La manifestazione tenutasi al Metropolitan, dal titolo «Facciamo chiarezza» ha nei fatti avuto un duplice obiettivo: elencare quanto fatto e quanto nei progetti, ma anche togliersi pubblicamente ogni singolo «sassolino» dalle scarpe nei confronti degli ex alleati. Lello Abete: «Ci sono personaggetti per cui è diventato di moda attaccare il sindaco e i suoi amici, non faccio un confronto con il primo scemo che arriva». L’unico ad avergli chiesto un confronto pubblico è stato, con un post sui social, Ciro Pavone, il suo ex capostaff nonché coordinatore della sua campagna elettorale, che gli ha replicato poco dopo la manifestazione, con un video messaggio.

La conduzione del giornalista Francesco De Rosa, dal tratto inconfondibile, ha «messo ordine» negli interventi, chiesto un applauso per tutti i sindaci di Sant’Anastasia, dal primo fino all’ultimo, «regalato» una chicca come il filmato dell’Istituto Luce risalente agli anni ’30 in cui si vedono i battenti entrare nel Santuario di Madonna dell’Arco, seguito da un «viaggio» in auto per le strade cittadine, dai confini con Pollena Trocchia al centro, insieme al sindaco Lello Abete. Un viaggio in cui il sindaco racconta, transitando su via Arco, degli «intoppi burocratici» che hanno costretto a fermare i lavori della riqualificazione dei marciapiedi, in cui – passando dinanzi al Santuario Mariano – si dichiara «devotissimo» della Madonna dell’Arco. E parla della piazza dicendo che vorrebbe darle un taglio diverso, ripensarla, riqualificarla, innanzitutto togliendo i gazebo installati qualche anno fa. «Danno poco decoro a questa piazza» – dice. Arrivato nei pressi della biblioteca comunale che il sindaco Enzo Iervolino intitolò al giornalista Giancarlo Siani e sulla facciata della quale il sindaco Carmine Pone fece apporre la targa alla memoria del cronista, dice che «i lavori sono in via di definizione» e che «è stato anche fatto un parcheggio». «La differenza nell’approccio con i cittadini si respira a partire dal Comune – va avanti il sindaco – fino alle piazze. Un clima confidenziale per il rapporto con i cittadini. Sono accusato di essere buonista ma il temperamento che mi ha portato a fare il sindaco è questo e mi ha dato buoni frutti, spero di raccoglierne altrettanti seguendo lo stesso percorso». L’auto, con il sindaco alla guida mentre viene ripreso dalla telecamera passa per via Marconi che sarà oggetto – dice – di un intervento di riqualificazione. Entra nel centro storico della città. «Il cuore, il polmone….ho ricordi bellissimi da bambino». Auspica che si ritorni a vivere le piazze.

