I pirati dell’ambiente finiscono nei filmati e vengono multati. L’autore del raid all’isola ecologica tradito dal tampone

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CASORIA. Sta dando buoni risultati, soprattutto in periferia, l’azione di contrasto al fenomeno degli sversamenti abusivi di rifiuti in atto a Casoria.

Negli ultimi giorni sono stati elevati diversi verbali grazie all’azione delle guardie ambientali ed alle immagini catturate dalle fototrappole installate sul territorio. Molte contravvenzioni hanno riguardato l’area di via Ponza dove recentemente è stato immortalato un cittadino intento a sversare materiale di scarto e parti di arredamento.

L’ultimo “pirata dell’ambiente” ad essere stanato in ordine di tempo, è stato, però, l’autore dello scarico illegale davanti all’isola ecologica di via Lufrano. A tradirlo in quel caso è stato il referto di un tampone che ne ha svelato l’identità permettendo alle autorità di risalire al responsabile.

“Stiamo mettendo in campo una serie di attività col Settore Ambiente per stroncare sul nascere questi fenomeni e preservare il decoro in Città.” 
hanno evidenziato in una nota congiunta il sindaco Raffaele Bene e l’assessore alle Politiche Ambientali Marianna Riccardi.

Somma Vesuviana in lutto per la scomparsa di Franco Pone

Somma Vesuviana. Franco Pone è morto all’ età di 93 anni. 

Franco Pone fa parte di quegli anni indimenticabili della nostra vita associativa negli anni Settanta del secolo scorso. Insieme al fratello Nello è stato un punto di riferimento eccezionale per tante generazioni. La loro presenza ha reso quegli anni di “Radio Aragonese” e “Radio Più” così speciali e indimenticabili. È incredibile pensare a quanto fosse coinvolgente il loro lavoro, le interviste, i quiz che attraevano tanti ascoltatori affascinati da questo nuovo modo di fare radio, come spiega il figlio Angelo. In tanti ricorderanno ancora con grande passione gli impareggiabili sketch radio-teatrali con i suoi validi collaboratori.
Arrivarono gli spettacoli di cabaret, in teatro, le feste di piazza e le TV locali che hanno reso quel periodo ancora così vivo e memorabile. Franco incarnava la calma e la saggezza, persona disponibile e gentile. Era un po’ come una nota musicale che ben si armonizzava in un perfetto accordo con il mondo che lo circondava.

Franco é stato come un faro luminoso che ha illuminato le vite di tutte le persone che lo seguivano e apprezzavano, un faro che ha rischiarato anche i sentieri più bui con la sua calda e accogliente luce. Era un pezzo di mondo ricco di colore e di suoni, un universo di emozioni e sorrisi che ora lascia un vuoto profondo e palpabile in ognuno di noi. Le sue memorie e il suo contributo resteranno sempre vivi, come stelle scintillanti nel cielo notturno che ci accompagnano nel cammino della memoria e dell’affetto, continuando a guidarci con la loro eterna luminosità.

Somma Vesuviana, rubata la corona della Madonna di Castello di Santa Maria delle Grazie

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Somma Vesuviana. Trafugata la corona della Madonna di Castello posta nell’edicola accanto alla Cappella di Santa Maria delle Grazie. L’appello dei devoti.

Sgomento e indignazione tra i devoti e i cittadini di Somma Vesuviana. Questa notte, infatti, è stata rubata la preziosa corona che era posta sul capo della reliquia della Madonna di Castello posizionata nella piccola edicola votiva vicino alla Cappella di Santa Maria delle Grazie. La corona era stata donata dalla Paranza dei “Pullastriell” nell’anno 2018. Dopo la scoperta del furto, i componenti della Paranza ed i fedeli tutti di Madonna delle Grazie hanno espresso la loro angoscia e rabbia per il terribile gesto.

