«Al canile di Pomigliano c’è la leptospirosi». Sono i consiglieri comunali del Movimento cinque stelle a comunicarlo. I pentastellati annunciano la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica: vogliono che si faccia luce sulla gestione della struttura. Il sindaco di Pomigliano li contraddice.
Il canile è quello comunale. Si trova in via Passatiello del Feudo, zona periferica della città. Fu inaugurato due anni fa: 3400 metri quadrati di spazio che fino a quel momento erano rimasti chiusi perché sottoposti a sequestro per problemi nati con alcuni permessi che doveva rilasciare l’Asl. «A seguito di una verifica al canile, siamo venuti a conoscenza della grave zoonosi, la leptospirosi, patologia veicolata dai ratti e che, oltre ai cani, può colpire anche l’uomo», hanno affermato i consiglieri M5s (all’opposizione) Dario De Falco, Maria Busiello, Salvatore Cioffi e Salvatore Esposito. Una situazione per cui hanno accusato duramente il sindaco Raffaele Russo, secondo i quali, nonostante già da qualche giorno sia stato informato del problema, non si è preoccupato ancora di prendere provvedimenti: «Come mai il sindaco, nonostante sia stato regolarmente messo a conoscenza dei fatti dalla Asl, non ha ancora provveduto ad emanare la dovuta ordinanza per disporre le necessarie misure sanitarie e supportare la Asl?». «Perché il Sindaco – hanno poi aggiunto – che ha emanato addirittura un’ordinanza di divieto di fumo nei parchi, non ha invece emesso un’ordinanza per disporre le necessarie misure sanitarie contro la leptospirosi nel canile comunale? Oltre un anno fa, chiedemmo di bonificare le aree circostanti il canile dai rifiuti pericolosi, tra cui amianto e inerti di dubbia natura, oltre che provvedere ad evitare l’evidente invasione di ratti che oggi sono la causa della patologia che si è diffusa in canile, con le gravi conseguenze di cui siamo testimoni».
Nessuna rogna, per il primo cittadino: «Hanno preso una cantonata, sia i Cinque stelle che i veterinari», ha affermato. Russo conferma di aver ricevuto una lettera dall’Asl, ma che da successivi accertamenti richiesti all’Istituto zooprofilattico è risultato che il cane ammalato presenti una positività, ma non tale da poter parlare di leptospirosi: «Mi avevano comunicato che un cane aveva la leptospirosi e che avrei dovuto metterlo in isolamento e emettere un’ordinanza di chiusura del canile. Io ho chiesto che mi mandassero il referto dall’Istituto zooprofilattico di Parma perché volevo essere sicuro che si trattasse di quella patologia e non di una lettura superficiale. È arrivato questo referto e la percentuale di positività è bassissima, è pari a 1 a 100 – 1 a 200, mentre per essere la leptospirosi deve essere di 1 a 2.400». Poi ha sferrato stilettate contro i 5 stelle: «Sono i professionisti delle post-verità, quindi devono creare solo allarme nella popolazione. Sono propalatori di notizie false».



