Con What We Want di Francesco Jodice l’arte atterra nell’aeroporto di Napoli

 

All’aeroporto Capodichino è stata inaugurata la mostra di Francesco Jodice “What We Want”, un nuovo spazio di riflessione visiva e civile e un progetto espositivo promosso dal Museo Madre in collaborazione con l’Associazione Amici del Madre

 

 

L’iniziativa trasforma uno dei luoghi più dinamici e attraversati della città in un punto di osservazione privilegiato sulle tensioni, i desideri e le contraddizioni del presente. Non un semplice allestimento fotografico, ma un intervento che dialoga con il flusso continuo di viaggiatori, intercettando sguardi distratti e invitandoli a una pausa di consapevolezza. “What We Want” si inserisce nel percorso di ricerca che da anni caratterizza il lavoro di Jodice, da sempre attento alle trasformazioni urbane e sociali.

 

L’installazione indaga il rapporto tra paesaggio urbano e umano raccogliendo 25 anni di ricerche dell’artista napoletano su oltre 170 metropoli. Le immagini esposte interrogano il concetto di “volontà collettiva”: cosa desiderano oggi le comunità? Quali sono le aspirazioni che guidano i comportamenti individuali e le dinamiche globali? Attraverso una narrazione visiva stratificata, l’artista costruisce un mosaico di situazioni che spaziano dai contesti metropolitani ai territori marginali, restituendo un ritratto complesso e spesso ambiguo della contemporaneità. La scelta dell’aeroporto come sede non è casuale. Spazio di transito per eccellenza, crocevia di culture e storie personali, diventa qui metafora di un’umanità in movimento, sospesa tra partenze e approdi, tra desideri dichiarati e bisogni inespressi. In questo contesto, le opere di Jodice agiscono come dispositivi critici, capaci di interrompere la routine del viaggio e aprire uno spazio di interrogazione.

 

Il progetto, curato dal Madre insieme all’Associazione Amici del Madre, conferma la volontà delle istituzioni coinvolte di portare l’arte contemporanea fuori dai luoghi canonici, rendendola accessibile a un pubblico più ampio e diversificato. Non solo visitatori abituali di musei, ma cittadini e viaggiatori occasionali, chiamati a confrontarsi con immagini che parlano direttamente al loro presente. L’esposizione, nell’area imbarchi C20  dopo i controlli di sicurezza,  rappresenta il secondo ciclo di opere della collezione del museo Madre ospitate in aeroporto, successivo alla prima installazione del 2020 Le massacre du printemps di Mathilde Rosier. Il progetto di portare l’arte contemporanea negli spazi aeroportuali e arricchire l’esperienza di viaggio dei passeggeri nasce dalla collaborazione tra GESAC, il principale museo d’arte contemporanea della regione e l’Associazione Amici del Madre. Il progetto espositivo è affiancato da un laboratorio performativo che ha coinvolto 12 studenti dell’Istituto Comprensivo Oriani-Guarino di San Pietro a Patierno, guidato dalla dirigente scolastica Tiziana Buono.

 

È una importante opportunità per il museo Madre presentare all’Aeroporto, luogo di scambi e relazioni internazionali, alcune immagini fotografiche di Francesco Jodice che ben testimoniano, oltre la loro speciale qualità estetica, anche l’impegno etico di ricercatore dell’artista e che entreranno a far parte, grazie all’Italian  Council del Ministero della Cultura,  della collezione permanente del nostro museo≫, questo il commento di  Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. Eva Fabbris, Direttrice del museo Madre, ha  dichiarato: ≪What We Want di Francesco Jodice è un progetto che costruisce un archivio visivo delle trasformazioni urbane come espressione dei desideri collettivi. Presentarlo in aeroporto vuol dire attivare una risonanza diretta tra le immagini e i flussi che attraversano questo luogo.

 

Al contempo, l’ingresso di queste opere nella collezione del Madre, che con questa presentazione si celebra, rafforza nell’identità del museo una linea di ricerca attenta alle pratiche artistiche capaci di interrogare criticamente il presente≫. Significativo il commento di Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC: ≪Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere questa mostra in aeroporto, offrendo ai passeggeri un contatto inatteso con l’arte contemporanea che arricchisce l’esperienza di viaggio e trasforma l’attesa in un momento di valore culturale. Allo stesso tempo siamo lieti di valorizzare un artista campano di fama internazionale come Francesco Jodice e di rafforzare la collaborazione con realtà di eccellenza come il Museo Madre≫. 

 

Il CEO Barbieri così ha concluso:≪Il coinvolgimento delle scuole, che abbiamo fortemente voluto, rappresenta per noi un investimento concreto sul capitale umano delle comunità locali: iniziative come questa rendono gli studenti protagonisti attivi, favoriscono lo sviluppo del pensiero critico e della consapevolezza civica e rafforzano il legame tra aeroporto e territorio, generando ricadute positive in termini di inclusione, partecipazione e coesione sociale≫. Con “What We Want”, Napoli rafforza il suo ruolo di laboratorio culturale aperto e inclusivo, capace di sperimentare nuove forme di relazione tra arte e spazio pubblico. Un invito, rivolto a chiunque attraversi l’aeroporto, a fermarsi un momento e chiedersi: cosa vogliamo davvero?