Infatti, tutti insieme si occupano di curare quotidianamente questo spazio, affinché sia sempre pulito e ci siano ogni mattina bellissimi fiori freschi davanti alla statua della Madonna. I devoti hanno voluto anche lanciare un appello al responsabile del furto: “Preghiamo la persona che ha trafugato la corona della Madonna di Castello della Cappella di Santa Maria delle Grazie di restituirla. Se si è trattato di un atto compiuto per problemi economici, noi siamo anche disposti ad aiutare questa persona”.

 

Somma Vesuviana, “Mare gourmet”: il nuovo libro dello chef Nunzio Saviano

Somma Vesuviana. “Mare gourmet”, l’ultimo libro di ricette dello chef emergente e food blogger sommese Nunzio Saviano.  

Nunzio Saviano è un giovane chef emergente, amante non solo dei sapori ma anche e, soprattutto, dei “saperi” che attraverso l’arte culinaria si trasmettono dal palato alla mente e, infine, al cuore. Nasce a Somma Vesuviana nel 1983 e frequenta l’istituto Alberghiero “De Medici” ad Ottaviano. Si laurea poi in Scienze del Turismo e viene nominato Assessore all’Ambiente nella giunta Piccolo. Giovanissimo muove già i primi passi nel mondo della cucina, perfezionandosi attraverso corsi e stage. In particolare, ultima solo in ordine di tempo l’esperienza condivisa con lo chef napoletano Antonino Cannavacciuolo.

Saviano, sommese D.O.C., è anche un food blogger particolarmente apprezzato e autore di libri di cucina e non solo. Infatti, nel 2016 pubblica “Migranti di lusso”, un’opera a metà tra il saggio e il romanzo, che ha venduto tantissime copie ed apprezzato dalla critica. In cucina, il giovane chef è sempre alla ricerca dell’unicità, senza mai allontanarsi dalla semplicità dell’esecuzione. Per il Saviano la tradizione e l’innovazione si fondono in un mix unico. Il gusto, il piacere e la fantasia rappresentano un connubio indissolubile.

Nel suo ultimo libro, intitolato “Mare gourmet”, l’autore crea un viaggio attraverso il mondo incantevole del mare, presentando 12 ricette semplici da realizzare anche per chi tra i fornelli “smanetta” poco. La scrittura di Saviano risulta semplice e chiara nell’esposizione e nella guida alla realizzazione del piatto. Si va dagli antipasti, ai primi e ai secondi di mare, come a seguire la scia delle onde lievi e la brezza marina fino a giungere all’assaggio di queste delizie.

E come l’autore stesso ci saluta alla fine del testo: “Buon viaggio e Buon appetito”.

 

Blitz in officina a Nola, nei guai meccanico di Ottaviano

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Un’autofficina ed un’autocarrozzeria, tra Nola e Pozzuoli, operavano in violazione delle leggi ambientali: lo hanno accertato i militari del Gruppo Carabinieri Forestali di Napoli. In particolare, un’autofficina è risultata completamente abusiva e sconosciuta al fisco. Gli accertamenti effettuati in loco dai carabinieri del Nucleo Forestale di Roccarainola hanno evidenziato che l’attività era sprovvista di qualsiasi autorizzazione e che effettuava lo smaltimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi in modo illecito, senza alcuna documentazione che ne attestasse la destinazione.

All’interno dei locali, i militari hanno rinvenuto un ingente quantitativo di rifiuti, che è stato sottoposto a sequestro penale insieme all’intera attività. Il titolare, un 32enne di Ottaviano, è stato denunciato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria. Per quanto riguarda la carrozzeria di Pozzuoli, i carabinieri del Nucleo Forestale di Pozzuoli, insieme alla Stazione Carabinieri Territoriale di Pozzuoli, hanno riscontrato che operava senza autorizzazione per lo scarico in pubblica fogna e senza autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

Anche in questo caso, i militari hanno operato il sequestro di tutte le attrezzature che potenzialmente potevano emettere sostanze inquinanti nell’atmosfera. Per quanto riguarda l’allaccio abusivo alla pubblica fogna, sono state effettuate delle prescrizioni. Il rappresentante legale della società, un 60enne del posto, è stato denunciato penalmente per violazione delle norme previste dal Codice dell’Ambiente.

