Ermal Meta vince il Premio Elsa Morante Musica 2026 con “Stella Stellina”

Riceviamo e pubblichiamo: 

 

“𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐚”, 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐚𝐧𝐳𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐚 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨, 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐄𝐥𝐬𝐚 𝐌𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞
𝐸𝑟𝑚𝑎𝑙 𝑀𝑒𝑡𝑎 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑒 𝑖𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑚𝑖𝑜 𝐸𝑙𝑠𝑎 𝑀𝑜𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑀𝑢𝑠𝑖𝑐𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑐𝑎𝑛𝑧𝑜𝑛𝑒 (𝑒 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑜) 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑒𝑙𝑒𝑏𝑟𝑎 𝑙’𝑖𝑛𝑛𝑜𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑒 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑣𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒

 

Ambitissima la sezione Musica del Premio Elsa Morante da tutti quei cantautori che fanno dei loro testi una missione e che, negli anni è andata da Gianna Nannini a Mogol, da Ornella Vanoni a Fiorella Mannoia, da Giovanni Allevi a Simone Cristicchi, a Max Gazzè., a tanti altri. Il Premio Elsa Morante Musica 2026 va ad Ermal Meta con la sua “Stella stellina” canzone (Columbia/Sony Music) e libro (Nave di Teseo).
Il filo conduttore del Premio Elsa Morante di quest’anno è quello dei “Ragazzini salvati dal mondo” e Stella Stellina racconta lo sguardo dei più piccoli come luogo di verità, speranza e salvezza. Nella canzone come nel libro, l’infanzia non è solo memoria o nostalgia, ma una dimensione morale da custodire: è il punto da cui ripartire per restituire senso al presente e immaginare un futuro più umano.

 

Anche Ermal Meta sarà presente al Teatro Diana di Napoli (già sold out) il prossimo 12 maggio, insieme alla giuria presieduta da Dacia Maraini e composta da: Antonio Calabrò, Marco Cerbo, Enzo Colimoro, Lino Guanciale, David Morante, Tiuna Notarbartolo (direttore dell’evento), Antonio Parlati, Alfredo Rapetti Mogol, Fiorenza Sarzanini, Teresa Triscari e a tutti gli altri vincitori. Al momento sono stati annunciati Matteo Bussola, con “Il talento della rondine” (Salani), che vince il Premio Elsa Morante Ragazzi Narrativa; Luigi Garlando, con “Sandro libera tutti ” (Rizzoli), Premio Elsa Morante Biografia; Roberto Saviano con “L’amore mio non muore” (Einaudi) che vince il Premio Elsa Morante Ragazzi per l’impegno civile. Amalia Ercoli Finzi con sua figlia Elvina Finzi e con Tommaso Tirelli, per il libro “Le ragazze della luna” (Mondadori) Premio Elsa Morante per la Divulgazione Scientifica; e Rula Jebreal Premio Elsa Morante per la Comunicazione con il libro “Genocidio”. Nei prossimi giorni saranno comunicati i nomi dei premiati delle altre sezioni.

 

Mille ragazzi assisteranno dal vivo all’evento, condotto da Tiuna Notarbartolo con Alessandro Incerto, mentre per tutti gli altri sarà possibile seguire le dirette sui canali facebook e instagram del Premio Elsa Morante.
L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante è coordinato da Iki Notarbartolo; Gilda Notarbartolo ne dirige la comunicazione, Umberto Amicucci cura la veste grafica, e l’addetto stampa è Lisa Terranova.
Il Premio Elsa Morante, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura della Regione Campania e Comune di Napoli, è realizzato grazie al sostegno di Banca Intesa Sanpaolo, DAC (Distretto Aerospaziale della Campania), Cira (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), e col partenariato di Dimorra Hospitality, A.R.E.C Campania, Sire Ricevimenti d’autore, Medeaterranea-Accademia Gastronomica, Ascione Coralli, La Locanda del Cerriglio, Librerie Ubik, Officine grafiche Giannini, Fnism, Il Confronto.