 

 

Scopre il tradimento del marito e lo evira dopo averlo narcotizzato

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Un gesto violento maturato all’interno delle mura domestiche ha portato all’arresto di una donna e al ricovero urgente del marito. La vicenda, avvenuta nel pomeriggio di ieri in via Zurlo ad Angri, ha lasciato sgomenta l’intera zona.

Alla base dell’accaduto ci sarebbe una relazione extraconiugale scoperta di recente dalla donna, che avrebbe innescato una reazione impulsiva e pianificata. I due coniugi, già in crisi da tempo, avrebbero vissuto un’escalation di tensioni culminata nell’episodio di ieri.

Secondo le prime informazioni, la donna avrebbe atteso il momento opportuno per agire. Durante il pranzo avrebbe somministrato al marito una sostanza tale da farlo addormentare. Approfittando dello stato di incoscienza, avrebbe poi compiuto un gesto gravissimo con un’arma da taglio.

Nonostante le ferite riportate, l’uomo è riuscito a mettersi in salvo uscendo dall’abitazione e chiedendo aiuto ai vicini. La scena ha immediatamente fatto scattare l’allarme: sul posto sono arrivati i sanitari e le forze dell’ordine.

I carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore hanno proceduto all’arresto della donna, ora detenuta nel carcere di Fuorni. Parallelamente sono state avviate le indagini per chiarire ogni dettaglio della vicenda.

Il marito è stato trasportato d’urgenza in ospedale, dove è attualmente ricoverato. Le sue condizioni restano monitorate dai medici.

L’episodio riaccende i riflettori sui conflitti familiari e sulle conseguenze estreme che possono derivare da situazioni di forte tensione emotiva, trasformando drammi privati in fatti di cronaca di grande impatto.

Sant’Anastasia, Caserta fa il pienone al Metropolitan e accende la campagna: “Legalità e discontinuità”

Si è aperta con il botto e ufficialmente la campagna elettorale del candidato sindaco Mariano Caserta, in un teatro, il Metropolitan, stracolmo di persone, giovedì 30 aprile, che hanno partecipato all’avvio «inedito» del candidato sindaco che ha voluto dare spazio ai temi e alle voci scelti democraticamente tra i suoi 128 candidati delle otto liste che lo sostengono, mettendo assieme esperienze civiche ed i partiti del «campo largo», a partire dal PD cittadino.

E tutta l’attenzione era data anche dalla presentazione del programma elettorale, da cui i candidati saliti sul palco hanno attinto durante i loro interventi, presentati, come il resto della serata, dal giornalista Francesco De Rosa.

Dalla vivibilità alla cultura, dalla sicurezza del territorio ai rapporti con gli Enti sovracomunali della cosiddetta «filiera istituzionale», dai problemi quotidiani alle disabilità, dall’inclusione all’economia, fino al tema prioritario della legalità che, nel programma, nero su bianco, apre ad un nuovo scenario.

La futura amministrazione, dovessero i cittadini decretare la vittoria della coalizione di Mariano Caserta, si impegna a costituirsi parte civile se un procedimento dovesse coinvolgere consiglieri comunali, assessori o amministratori, senza riserve e tutte le volte che qualcuno cede alla corruzione o a tentate induzioni indebite.

E parte civile si costituirà anche l’amministrazione a guida Mariano Caserta tutte le volte che ci saranno vicende di femminicidio o procedimenti per violenza sulle donne, maltrattamenti sulle fasce indifese e ingiustizie gravi.

Si tratta di un impegno importante e chiaro.

«Vogliamo – afferma il candidato sindaco Mariano Caserta, ancora stordito dalle emozioni del primo appuntamento pubblico di coalizione – dare a Sant’Anastasia un segnale forte di discontinuità con il passato. Chiunque si occupa di politica nella nostra città, in maggioranza o in opposizione, in giunta o altrove, deve sapere che siamo pronti a tutelare in ogni sede la legalità, la tutela del bene comune, le donne, i bambini o ogni fascia debole che subisca violenza o ingiustizia».

Ottaviano verso il voto, comitati aperti e fair play: le mosse dei 4 candidati

La campagna elettorale entra nel vivo a Ottaviano, dove i quattro candidati alla carica di sindaco iniziano a strutturare la propria presenza sul territorio tra aperture di comitati, incontri pubblici e primi messaggi programmatici.

Tra i primi a inaugurare uno spazio fisico di confronto è stato Ferdinando Federico, che ha aperto il suo comitato elettorale in via Giovanni XXIII. Una serata partecipata, con una significativa presenza di giovani e sostenitori, ha segnato l’avvio ufficiale del suo percorso. Federico ha posto al centro del suo intervento i temi dell’ascolto e della responsabilità, sottolineando la necessità di trasformare le istanze dei cittadini in decisioni concrete. All’interno del comitato è stato anche predisposto uno “scatolone delle idee”, pensato per raccogliere proposte e suggerimenti.