Così la presentazione. Dopodiché la parola è passata agli assessori della giunta Abete, prima delle conclusioni del primo cittadino. Ha iniziato l’assessore Stefano Prisco, titolare delle deleghe all’urbanistica e ai lavori pubblici. L’assessore che, insieme al collega Antonio Squillante (bilancio e tributi), è stato al centro di numerose polemiche perché non nativo di Sant’Anastasia. Ed è da qui che ha cominciato, sgomberando subito il campo, per usare le sue parole, dal «campanilismo». «Sono un cittadino vesuviano – ha esordito – complimentandosi subito dopo con gli uffici e soprattutto per il lavoro condotto dai responsabili dei settori che riguardano le sue competenze: l’ingegnere Gino Coppola (lavori pubblici) e l’avvocato Antonietta Colantuoni (urbanistica). Poi è passato ad elencare gli interventi programmati in fase di attuazione e ultimazione: il centro polifunzionale per le attività sociali e di incubazione di imprese in via Boccaccio; l’adeguamento statico e alle norme di sicurezza dell’edificio scolastico A. Sodano, con lavori di completamento che includono scale esterne e impianto antincendi; la riqualificazione dell’area del piano di zona 167 e quella del quartiere Starza Rosanea (studio di fattibilità, progetto preliminare in fase di approvazione; la realizzazione di servizi integrativi per la prima infanzia: lavori prossimi all’inizio per il micro –nido; progetto definitivo per la sistemazione e il miglioramento della viabilità di via Pomigliano, progetto esecutivo in fase di approvazione per la riqualificazione di via Umberto e via D’Auria; la manutenzione delle strade comunali: via Pomigliano, via Emilio Merone, viale Europa, via San Michele Arcangelo, via Strettola (gara già indetta), la rielaborazione e l’acquisizione pareri per i lavori di via Porzio; la richiesta di finanziamento per le indagini diagnostiche sui solai degli edifici scolastici; i lavori di ampliamento di via Marra Marciano (progetto definitivo in fase di approvazione). Gli interventi ultimati citati dall’assessore Prisco sono invece: la realizzazione di un centro polifunzionale (ex macello), il primo lotto della ristrutturazione della biblioteca comunale (ndr, che dovrebbe essere citata con il suo nome, Giancarlo Siani), il primo lotto della riqualificazione dell’area pubblica tra via Corelli e via Verdi, l’adeguamento statico e di sicurezza sull’edificio scolastico A. Sodano; l’impianto di illuminazione pubblica in via De Flippo e in via Macedonia, la rotatoria di via Rosanea. Prisco ha poi illustrato il progetto degli interventi che dovranno essere attuati per il recupero delle periferie, i lavori di manutenzione straordinaria sulle strade che verranno. Togliendosi poi, primo a farlo nella parata di amministratori, il primo «sassolino» dalle scarpe. «Nelle scorse settimane, in una manifestazione pubblica ex amministratori hanno parlato di opere programmate e finanziate nel 2013 e mai realizzate – ha detto l’assessore all’urbanistica e lavori pubblici – ho verificato senza trovarne nessuna. È come se andassi da un concessionario di auto chiedendo di comprare una vettura e non avessi poi i soldi al momento di pagare. Qui succede la stessa cosa, i fondi non c’erano e chi va in giro a dire queste cose è bugiardo. Nella vita l’importante è non essere ex uomini, diceva un sindaco del vesuviano». Prisco ha concluso dichiarando l’obiettivo di adottare quanto prima il piano urbanistico comunale e asserendo, sul tema condoni, che finora sono state esaminate oltre 1200 pratiche.

Sui temi bilancio e tributi ha relazionato l’assessore Antonio Squillante che ha voluto rimarcare in negativo la politica del suo predecessore (ndr, Armando Di Perna): «Il Comune ha incassato in media solo il 30 per cento delle entrate accertate, nelle precedenti annualità si recuperavano le entrate semplicemente aumentando le aliquote delle imposte, questo vuol dire che chi già paga pagherà ancor di più e che su un milione di euro di sanzioni stradali ne incassiamo solo 270mila». L’assessore ha poi parlato della «nuova» politica delle entrate, quella che vede la sua gestione. «Recuperare soldi degli anastasiani onesti anche attraverso una azione aggressiva nei confronti dei disonesti; recupero coattivo dei crediti generati da servizi resi o prestazioni fornite; altri crediti per tasse non pagate da riscuotere attraverso recupero stragiudiziale, riduzione delle imposte minori, progressiva riduzione delle tasse maggiori (Imu, Irpef) perseguendo sempre il pareggio di bilancio, sulla gestione delle entrate, l’eliminazione delle spese improduttive con una razionalizzazione delle stesse». Ed anche Squillante, rimarcando di non sentirsi un «forestiero» (ndr, l’assessore risiede ad Angri) ma cittadino campano, ha lanciato una bordata agli ex alleati di Abete con cui era entrato in polemica, anche con manifesti dal titolo «Vergogna», ha detto: «Ci sono anastasiani che non vogliono bene al proprio paese e chi invece viene qui a lavorare per il bene comune, da ex militare ed ex ufficiale ho imparato onore e rispetto, parole che altri non sanno nemmeno cosa siano».