Investimenti e lavoro, Romano rilancia: “Zes certezza per il Sud”

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Le Zone Economiche Speciali come architrave dello sviluppo del Mezzogiorno, ma con uno sguardo che vada ben oltre la stagione del Pnrr. È questa la traiettoria indicata da Giosy Romano, nuovo responsabile del Dipartimento per il Sud, nel corso di un’intervista rilasciata a Il Mattino, in cui delinea una strategia che punta su investimenti, semplificazione e visione di lungo periodo.

Secondo Romano, la Zes unica non è più solo uno strumento sperimentale, ma rappresenta ormai “una certezza” per il Sud. Un’affermazione che trova riscontro nei numeri e nella crescita delle autorizzazioni registrate negli ultimi anni, segnale di un territorio che torna ad essere competitivo e attrattivo. Il modello, tuttavia, non è ancora pienamente compiuto e necessita di un ulteriore salto di qualità, soprattutto sul piano amministrativo.

Il tema centrale resta infatti quello della burocrazia. Per il neo capo del Dipartimento, la vera sfida è ridurre tempi e passaggi, rendendo più fluido il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione. In questo senso, la semplificazione diventa una leva decisiva non solo per il Sud, ma per l’intero sistema Paese. Non a caso, Romano evidenzia come interventi di questo tipo possano avere effetti positivi anche nelle regioni del Nord, senza penalizzare il Mezzogiorno.

Guardando oltre l’attualità, emerge con forza la necessità di costruire una prospettiva stabile. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta un’occasione irripetibile, ma non può esaurire la strategia di crescita. Serve, al contrario, una programmazione strutturale capace di accompagnare lo sviluppo nei prossimi anni. In questo quadro, le Zes diventano uno strumento permanente, non legato a una singola stagione di finanziamenti.

Romano sottolinea inoltre come il lavoro già svolto abbia prodotto risultati concreti, contribuendo a migliorare l’immagine del Sud agli occhi degli investitori. “Le Zes unica, nata grazie all’intuito dell’allora ministro Raffaele Fitto, continua a produrre risultati importanti e fornirà una certezza”, afferma, ribadendo la solidità del percorso intrapreso.

Infine, un passaggio fondamentale riguarda il coordinamento tra istituzioni. Senza una collaborazione efficace tra livelli di governo, ogni politica rischia di perdere incisività. Per questo, il Dipartimento per il Sud si propone come cabina di regia capace di integrare strumenti nazionali e interventi territoriali, trasformando le opportunità in sviluppo reale e duraturo.

Crolla palazzina nel centro storico, si scava tra le macerie per eventuali vittime

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Una palazzina è crollata nella notte nel centro di Napoli, in un’area già segnata da situazioni di degrado urbano. Il cedimento è avvenuto in via Siniscalchi, a ridosso di Porta Capuana, poco dopo le 2, sorprendendo i residenti della zona.

Lo stabile, di proprietà privata, risultava già chiuso e non accessibile, così come la strada che lo costeggia. Nonostante i divieti, resta il dubbio che l’edificio potesse essere utilizzato occasionalmente, circostanza che ha reso immediato l’intervento dei soccorritori.

I vigili del fuoco hanno avviato le operazioni di ricerca tra i detriti, lavorando con cautela per evitare ulteriori cedimenti. Le attività si concentrano soprattutto nei punti ritenuti più critici, dove potrebbe essersi accumulato materiale in grado di nascondere eventuali presenze.

L’intera zona è stata delimitata e monitorata, mentre le autorità stanno raccogliendo elementi utili per ricostruire la dinamica del crollo. Le condizioni dell’edificio erano già considerate compromesse, anche a causa di precedenti episodi che ne avevano indebolito la struttura.

La situazione ha riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza degli immobili abbandonati, spesso lasciati senza interventi per lunghi periodi. In contesti urbani complessi come quello del centro storico, il rischio legato a strutture fatiscenti resta elevato.

Le operazioni di scavo e controllo continueranno fino a quando non sarà esclusa ogni possibile presenza sotto le macerie. Nel frattempo, resta alta la vigilanza nell’area, con verifiche anche sugli edifici vicini per prevenire ulteriori criticità.

