No, la zinnia fiorita protagonista del tweet dell’astronauta Scott Kelly non è il primo fiore sbocciato nello spazio
Il 16 gennaio la fotografia della zinnia fiorita tweetata dall’astronauta Scott Kelly, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ha fatto il giro del mondo. «First ever flower grown in space», “Il primo fiore mai cresciuto nello spazio”: così recitava il post ripreso dalle testate giornalistiche di tutto il mondo e condiviso da oltre 36.000 utenti. Ma non è così: quella zinnia non è il primo fiore sbocciato nello spazio.
First ever flower grown in space makes its debut! #SpaceFlower #zinnia #YearInSpace pic.twitter.com/2uGYvwtLKr
— Scott Kelly (@StationCDRKelly) January 16, 2016
A smentirla ci ha pensato NASAWatch, insieme a Science20 e la CNN, scavando negli archivi dell’Agenzia Spaziale. Il primato, infatti, spetta ai russi. E con ben 34 anni di vantaggio: nel 1982 l’equipaggio della stazione spaziale sovietica Salyut-7 fece fiorire alcune piante di Arabidopsis thaliana. Un record approvato anche dal Guinnes dei Primati, ma che è rimasto senza una testimonianza fotografica.
Più tardi, poi, nel 2012 l’astronauta Don Pettit riuscì a far sbocciare un girasole, coltivato per interesse personale. Una fioritura, invece, testimoniata con diverse foto nel blog personale di Pettit.
Insomma Scott Kelly è arrivato terzo. Ma anche se la zinnia immortalata nel tweet non è il primo fiore ad essere sbocciato nello spazio, resta sicuramente il primo piantato e poi fiorito a bordo dell’ISS. Un primato sì, ma un po’ diverso, che si inserisce nel corso della ricerca, partita nel 2014, sul comportamento dei vegetali in assenza di peso: il programma Veggie.