Per i settori Patrimonio, Affari Legali, Pec e Ambiente, la parola è andata all’assessore Fernando De Simone: «Al nostro insediamento abbiamo trovato otto autocarri e due compattatori depositati in una officina privata che, al momento dello scioglimento dell’Amav, il Comune ha continuato a pagare, una spesa inutile di oltre dodicimila euro. Abbiamo inoltre dovuto chiudere il contenzioso con le officine dove questi mezzi erano stati depositati per tre anni, mai nessuno se ne era preoccupato. Abbiamo dovuto rottamarli ma eliminato una spesa inutile, i contenziosi li stiamo ancora scontando». Sul fronte degli affari legali, abbiamo verificato che alloggi comunali affittati hanno creato un buco, un credito di circa 400 mila euro perché ci sono persone che non pagano l’affitto da oltre dieci anni, una volta riscossi i crediti dai cittadini morosi questi soldi saranno utilizzati per servizi. Mai nessuna amministrazione ci è riuscita, forse con questa scelta impopolare perderemo una manciata di voti ma rimetteremo in sesto il Comune pensando a tutti i cittadini non solo a chi ci vota». Per la delega alla Protezione Civile: «Nel 2014 siamo riusciti con un finanziamento regionale ad adottare finalmente il piano di evacuazione, senza spendere un solo centesimo dalle casse comunali, approvato in giunta nel dicembre 2015: a breve provvederemo con un’opera di informazione capillare per la cittadinanza». Il «sassolino» dell’assessore De Simone riguarda i pali della luce. «Qualche settimana fa c’è stato vento forte, alcuni pali della luce sono caduti e qualcuno sui social ha scritto che quando c’era lui i pali non cadevano. Voglio rispondere a questa persona che se oggi i pali cadono è perché per tutto il tempo in cui c’è stato lui non ha provveduto alla manutenzione, non se n’è fregato». La delega all’ambiente: «Molti vengono ogni giorno al Comune lamentandosi della tassa sui rifiuti, troppo alta. Si può intervenire solo differenziando di più, dunque abbiamo istituito il nucleo degli ispettori comunali ambientali, anche loro non guadagnano un euro e non hanno preso un posto di lavoro, sono volontari e meritano soltanto applausi, le ambasciatrici della differenziata e il nucleo ambientale della polizia locale. In poco tempo siamo passati da un valore in termini percentuali di differenziata del 44, 21 ad un valore che oscilla tra 48, 8 al 50% con un risparmio per l’ente di circa 140 mila euro, questo significa che nel 2017 potremo abbassare la Tari. L’isola ecologica ci ha già fatto, inoltre, risparmiare circa 54mila euro». Sul settore delle politiche giovanili siamo riusciti a dare la possibilità per garanzia giovani e servizio civile a 71 ragazzi di fare un’esperienza lavorativa».