Il nuovo modello RIVE contro la violenza sulle donne: sinergia tra servizi, università e innovazione

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Dai dati all’azione, dalla frammentazione alla rete. È questa la direzione tracciata da RIVE – Rete Interistituzionale contro la Violenza per l’Empowerment, protagonista dell’incontro tenutosi ieri a Palazzo Cavalcanti, che ha messo in luce contenuti, strumenti e innovazioni di un progetto destinato a cambiare l’approccio al contrasto della violenza di genere.

Il progetto, sostenuto dal Dipartimento per le Pari Opportunità, si sviluppa su un arco di 24 mesi e nasce a Napoli dalla necessità di affrontare criticità strutturali: violenza sommersa, isolamento delle vittime, difficoltà di accesso ai servizi e scarsa integrazione tra gli attori coinvolti.

A guidare il percorso sono le coordinatrici Rosa Di Matteo e Immacolata Di Napoli, che hanno costruito un modello fondato su integrazione, monitoraggio e intervento multidisciplinare.

RIVE prevede la creazione di una rete interistituzionale stabile, con procedure condivise e un disciplinare operativo capace di definire ruoli, tempi e modalità di intervento. Tra le azioni chiave, la formazione tra operatori, il confronto continuo tra servizi e la costruzione di un sistema di monitoraggio in grado di valutare l’efficacia reale delle azioni.

Innovativo l’intervento sugli uomini autori di violenza, attraverso il videogioco immersivo VIDACS, che permette di vivere l’esperienza dal punto di vista delle vittime, favorendo percorsi di responsabilizzazione oltre a diverse iniziative divulgative, dalle rubriche fisse sui social a un podcast dedicato. Il progetto interviene anche sull’autonomia delle donne, con percorsi di empowerment economico e inserimento lavorativo, e sulla tutela dei minori vittime di violenza assistita. A rappresentare il Comune di Napoli, partner del progetto, l’assessora allo Sport e Pari Opportunità Emanuela Ferrante e la dirigente del Servizio Politiche di Genere e Pari Opportunità Giusy Terracciano Ficca.

Fondamentale il contributo scientifico e operativo di Gabriella Ferrari Bravo, Marcella Autiero, Francesca Marone e Fortuna Procentese, oltre alla dimensione comunicativa curata da Emanuele Esempio Andrea Terracciano. Le conclusioni affidate a Caterina Arcidiacono hanno evidenziato la portata sistemica del progetto, destinato a diventare un modello replicabile anche su scala nazionale.

Nel corso dell’evento è stata inoltre richiamata la campagna ANCI “Mai bandiera bianca contro la violenza sulle donne”, simbolo di un impegno che unisce istituzioni e territorio. RIVE non è solo un progetto, ma un sistema che punta a rendere la rete stabile, efficace e capace di incidere realmente sul cambiamento culturale.

Portici, incendio in casa: anziana muore tra le fiamme

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Un incendio improvviso e devastante ha causato la morte di una donna di 88 anni a Portici. Il rogo è scoppiato all’interno di un’abitazione situata nel parco San Ciro, lungo corso Garibaldi, generando momenti di forte paura tra i residenti della zona.

L’intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco è stato immediato. Le squadre di soccorso sono giunte sul posto pochi minuti dopo la segnalazione, trovandosi di fronte a un incendio già esteso, con le fiamme che avevano interessato in modo particolare gli ambienti della cucina e del salone.

Nonostante la rapidità dei soccorsi, per l’anziana non c’è stato nulla da fare. La donna è rimasta gravemente ustionata ed è deceduta a causa delle lesioni riportate. I vigili del fuoco hanno lavorato intensamente per spegnere il rogo e mettere in sicurezza l’edificio, evitando conseguenze ancora più gravi.

Sulle cause dell’incendio sono in corso accertamenti. Gli inquirenti non escludono che si possa trattare di un episodio accidentale, forse legato a un guasto o a una disattenzione domestica. Tuttavia, ogni ipotesi resta aperta fino al completamento delle verifiche tecniche.