Somma Vesuviana, nell’ Hubside il concorso pre-selettivo per il “Premio Massimo Troisi”

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:

Il Premio Massimo Troisi, concorso nazionale dedicato allo spettacolo prevalentemente dedicato ad attori comici istituito nel 1996 arriva al Casamale. La collaborazione tra il comune di San Giorgio a Cremano e l’Hubside (spazio libero delle Arti curato dalle associazioni Amici del Casamale e Tramandars) ha permesso la realizzazione di un concorso comico pre-selettivo per le fasi finali del premio Troisi, quest’anno con la direzione artistica di Ale e Franz. La partecipazione è aperta a tutti gli aspiranti comici e cabarettisti della regione Campania, già numerose le adesioni. Il concorso di miglior comico del Casamale si svolgerà nello spazio Hubside, ipogeo della Chiesa Collegiata sito in via Campane il 24 Maggio e permetterà al vincitore di entrare direttamente alla semifinale del premio Troisi di fine Giugno. I partecipanti verranno valutati da una giuria popolare e una giuria tecnica formata da: Luca Bruno, vincitore uscente del premio Troisi, l’attore ed autore teatrale Rosario Minervini e la bravissima Maria Bolignano che ricoprirà il ruolo di presidentessa di giuria. Ingresso gratuita, gradita e fondamentale la partecipazione!

Stop per lavori a due tratte della Circumvesuviana

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Lavori nel fine settimana: interrotte due tratte della Circumvesuviana. A comunicarlo è l’Ente Autonomo Volturno che fa sapere come “per consentire l’effettuazione dei lavori straordinari, nei giorni 11 e 12 maggio, il servizio ferroviario sulla linea Napoli-Ottaviano-Sarno e sulla tratta ferroviaria Poggiomarino-Torre Annunziata sarà sospeso”.

L’interruzione è prevista da inizio servizio di sabato fino a fine servizio di domenica: su entrambe le tratte sarà istituito servizio sostitutivo con bus. La circolazione sulla tratta Napoli-Torre Annunziata sarà invece regolarmente garantita.

La circolazione sulle linee interessate dai lavori riprenderà regolarmente ad inizio servizio di lunedì 13 maggio. Per consultare gli orari, i punti di fermata dei bus sostitutivi e le variazioni al servizio ferroviario basta consultare il sito www.eavsrl.it.

Ottaviano, 70 anni fa la polemica del “volo degli angeli” causò un increscioso episodio a San Michele

L’8 maggio del 1954, la consuetudinaria processione del santo patrono fu turbata da un clamoroso episodio: la portantina con San Michele Arcangelo fu abbandonata in piazza Annunziata dopo il solito incidente diplomatico tra il Vescovo di Nola e le autorità locali sul volo degli angeli.

 

I parroci di San Michele Arcangelo in Ottaviano avevano già da tempo remoto fatto noto alle autorità e ai fedeli ottavianesi che i vescovi della Diocesi di Nola non avrebbero più permesso il cosiddetto volo degli Angeli, ritenuto indecoroso durante lo svolgimento della processione. A riguardo, già prima del 1910, mons. Agnello Renzullo, più volte esortò a riportare la tradizione nei limiti originari, cioè un solo volo, perché la processione non venisse scompigliata ben quattro volte [L. Saviano, Storia di Ottaviano, vol. III, Storia religiosa, 83]. Oltretutto, i successori di San Paolino avevano sempre consigliato di scindere le due manifestazioni: da una parte l’antica processione, regolata dalle leggi ecclesiastiche; dall’altra, invece, il volo degli angeli da tenersi dopo la processione, affidata al gusto dei tradizionalisti. Tale decisione, non ottenne mai gli effetti desiderati, ma tutto continuò come prima. Tale decisione non era mai riuscita ad entrare nella piena consapevolezza del popolo e delle autorità locali, tenacemente attaccati a quest’antica usanza, che ancora oggi consiste nel tirare su con funi, all’altezza di sette o otto metri, due giovinetti vestiti da angeli, pronti a declamare un antico inno di fronte alla statua del santo.

