Gli arresti dei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta camorra e servizi idrici, fa scattare nei cittadini e in alcuni schieramenti politici alcune considerazioni di valore.
Dopo gli arresti di questi giorni che affondano le radici nella gestione del consorzio idrico, specificatamente nell’Ato 3, l’ente che gestisce i servizi idrici nelle province di Napoli e Salerno, l’acqua, si l’acqua….quella che il 98% degli italiani vogliono pubblica…forse a molti è tutto un po’ più chiaro…più limpido o molto più torbido!
Consigli di Amministrazione della GORI SpA (ATO3) in cui si approvano rincari delle tariffe idriche, Partite Pregresse…con il benestare di gran parte dei nostri sindaci…costringendo noi cittadini a pagare sempre più caro quello che per antonomasia è fonte di vita, bene comune primario.
Intento ancora più piramidale, verticistico e di monopolio assoluto è quello di creare le EIATO al posto degli attuali ATO, accorpando e concentrando il potere e la gestione dell’acqua nelle mani di “pochi intimi” mettendo alla porta qualsiasi forma di rappresentanza dei cittadini…!!! Tutto “normale e ovvio” se a noi cittadini tocca pagare anche una pessima gestione del servizio idrico, le varie mazzette e tangenti a 6 zeri, gli appalti pilotati e gestiti dal malaffare, le poltrone politiche, le assunzioni spropositate e in nome e per conto del candidato di turno da sponsorizzare, manutenzione inesistente, rete idrica obsoleta e ridotta ad un colabrodo. E allora assistiamo e viviamo in un Paese alla rovescia dove il “criminale” diventa il cittadino che non riesce a pagare più la bolletta idrica, la famiglia che si vede staccare il contatore dell’acqua o il padre di famiglia cui si pignora l’abitazione con la compartecipazione di sindaci inetti e complici nonché della banda dello strozzino “Equitalia”.
E allora basta! Crediamo sia giunto il momento di inchiodare la Regione Campania di fronte ad una enorme e definitiva responsabilità: la stesura di una legge per la ripubblicizzazione dell’acqua.