La tragedia ha profondamente colpito i residenti del complesso, molti dei quali sono scesi in strada allarmati dal fumo e dall’odore acre sprigionato dalle fiamme. Alcuni hanno assistito alle operazioni di soccorso con grande apprensione.

Nelle prossime ore saranno fondamentali i rilievi per chiarire con precisione cosa abbia innescato l’incendio. Resta il dramma di una vita spezzata e di una casa distrutta dal fuoco.

Casalnuovo e Volla, interdittive antimafia a ditte di pulizia, edilizia e commercio ortofrutticolo

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Prosegue senza sosta l’attività di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale nell’area metropolitana di Napoli. Nei giorni scorsi, il prefetto Michele di Bari ha firmato quattro nuovi provvedimenti interdittivi antimafia nei confronti di altrettante imprese operanti tra Casalnuovo, Volla e il capoluogo partenopeo.

Le aziende coinvolte risultano attive in diversi settori strategici: lavori di pulizia, edilizia, commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi e servizi di portierato. Secondo quanto emerso dalle verifiche condotte con il supporto delle Forze dell’ordine e della Direzione investigativa antimafia, sarebbero stati individuati collegamenti con ambienti criminali radicati sul territorio, capaci di infiltrarsi nel tessuto economico locale.

I provvedimenti adottati rappresentano uno strumento fondamentale di prevenzione, volto a impedire che imprese ritenute a rischio possano continuare a operare in contesti pubblici o beneficiare di rapporti con la Pubblica Amministrazione. In questo senso, le interdittive bloccano la possibilità per le ditte interessate di stipulare contratti pubblici e di partecipare a gare.

Parallelamente, resta alta l’attenzione sul territorio da parte delle forze dell’ordine, impegnate in controlli mirati per verificare il rispetto delle misure imposte e l’effettiva cessazione delle attività in ambito pubblico da parte delle aziende interdette.

Un ruolo centrale è affidato anche alle amministrazioni comunali coinvolte, chiamate ad attivare tutti gli adempimenti conseguenti. Tra questi, la revoca di licenze, autorizzazioni e concessioni precedentemente rilasciate, così da garantire che i provvedimenti abbiano piena efficacia.

L’operazione si inserisce in un più ampio piano di monitoraggio e prevenzione volto a tutelare la legalità e la libera concorrenza, contrastando ogni forma di condizionamento criminale nell’economia locale.

Rischio infiltrazioni mafiose nel settore rifiuti, misura per una ditta di Somma Vesuviana

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Un intervento mirato per prevenire il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nel delicato settore dei rifiuti. È quanto disposto dal prefetto nei confronti di una società con sede legale a Somma Vesuviana, attiva nella raccolta, messa in sicurezza, trasporto e recupero di materiali e rifiuti solidi.

Il provvedimento adottato è quello della cosiddetta “prevenzione collaborativa”, previsto dall’articolo 94 bis del Codice Antimafia. Si tratta di una misura alternativa all’interdittiva antimafia, applicata nei casi in cui emergano elementi di possibile condizionamento da parte della criminalità, ma non tali da giustificare un blocco totale dell’attività imprenditoriale.

In sostanza, le verifiche effettuate avrebbero evidenziato situazioni di agevolazione ritenute occasionali e non strutturali, tali da consentire un percorso di monitoraggio e risanamento dell’azienda piuttosto che un provvedimento più drastico. La prevenzione collaborativa, infatti, prevede una serie di controlli e prescrizioni finalizzate a riportare l’attività su un piano di piena legalità, senza interrompere il ciclo produttivo.

L’obiettivo principale resta quello di tutelare il mercato e impedire che interessi illeciti possano alterare la concorrenza tra imprese, soprattutto in un comparto strategico e storicamente esposto a pressioni criminali come quello della gestione dei rifiuti.

L’azione avviata dalla Prefettura si inserisce in un più ampio quadro di prevenzione, volto a garantire il rispetto delle regole, la trasparenza nei rapporti economici e il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione.