Volo degli Angeli 1960 (coll. Saverio Raia)

Nel 1947, l’allora vescovo, Mons. Michele Raffaele Camerlengo, dovette intervenire energicamente, lanciando un’interdizione contro la Chiesa madre, che rimase in conseguenza chiusa al culto dei fedeli per diversi giorni. Pertanto, da allora, la tradizionale processione, si era svolta con l’assenza del clero. Nel 1954, il successore, mons. Adolfo Binni, seguendo le vecchie disposizioni, aveva concesso il suo consenso, purché il volo si fosse tenuto soltanto ed unicamente in piazza Annunziata e non nelle altre tre. Popolo e autorità civili, come al solito, non erano d’accordo: la tradizione andava comunque rispettata nella sua interezza e nel consuetudinario cerimoniale dei quattro voli. Da qui il solito scontro tra clero e sindaco.

foto antica acquasantiera impressa sul           volume III di Saviano Luigi

L’arciprete della chiesa madre, don Francesco Saviano, parroco dal 1923 al 1965, fece presente che la processione avrebbe avuto luogo solo se si fossero osservate le giuste regole stabilite dalla Curia vescovile, cioè se e soltanto se si fosse fatto un solo volo in piazza Annunziata. Il sindaco, invece, di parere contrario, minacciò di non mandare la banda musicale alla processione [R. Mezza, La processione di San Michele turbata da un clamoroso incidente, Quotidiano Il Mattino, 9 maggio 1954]. Gli animi si riscaldarono: il vice prefetto di Napoli, dott. Grassi, dovette addirittura intervenire, ricordando al sindaco che lo scopo della sua presenza era soltanto quello di tutelare l’ordine pubblico, e che solo l’autorità ecclesiastica aveva il diritto esclusivo di regolare la processione.

Volo degli angeli, 1965

Alle ore 13:45 del 8 maggio del 1954, con ben due ore di ritardo, il corteo uscì dalla chiesa madre con poche persone al seguito. Il sindaco era assente e qualche amministratore era intervenuto come privato cittadino. Tanta gente era ritornata a casa, convinta che la processione non si fosse svolta. Ecco, finalmente, il solenne corteo arrivare in piazza Annunziata, dove tutto era pronto per il consueto volo, con il popolo festante in attesa di applaudire e inneggiare a San Michele e ai due angioletti della famiglia Duraccio. Erano trascorsi pochi minuti ed ecco quell’entusiasmo si tramutò in furore: i due giovinetti biancovestiti non apparvero in pubblico; il volo non si sarebbe fatto più. I portatori del santo avevano nientemeno adagiato la portantina processionale in legno con la statua dell’Arcangelo a terra, facendo chiaramente capire, coi fatti, che la processione sarebbe continuata solo se il volo si fosse fatto in tutte e quattro le piazze. Il clero, comunque, in riferimento alle disposizioni vescovili, si ritirò in preda ai fischi clamorosi della folla.

Il particolare più eclatante e pietoso dell’intera vicenda, però, fu legato all’abbandono totale del santo in piazza tra i clamori della gente. Furono i carabinieri a cercare quattro persone, disposte a riportare il santo in chiesa. Cosa che avvenne grazie ad alcuni presenti. Il fatto, comunque, produsse, all’epoca, un grande fermento mediatico, riportato fedelmente sul Il Mattino dal compianto giornalista ottavianese Raffaele Mezza, nato a Napoli il 9 febbraio del 1929 da Edoardo e Rosaria Rossi, dimorante a Ottaviano in via Piazza, 50. Raffaele Mezza fu, oltretutto, un giornalista della Radiotelevisione Italiana (RAI) e del Corriere della Sera.

