Leonardo, Profumo su Pomigliano: « Senza la qualità si rischia ». A gennaio il piano industriale

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« C’è il rischio di perdere pezzi di mercato se non si migliora la qualità a Pomigliano ». Lo ha affermato mercoledi sera Alessandro Profumo, amministratore delegato del gruppo Leonardo ex Finmeccanica, durante l’incontro con i sindacati nazionali tenuto a Roma per fare il punto sulle criticità principali e sulle prospettive del settore. Profumo ha parlato del grande impianto aeronautico di Leonardo Pomigliano dopo il recente scoppio del problema relativo ai difetti riscontrati dal gigante Boeing nella produzione delle derive dei timoni di coda dei velivoli commerciali intercontinentali “767”. Produzione che è appunto appannaggio dello stabilimento napoletano. A ogni modo Profumo nel corso del faccia a faccia con le organizzazioni di categoria ha dato la notizia che tutti speravano e cioè che il nuovo piano industriale del gruppo è imminente. « Sarà presentato a gennaio », ha annunciato l’ad. L’amministratore delegato ha poi aggiunto un’anticipazione importante legata al futuro complessivo di tutte le aziende Leonardo. « Non ci sarà nessuno spezzatino – ha chiarito il manager – e non ci saranno cessioni, come invece è stato detto da alcune testate giornalistiche ». Secondo quanto fatto sapere anche dai sindacati, a gennaio il nuovo piano industriale punterà su un ingente investimento basato sulla qualità, sull’efficienza, sul post vendita ( vale a dire la  capacita di accompagnare il prodotto realizzato in tutte le fasi successive della manutenzione ) e sugli aggiornamenti tecnologici. In Campania dunque saranno coinvolti in questo processo  non solo i siti delle aviostrutture di Pomigliano, Nola ( aerei  civili ) e Benevento (elicotteri ) ma anche quelli di Selex  ed Mbda ubicati (sistemi avionici e militari) dislocati a   Giugliano e a Bacoli. Nell’ambito però del settore delle aviostrutture civili appare in questo momento centrale il ruolo rivestito dalla grande fabbrica di Pomigliano, che tra dipendenti in organico e indotto conta oltre 3mila addetti. «Pomigliano dovrà uscire dal guado della mancata qualità – spiega Michele Zanocco, della segreteria nazionale Fim Cisl – così come l’impianto pugliese di Grottaglie dovrà risolvere i suoi problemi di produttività ». A proposito di efficienza e produttività in un suo comunicato la Uilm nazionale ha affermato che « l’amministratore delegato Profumo intende risolvere il problema legato al rispetto dei tempi di consegna del prodotto 767 di Pomigliano ». Comunque anche la Uilm si è dichiarata « soddisfatta dell’annuncio della presentazione del piano industriale a gennaio e della decisione dell’ad di non procedere a nessuno spezzatino ». Tornando al futuro dell’ aeronautica campana, Zanocco auspica che « a gennaio Leonardo si pronunci anche sul turboprop, velivolo che dovrebbe sostituire l’Atr e le cui fusoliere si producono a Pomigliano ». « Ma su tutto il futuro di Leonardo – eccepisce Zanocco –  e dei suoi circa 100mila addetti, compresi quelli dell’indotto, è necessario che il governo faccia maggiormente sentire il suo peso e il suo coinvolgimento ».

 

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