Le politiche sociali, lo spettacolo, gli eventi, le pari opportunità sono tutti comparti dei quali si occupa, nella giunta Abete, l’assessore Cettina Giliberti che ha cominciato il suo intervento illustrando lo stato dell’arte al momento della sua nomina in esecutivo: «Nel periodo di commissariamento i servizi non erano stati attivati, dunque ho dovuto recuperare ogni cosa». Il Comune di Sant’Anastasia opera nell’ambito del quale è capofila Pomigliano d’Arco, insieme i due enti svolgono insieme un piano di zona determinando i servizi da attivare ogni anno sul territorio. «Ho da subito tentato di recuperare per attuare con copertura finanziaria il centro famiglie, il centro minori e il centro disabili – ha proseguito la Giliberti – e c’è una cosa che dovrebbe indurre tutti noi alla riflessione: quest’anno il centro diurno è attivo dalle 9 alle 17 per dieci mesi, con 43 mila euro. Negli anni scorsi funzionava, con la stessa copertura, per sole tre ore al giorno. Ci chiediamo come mai ma intanto mi sembra logico e doveroso, per usare una metafora, agire come quando una famiglia in difficoltà cerca di distribuire al meglio il suo budget. Noi stiamo facendo così, dimostrando che anche con importi non alti si possono realizzare progetti belli e importanti». «Per gli anni 2015/2016/2017 sono in corso progetti grandi, i PAC, con fondi ministeriali: per gli anziani il servizio di assistenza domiciliare e quello di assistenza domiciliare integrata. Non è polemica ma nonostante si sia cercato di diffondere il più possibile la notizia, passando attraverso gli studi medici e con il passaparola, a Sant’Anastasia sembra non ci sia nessuno a richiedere l’assistenza integrata, quella rivolta agli allettati, agli ammalati che necessitano di assistenza continua, eppure è un servizio gratuito». In merito ai PAC infanzia: «Abbiamo una sezione per 15 bambini da 0 a 30 mesi con micronido e ludoteca che sarà attivata alla scuola D’Assisi nell’anno scolastico 2016/2017 e di due sezioni per 40 bambini da 30 a 36 mesi (sezione Primavera)». Ha fatto chiarezza, l’assessore, sulla destinazione del centro polifunzionale dell’ex macello: «Sarà un centro di smistamento pratiche per immigrati regolari, non una casa alloggio. Ecco, a questo proposito vorrei dire che non basta chiedere i finanziamenti ed ottenerli se poi non ci si pone il problema della gestione. Quel centro è bellissimo, un incanto ma se non si pensa a come lo si manderà avanti è inutile: noi abbiamo fatto un bando apposito e la gara partirà a breve». Inoltre, nel carniere di deleghe della Giliberti, l’assistenza specialistica a minori disabili, il centro antiviolenza attivo per la prima volta, il centro di mediazione familiare e supporto genitorialità in corso di attivazione, un centro minori con laboratori e supporto allo studio. «Il Centro Liguori è stato al centro di molte polemiche nell’ultimo anno – ha proseguito l’assessore – e ora c’è la prova di quanto detto l’anno scorso: nessuno voleva smantellarlo, ci sono in corso lavori di riqualificazione degli spazi e sarà gestito in maniera ottimale». Per gli obiettivi futuri sul fronte politiche sociali: «Quest’anno di sicuro il soggiorno climatico con ragazzi disabili, uno sportello per disturbi specifici dell’apprendimento, un protocollo operativo per adozioni nazionali e internazionali con assistenza specifica per famiglie che vogliano adottare un bambino». Quanto alle politiche giovanili: presto nuove elezioni per il Forum dei giovani. Notevoli gli obiettivi per la delega alla Tutela degli animali: campagne di sensibilizzazione, nuovi cestini per le deiezioni canine, una campagna di controllo per il randagismo e un parco dedicato ai cani dove gli amici a quattro zampe potranno abbeverarsi, giocare e sgambettare.

Su più fronti e con deleghe pesanti, «gioca» il vicesindaco Carmen Aprea. Anche lei non ha rinunciato a replicare alle polemiche degli ex alleati nell’ultimo intervento che ha preceduto il «gran finale» del sindaco. Sue le deleghe alla pubblica istruzione, alla cultura, ai trasporti, alla polizia municipale e alle attività produttive. «Ho sentito dire più volte che non avevo sentito l’esigenza, dopo mesi dalla nomina, di parlare alla città per esprimere la mia idea di paese. I bei sogni rimangono tali, avrei potuto raccontare i miei per Sant’Anastasia ma ho voluto prima sincerarmi di cosa veramente sia possibile fare con i mezzi a disposizione». E poi le bordate: «Dopo 15 giorni dal mio insediamento abbiamo dovuto ricorrere ad una variazione di bilancio ed a prelievi dal fondo di riserva per poter acquistare libri di testo, banchi, cattedre. Si tratta di costi fissi per il Comune ma in bilancio non erano appostati, non avevano certo dimenticato una festa di piazza ma un costo fisso. Ebbene, i soldi non c’erano. Aprea ha poi parlato di ottimizzazione della spesa: il plesso scolastico Gregorio Rocco sarà trasferito nel plesso D’Assisi, con un cospicuo risparmio per le casse comunali, il plesso Sodani sarà trasferito ai Portali, risparmiando su utenze e manutenzione. Il plesso Sodani, inoltre, sarà adattato per poter ospitare la caserma dei Carabinieri (che dovranno lasciare la sede attuale entro pochi mesi).