Raffaele Mezza, giornalista

I suoi articoli dal 1953 al 1987 sono pervenuti al dott. Attilio Giordano di San Giuseppe Vesuviano, grazie ad un volume conservato dal valente padre farmacista dott. Aldo Giordano (1928 – 2013). Il giorno seguente, comunque, domenica 9 maggio, le chiese di Ottaviano, per disposizione della autorità diocesana, restarono chiuse al culto. Malgrado ciò, un volo degli angeli fuori programma fu fatto in piazza Ferrovia, dinanzi ad una statuetta del santo della misura approssimativa di 50 centimetri, ceduta per la circostanza da un pensionato del rione [R. Mezza, Con l’assenza del clero il rito si è celebrato ieri, Il Mattino, 10 maggio 1954]. Resta il fatto che quell’anno la festa patronale non ebbe comunque la sua consueta solennità: né la ricchezza delle luminarie, né la fantasmagoria dei fuochi pirotecnici riuscirono a riportare la giusta calma ad Ottaviano.

San Michele, fa’ tornare a Ottaviano i reperti archeologici che il diavolo ha fatto scomparire

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Ottaviano è città di archeologi sommi e di storici ornati con corona d’alloro. Io non sono né archeologo, né storico, ma so che Il Vesuvio distrugge e nasconde. Perciò mi chiedo perché nei paesi vicini il Vesuvio ha coperto, nascosto e conservato i segni del passato, mentre a Ottaviano avrebbe distrutto tutto. Per esempio, che fine ha fatto la statua del togato romano che insieme ad altre almeno fino al 1969 si ergeva maestosa sulle mura del Palazzo Medici?

 

Il culto di San Michele nell’Italia meridionale ha origini antiche. Nel Mezzogiorno Giuseppe Galasso individua due importanti aree “patronali”: quella di San Nicola, che comprende la Calabria, il Molise, e, in Campania, le province di Avellino, Salerno e Benevento, e l’area di San Michele che, ai “confini della Longobardia meridionale”, si incunea nelle terre consacrate a San Nicola fino ad occupare quasi tutto il Gargano. Ritiene lo studioso che il culto di San Michele discenda la penisola, e che quello di San Nicola la risalga, ma è probabile che la distinzione abbia un segno meno netto e marcato, poiché l’Arcangelo è caro non solo ai Longobardi, ma anche ai Bizantini. E forse proprio ai Bizantini si deve l’assegnazione dei “campi” specifici: alla taumaturgia di Michele la protezione dalle forze naturali, a quella di San Nicola la tutela contro le minacce della violenza politica e sociale.  A Ottajano i due culti coesistono a lungo: nel 1576, quando Pietro Feulo di Ottati, confessore e padre spirituale di Bernardetto e di Giulia de’ Medici, decide di far venire nel feudo altri Domenicani, Giulia riscatta da Filippo Spinola, vescovo di Nola, la cappella di San Nicola ”in loco ubi dicitur a tre case et fuerat derelicta et spinosa” e vi costituisce il convento del Rosario. Nella Chiesa Madre di San Michele il vescovo Lancellotti trova conservate, nel 1615, anche reliquie di San Nicola, e a San Nicola è consacrata una cappella della chiesa. Il culto di San Michele mette radici in Ottajano nei tempi bui dell’Alto Medioevo, quando Bizantini prima e Longobardi poi curano la costruzione del castello, destinato a controllare, dalla sua forte posizione, le strade che si incrociano nella pianura tra Nola e Sarno. Non è peregrina l’ipotesi che il castello e la Chiesa di San Michele siano stati costruiti su rovine di edifici romani: la Chiesa sui resti di un tempio di Castore e Polluce, o forse su una chiesa antichissima, come Adolfo Ranieri era indotto a credere dalla decorazione e dai medaglioni a figure classiche dell’ipogeo. Del resto la nostra città era al centro del “praedium” degli Ottavii e non si può credere che fosse un luogo disabitato. Non ci sono state cesure nella storia millenaria del territorio ottavianese, che, per la posizione strategica e per la fertilità delle pendici montane, fu sempre densamente popolato: lo avrebbero potuto dimostrare le ricche collezioni di monete antiche che, a dire del Ranieri, erano conservate nella Casa Comunale prima che, nel 1906, scomparissero nel nulla di quei buchi neri che di tanto in tanto si aprono nel corredo dei documenti della nostra città, e dove si sono  dissolti gli ornamenti del palazzo Medici  lo stemma della famiglia-, alcune tele delle Chiese, i paramenti sacri, gli atti di proprietà di beni pubblici. Nel 1924 il Cola che fu primo podestà fascista di Ottajano dichiarò in una seduta del consiglio comunale che a lui toccava risolvere un mistero: perché la Montagna, che agli inizi del secolo era quasi tutta demanio dello Stato, nel 1910 risultava quasi tutta proprietà dei privati. Le eruzioni e i terremoti servono pure a qualcosa, e a qualcuno, e quando, dopo un disastro, si rimettono a posto i termini di confine, può capitare che i proprietari si distraggano e li spostino in avanti. Il culto di San Michele fu poi consolidato dagli Orsini, che tennero a lungo il dominio del feudo e che dell’Arcangelo erano devoti: anche Nicola Orsini, il Pitigliano, condottiero prudentissimo, abile più che a sconfiggere i nemici, a fuggir dalle loro mani. E il culto, consolidandosi contemporaneamente in tutta l’area su cui la potente famiglia esercitava la sua influenza, Nola, Saviano, Palma, Sarno, si arricchì, ancor prima del 1631, di valori “vesuviani”.