Un lavoro che punta a bilanciare due esigenze fondamentali: da un lato contrastare ogni forma di infiltrazione camorristica, dall’altro salvaguardare le attività produttive sane, evitando ripercussioni occupazionali e garantendo continuità ai servizi essenziali per il territorio.

Somma, confronto politico senza esito: l’Associazione “9 Marzo” guarda avanti

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L’Associazione ” 9 Marzo” , a seguito del proprio manifesto, coerentemente con i principi ed i valori che lo hanno ispirato, fa presente che ha incessantemente promosso tavoli di confronto tra le forze civiche e gruppi politici al fine di stimolare un dialogo costruttivo orientato alla nascita di un gruppo politico che potesse dare il giusto impulso alle aspettative di sviluppo del nostro territorio.

Le difficoltà emerse durante tutto il periodo delle trattative sono state molteplici e di varia natura, ma la tenacia e la determinazione sono state la leva su cui è stato poggiato costantemente il nostro impegno.

Giunti alla fine dei numerosi incontri, purtroppo, con dispiacere per non aver potuto dare il contributo auspicato, si è dovuto prendere atto che non esistevano più i minimi presupposti per continuare a dare respiro al progetto per il quale tante energie erano state profuse. Tuttavia, archiviata questa parentesi, l’impegno dell’associazione resta inalterato e proseguirà con iniziative ossequiose al proprio statuto.

Somma Vesuviana, Granato candidato sindaco, Giovani in Campo: “Grazie alle forze politiche che credono nel cambiamento”

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Il movimento “Giovani in Campo” rinnova il sostegno ad Antonio Granato e rilancia l’impegno per una nuova stagione amministrativa a Somma Vesuviana.

 

 

“Il movimento Giovani in Campo, presentatosi alla città lo scorso 29 gennaio presso l’International Restaurant di Somma Vesuviana, torna a esprimere il proprio ringraziamento ai movimenti politici che hanno accolto la proposta di Antonio Granato candidato sindaco.

 

In quella occasione, un gruppo di giovani coordinato da Michele Musa ,Melania Ruopolo,Lia Polise Ylenia Imperato,Maria Rita Geografo GianMarco Pone,Giovanni Grillo,Antonio Borsa  con il supporto di Maria Pia Addeo,Sara Mollo,Sara Ciotola ,Anna Piscopo,Marilena Di Palma ha illustrato idee, progetti e una visione orientata al rinnovamento, ponendo al centro partecipazione, impegno civico e contributo concreto alla vita amministrativa della città. L’iniziativa ha rappresentato uno dei primi momenti di chiarezza in una fase caratterizzata da forte incertezza politica, offrendo un punto di riferimento e dando un nome e una direzione al confronto pubblico.

 

Il movimento ringrazia quindi le forze politiche che hanno scelto di condividere questo percorso, nella convinzione che la collaborazione possa tradursi in un’azione amministrativa efficace e inclusiva.

Certi di una cooperazione significativa con l’intera coalizione, i giovani di Giovani in Campo assicurano alla città il massimo impegno, promettendo ogni sforzo utile a contribuire concretamente al cambiamento e alla costruzione di una nuova stagione politica per Somma Vesuviana”.

Hinterland vesuviano, Imprenditore scomparso da circa due mesi: si scava nei pressi di via Zabatta

Si stanno concentrando, nel territorio di Terzigno, nel vesuviano, e si avvalgono anche di un piccolo escavatore, le ricerche di un imprenditore di cui non si hanno notizie da circa due mesi.

A indagare sono i carabinieri del gruppo di Torre Annunziata
e, al momento, non si conosce l’identità della persona scomparsa.
 I militari dell’arma sono al lavoro nella zona circostante via Zabatta e gli scavi interessano un terreno vicino alla strada.

Secondo quanto si è appreso, qualche giorno fa l’indagine ha subito una svolta.
Nelle ricerche sono impegnati, oltre ai
carabinieri con le unità cinofile, anche i vigili del fuoco.

(FONTE FOTO: RETE INTERNET)