Le conclusioni sono state naturalmente del sindaco, Lello Abete. Lui non si è soffermato né sugli aspetti tecnici né sulle sue deleghe, ha voluto invece levarsi dalle scarpe non sassolini ma macigni. Ed ha esordito sottolineando come l’aver scelto il cinema Metropolitan per questo (circa 400 posti a sedere, colmo all’inizio della manifestazione, via via svuotatosi per la lunga attesa prima del suo intervento quando c’erano comunque ad ascoltarlo circa duecento persone) fosse una prova di forza. «Abbiamo ottenuto un buon risultato» – è stato il suo bilancio della serata che, ha anche chiarito, non è stata pagata dall’ente ma dallo stesso sindaco e dalla giunta. «Da quando sono sindaco – ha detto Abete – il Palazzo è trasparente, è diventato di vetro. Anche per questo mi preme chiarire alcuni aspetti: per qualche “personaggetto” anastasiano va ormai di moda attaccare sindaco, l’amministrazione, gli amici del sindaco, è un nuovo sport di moda sui social che se male utilizzati diventano pericolosi. Se finora siamo stati in silenzio lo abbiamo fatto volutamente, per stile, per carattere, per temperamento, perché abbiamo lavorato con pochissimo tempo per rincorrere zizzanie e maldicenze di chi non era spesso nemmeno meritevole di risposta, ma se alle persone arrivano messaggi stonati di una sola campana, se c’è solo disinformazione diventa doveroso comunicare». Abete ha poi elencato alcuni risultati: l’apertura dell’isola ecologica, quella della casa dell’acqua, il ripristino di aiuole e piazzette, l’esternalizzazione del bocciodromo e del campo sportivo, la rotonda di via Starza. «Sono allergico a bugie, falsità, calunnie e maldicenze, digerisco le critiche e non mi sottraggo ad alcun confronto ma di certo non ne faccio uno con il primo scemo che arriva, diventerebbe ridicolo e patetico. Se qualcuno è in cerca di visibilità sulla mia figura andasse a lavorare se gli riesce perché quando ne aveva la possibilità non l’ha fatto». Dopo l’attacco, evidentemente diretto al suo ex capostaff e coordinatore della sua campagna elettorale, Ciro Pavone, il sindaco ha dedicato l’ultima parte dell’intervento agli altri ex alleati. «Per i comportamenti che stanno avendo, rimarranno ex a vita – ha proseguito – continuano a dire che sono andati via ma sottolineo che, come dice il mio amico Giovanni Barone, io li ho elegantemente accompagnati alla porta. In questi mesi hanno inventato un’altra figura: quella del suggeritore esterno. Si accorgono di pali caduti, erbacce e buche, come se fossero cose esistenti solo negli ultimi mesi. La colpa è mia perché mi fidavo troppo di chi mi stava vicino e dà fastidio, inoltre, anche il clima creatosi in consiglio comunale. Dicono bugie, attaccano le opposizioni a turno definendole compiacenti, ma io rilancio: invito tutte le opposizioni a collaborare, le porte del sindaco sono aperte per migliorare insieme il paese».






