Non ha fatto né nomi né cognomi, il sindaco Abete dal palco del Metropolitan nel corso della manifestazione «Facciamo chiarezza» ma il bersaglio privilegiato è stato comprensibile ai più: Ciro Pavone, suo ex capostaff nonché coordinatore della campagna elettorale del 2014, era stato l’unico a chiedergli un confronto. Ed Abete ha mirato: «Non faccio confronti con l’ultimo scemo che arriva».
«Avevo già intuito che il sindaco avrebbe fatto chiarezza a modo suo» – ha esordito Ciro Pavone nemmeno un’ora dopo la fine della manifestazione che ha visto la parata di sindaco e assessori impegnati a snocciolare dati e programmi oltre che risultati raggiunti, ma anche a difendersi dalle accuse ricevute negli ultimi mesi dagli ex alleati. Lo ha fatto, Pavone, con un video su Facebook in cui parla di «gravi accuse» alla sua persona. «Il sindaco non ha fatto nomi per mancanza di coraggio e nella manifestazione appena conclusa non ho sentito quasi nulla di cose fatte, solo accuse e offese per chi la pensa diversamente, da chi intende diversamente la politica e la vita».
Pavone ha approfittato del video anche per esprimere solidarietà alla consigliera Veruska Zucconi, capogruppo attuale di Alleanza per Sant’Anastasia nonché assessore della giunta Esposito dove aveva detenuto per molti mesi la delega alla pubblica istruzione. Solidarietà per le parole che il sindaco Abete ha pronunciato in consiglio comunale rivolto alla Zucconi: «Di te non si ricordano nemmeno i bidelli». Una frase, seguita da altre critiche pronunciate dal consigliere comunale Alfonso Di Fraia che avevano provocato la solidarietà, nella stessa assise, del consigliere Pd Antonio De Simone. «Quanto accaduto nell’ultimo consiglio dimostra la deriva di questa amministrazione, ma non voglio soffermarmi sulle polemiche bensì dimostrare al signore che abbiamo eletto sindaco, con un programma elettorale che io stesso ho scritto e che probabilmente lui non ha nemmeno letto, che nulla è stato fatto. Il programma prevedeva opere da compiere nei primi cento giorni, l’attraversamento pedonale della Tav per esempio, e altre da fare nel medio periodo: dall’approvazione del progetto di finanza per il palazzetto dello sport e la piscina comunale, alla riqualificazione degli ingressi della città, alla creazione di un Forum sulla cultura, un tavolo per l’agricoltura, uno sportello per la semplificazione burocratica, il wi fi gratuito su tutto il territorio, la ristrutturazione di palazzo Nicola Amore. A distanza di due anni di queste cose non ne è stata realizzata una».
«Potrei rispondere alle polemiche, avrei gioco facile – continua Pavone nel videomessaggio – dicendo per esempio che siamo entrati nelle case dei cittadini con programma alla mano, dicendo che eravamo la prosecuzione dell’esperienza precedente, che eravamo la stessa cosa. Non è stato così fin dal primo giorno, noi siamo stati argine finché abbiamo deciso di lasciare le nostre posizioni di rendita».
E sul confronto: «Se ha paura, lo dica. Non serve tirare in ballo altre questioni, io ne ho un bagaglio pieno e non conviene a nessuno. Mi auguro che nonostante tutto lui possa accettare, solo così farà davvero chiarezza. Accetti, invece di inveire che non gli fa onore. «Le cose sono due» – ha concluso Pavone parlando ad Abete dal video pubblicato sul social network – «o mentivi in campagna elettorale o menti adesso. Se mentivi allora hai fatto un gravissimo affronto ai cittadini e devi dimetterti, se lo fai adesso vuol dire che non sei capace di fare il sindaco e devi andare a casa».



