Il Ministero dell’Interno ha ufficializzato le date per lo svolgimento delle elezioni amministrative del 2026 che interesseranno anche numerosi comuni della Città Metropolitana di Napoli. I cittadini dei comuni coinvolti saranno chiamati alle urne domenica 24 e lunedì 25 maggio 2026 per eleggere il sindaco e i consigli comunali, con un eventuale turno di ballottaggio previsto per il 7 e l’8 giugno 2026 nei centri con più di 15.000 abitanti nei quali nessun candidato raggiungerà la maggioranza assoluta al primo turno.
Nella provincia di Napoli saranno 26 i comuni chiamati al voto nella prossima primavera, una delle tornate elettorali più ampie degli ultimi anni sul territorio metropolitano. Tra questi figurano realtà urbane di grande peso demografico e politico come Portici, Ercolano, San Giorgio a Cremano, Casalnuovo di Napoli e altri centri dell’area. La tornata rappresenta un momento importante di partecipazione per le comunità locali, viste anche le dinamiche politiche recenti e i mutamenti nella governance di alcune amministrazioni.
Particolare rilevanza assume la consultazione nelle aree vesuviana e nolana, dove diverse comunità saranno chiamate a rinnovare i propri organi istituzionali. Nell’area vesuviana si vota in dieci comuni tra i quali Somma Vesuviana, un centro di notevole dimensione e dinamismo demografico, oltre a centri come Pompei, Ottaviano e Sant’Anastasia. Questa tornata elettorale offre ai cittadini vesuviani l’opportunità di scegliere l’indirizzo amministrativo per i prossimi cinque anni, in un contesto segnato da sfide legate a sviluppo urbano, servizi e qualità della vita.
Anche il comprensorio nolano è interessato dal voto: nel comprensorio andranno alle urne comuni come San Paolo Belsito, San Vitaliano e Saviano, realtà con forte radicamento sociale e vivaci comunità locali. Complessivamente la tornata elettorale nella provincia di Napoli coinvolge un’ampia varietà di centri, riflettendo la complessità e le diverse esigenze del territorio metropolitano. Questa elezione amministrativa 2026 sarà dunque un banco di prova per la politica locale, con l’obiettivo di rafforzare la rappresentanza democraticamente eletta nei comuni dell’area metropolitana.