 

Voto inquinato a Cercola, figlia del boss preparava le Europee: “Ti tengo presente per Salvini”

CERCOLA – Si stava preparando ad entrare in azione anche in occasione della prossima competizione elettorale europea Antonietta Ponticelli, figlia del boss ergastolano Gianfranco Ponticelli, arrestata oggi dai carabinieri e dalla Dda nell’ambito di un’indagine sul voto di scambio politico-mafioso a Cercola, in provincia di Napoli.

Nella conversazione intercettata il 30 maggio 2023 la figlia del boss ergastolano parla con una persona al momento non identificata e i due fanno più volte il nome di Matteo Salvini, anche quando Antonietta Ponticelli cerca di capire chi il suo interlocutore intenda sostenere per le Europee: “Va bene ora ci si stanno preparando per quelle altre lì…per le Europei…tu con chi stai per l’Europei?”, dice la Ponticelli e il suo interlocutore risponde: “Non lo so ancora…dipende poi chi mi viene a chiamare come corrente, sempre di sinistra hai capito, quello Salvini è di destra…”.

Antonietta Ponticelli cita ancora il leader della Lega in quella conversazione (“comunque ti posso tenere in considerazione anche per votare a Salvini”) intrapresa per assicurarsi l’appoggio del suo interlocutore (“va bene quindi ora sul Comune tengo a te?”) il quale conferma (“sì….speriamo bene…”).

Le amministrative del Comune di Cercola sono avvenute il 14 e 15 maggio 2023 mentre i successivi 25 e 26 maggio si è tenuto il ballottaggio: le elezioni quindi erano già concluse il 30 maggio. Nell’ordinanza – con la quale sono stati disposti sei arresti in carcere e uno ai domiciliari – il gip sottolinea che gli indagati, alcuni pregiudicati per mafia, “se lasciati in libertà” avrebbero potuto commettere “gravi delitti contro la pubblica amministrazione o in materia di armi o di criminalità organizzata”. Si tratta di “soggetti ad alto rischio, avvezzi al crimine” per i quali, spiega il giudice, è “assolutamente necessario privarli della libertà personale”.

Dalle indagini emerge anche che la Ponticelli ha chiesto la restituzione di 100 euro dopo avere scoperto che l’elettore a cui erano stati versati in realtà non aveva votato il candidato indicato.