando molte polemiche.

Gli ultimi risultati delle indagini invece dicono tutt’altro: gli inquirenti hanno ricostruito le modalità dell’aggressione attraverso le analisi dei vestiti che i due turisti americani indossavano la notte del 26 luglio. Gli esami sui reperti trovati nella stanza 109 dell’Hotel Le Meridien dicono tanto sulla dinamica dell’omicidio e dei fendenti, undici, con cui Elder, dopo un corpo a corpo che impedì ai carabinieri Cerciello e Varriale di accorgersi dell’arma. Domani, la posizione di Hjort sarà esaminata dai giudici del Tribunale della Libertà. Gli avvocati Francesco Petrelli e Fabio Alonzi, i difensori, chiedono l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere sostenendo l’estraneità del ragazzo all’omicidio in quanto «ignorava che Elder avesse un coltello». Ma la Procura non ha dubbi sull’accusa, quella di concorso in omicidio, sia perché le impronte di Natale Hjort (leggi qui) sono nel nascondiglio, il pannello del controsoffitto, dove l’arma era stata occultata, sia per altre prove che spingono a credere che non solo il giovane italoamericano abbia partecipato al delitto ma ne sia, di fatto «la mente». La decisione dei giudici potrebbe arrivare già in settimana. Intanto nell’informativa che i carabinieri hanno depositato in Procura si legge: «Tra i due indagati, Natale, si è rivelato certamente il più carismatico, assumendo una posizione dominante non solo nel momento in cui ha negoziato la restituzione dello zaino asportato a Brugiatelli in cambio del narcotico e dei soldi, ma anche quando ha impartito ad Elder Lee le disposizioni da adottare in occasione dell’incontro».

Il vicebrigadiere Mario Rega Cerciello

Un passaggio in cui ci si riferisce all’appuntamento ottenuto da Brugiatelli con il pusher al quale Elder e Hjort avevano sottratto lo zaino, quello appunto al quale si presenteranno invece Cerciello e Varriale, i due carabinieri. «Ha preso parte consapevolmente ad ogni fase del delitto – scrivono i militari nell’informativa – va, in tale prospettiva, ben evidenziata la circostanza che è stato proprio quest’ultimo ad interloquire con il Vice Brigadiere Cerciello e Varriale, al momentodel loro arrivo in via Cesi angolo via Cossa, giacché soltanto lui parla la lingua italiana. Pertanto, il suo contributo è decisivo nella commissione di tutti delitti».