Audizione in Regione Campania nel tentativo di una soluzione per i cassintegrati dello stabilimento chimico chiuso e messo all’asta.
La grande fabbrica chimica è stata venduta all’asta, acquistata da un colosso turco del settore. I suoi impianti migliori prenderanno la via dell’Anatolia. Del resto il curatore fallimentare ha già comunicato al comune di Acerra, qualche mese fa, l’avvio delle operazioni di smantellamento. Resta intanto da stabilire il futuro dei cassintegrati. Sono 300. Il consigliere regionale del Pd, Antonio Marciano, ha promosso ieri l’audizione della commissione Lavoro e Attività produttive della Regione Campania. Obiettivo: avviare un percorso di ricollocazione dei lavoratori, molti tra loro i quarantenni e ultracinquantenni. “La Regione – fa sapere Marciano – sta lavorando per trasformare l’area industriale di Acerra, e in particolare il sito dell’ex Montefibre, da paradigma di sconfitta e di scelte sbagliate o non compiute nel corso di tanti anni a luogo di rilancio e di ripartenza, simbolo della rinnovata attenzione al destino industriale dell’area”. Marciano delinea i possibili interventi. “A cominciare dal lavoro – aggiunge – portato avanti insieme al Mise per definire una nuova perimetrazione delle aree di crisi industriale della regione che consentirebbe di attivare tutte le misure previste nella legge 181. Accanto a questo, poi, bisogna mettere in atto tutte le procedure per il riconoscimento del territorio di Acerra tra le aree di crisi complessa”. Riconoscimento che è di competenza governativa.
“Come Regione – termina l’esponente democrat – abbiamo già investito risorse sul Patto per il Sud, per garantire la nostra quota di finanziamento ai Contratti di Sviluppo per investimenti superiori a 20 milioni di euro, e stiamo inoltre lavorando per aumentare la quota di decontribuzione relative alle nuove assunzioni, cui attingere dal bacino dei lavoratori in cassa integrazione, e per aumentare le disponibilità sul Credito di imposta, per rendere più attrattivi e competitivi i siti industriali per potenziali investitori nazionali e internazionali. Tutto questo deve essere portato a termine entro un tempo e delle scadenze ben precise, quelle cioè fissate dalla curatela fallimentare prima della messa all’asta del sito e quella, a medio termine, relativa alla fine della copertura degli ammortizzatori sociali”.



