Non si sblocca la vertenza dei 2511 tagli a Napoli e Roma.
A giudicare dall’aria che tira pare che il confronto di oggi tra sindacati e azienda, al via alle 11 e 30 al ministero dello Sviluppo Economico, risulterà interlocutorio, senza esito sostanziale. In questi ultimi giorni c’è stato il botta e risposta a colpi di lettere pubblicate sui giornali attraverso cui l’azienda, a firma dell’amministratore delegato Andrea Antonelli, ha chiesto ai sindacati di accettare la proposta finora avanzata, che punta anche sul taglio dei salari in deroga al contratto nazionale e sulla partecipazione dei lavoratori agli utili dell’impresa. Poi il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha risposto al manager con una missiva in cui sostanzialmente lo ha invitato a ritirare la procedura di licenziamento in attesa del rinnovo del contratto nazionale di settore e di un ritorno alla trattativa considerando le azioni messe in campo dal governo. Anche Salvatore Topo, segretario generale della Fistel Cisl Campania, ha chiesto ad Antonelli di discutere senza la spada di Damocle dei licenziamenti spiegando in modo più netto che la strada del taglio dei salari, già molto ridotti, non è affatto quella giusta. Ma la sensazione è che Almaviva voglia risposte subito e che oggi non sospenderà nemmeno la procedura di mobilità per tutti i 2511 dipendenti delle sedi di Napoli e Roma. A meno di sorprese dell’ultimo momento. Intanto la data di scadenza della procedura è vicina: 18 dicembre.



