In stallo la discussione che si era concentrata su un tavolo al quale erano riuniti i componenti dell’opposizione all’ex amministrazione del sindaco dimissionario Pasquale Piccolo.
Moderati e riformisti per lo più, che auspicavano convergenze sui programmi e professavano il buon intento di dare una svolta in discontinuità con il passato. Ma il «cantiere Somma» sarebbe finito ancor prima di entrare nel vivo perché l’appartenenza ai simboli avrebbe, in pratica, avuto la meglio.
Fino a qualche giorno fa intorno a quel tavolo sedevano parti di Pd e Forza Italia, Svolta Popolare e altri in rappresentanza di riferimenti regionali. L’altra sera una riunione, l’ennesima in circa un mese e mezzo, si sarebbe particolarmente «infuocata» a causa della presenza di esponenti ex Noi Sud e attuali di Fratelli d’Italia.
Insomma, tolti i presupposti che pure sembravano positivi, non si è mai andati oltre le chiacchiere giacché ogni buona intenzione sarebbe alfine precipitata mettendo dinanzi a tutto la necessità di non rinunciare alle proprie insegne di partito.