Sul fronte opposto si muove anche Biagio Simonetti, che ha già avviato una serie di incontri con cittadini e sostenitori, puntando su un messaggio incentrato sulla partecipazione attiva e sulla costruzione di un’alternativa amministrativa credibile. In queste ore Simonetti ha aperto due sedi elettorali, una in corso Umberto I, l’altra a via Roma.

Non resta a guardare Giorgio Marigliano, impegnato in queste ore in una fitta agenda di appuntamenti sul territorio. Anche per lui il focus è sul contatto diretto con la comunità e sulla costruzione di un progetto amministrativo che sappia rispondere alle esigenze quotidiane dei cittadini. Nei suoi interventi pubblici ha ribadito l’importanza di una squadra solida e di una visione chiara per il futuro di Ottaviano.

In campo anche Stefano Prisco, che sta strutturando la propria campagna elettorale attraverso incontri e momenti di confronto con diverse realtà cittadine. Una campagna all’insegna del fair-play, come dimostrando le foto e le storie anche con altri candidati a sindaco. Un’idea di correttezza per il bene della città e del prosieguo della competizione.

Con l’apertura dei comitati e l’avvio delle prime iniziative pubbliche, la sfida elettorale entra dunque nella fase più intensa. Nei prossimi giorni sono attesi nuovi appuntamenti e ulteriori momenti di confronto che contribuiranno a delineare con maggiore chiarezza programmi, alleanze e visioni dei quattro candidati in corsa per la guida della città.

Pompei, grande attesa per l’arrivo di Papa Leone XIV

Papa Leone XIV sarà in visita pastorale al Santuario di Pompei l’8 maggio 2026. L’evento coincide con il primo anniversario della sua elezione e con la tradizionale Supplica alla Madonna di Pompei.

 

 

Il Papa arriverà da Roma alle ore 8:50 nell’Area Meeting del santuario per il benvenuto.  Numerose le cariche istituzionali che lo accoglieranno. Il primo incontro previsto sarà nella sala Trapani con il Tempio della carità, ossia con tutte quelle persone accolte nelle opere sociali del santuario insieme ai religiosi, al personale e agli educatori che se ne prendono cura. Sua Santità ascolterà alcune testimonianze e rivolgerà ai presenti un breve discorso. Al termine, attraverserà con la papamobile le vie adiacenti al santuario mariano fino all’ingresso, dove sarà accolto dal rettore Mons. Pasquale Mocerino, che gli porgerà il Crocifisso da venerare e l’acqua santa per l’aspersione. Saranno presenti gli ammalati e le persone con disabilità, che il Papa benedirà e saluterà.

 

Visiterà la Cappella di san Bartolo Longo, dove pregherà davanti alle spoglie mortali del fondatore, ch’egli stesso ha proclamato santo il 19 ottobre 2025; poi, ancora, incontrerà il clero pompeiano nella Cappella delle Confessioni, là dove milioni di pellegrini, nel sacramento della riconciliazione, sono nati e continuano a nascere a una nuova vita». Alle 10.30, la solenne Messa nella piazza centrale, al termine della quale guiderà la recita della Supplica. Un imponente servizio d’ordine è stato predisposto in vista di un grande afflusso di fedeli. Il Coro Pompeiano don Franco Di Fuccia, magistralmente diretto dal M° Francesco Federico, si affiancherà al Papa durante la celebrazione. Il congedo da Pompei è in programma alle ore 15:00, dopo il pranzo.

Ottaviano, apre il comitato di Ferdinando Federico: “Ascolto, scelte e responsabilità per migliorare la città”

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Partecipazione ampia, presenza di tanti giovani e un clima di entusiasmo hanno accompagnato l’apertura del comitato elettorale di Ferdinando Federico, candidato sindaco a Ottaviano, in via Giovanni XXIII.

Una serata che ha segnato l’avvio concreto della campagna elettorale, con una comunità che si è ritrovata attorno a un progetto politico che punta su ascolto e capacità di governo.

Ad aprire gli interventi sono stati Felice Picariello, Vincenzo Miranda, Ludovica Prisco, Vincenzo Caldarelli, Vincenzo Ranieri, Mario Pascià, Arcangelo Annunziata e Virginia Nappo. Interventi diversi per toni e sensibilità, ma uniti da una linea comune: dare forza a una proposta credibile, concreta, capace di imprimere un cambio di passo.

A chiudere è stato Luca Capasso, che ha poi lasciato la parola al candidato sindaco. Nel suo intervento Capasso ha invitato all’impegno per Ferdinando Federico e il suo progetto sottolineando l’umiltà e la capacità di dialogo del candidato sindaco.

Nel suo intervento, Federico ha tracciato con chiarezza il perimetro della sua idea di città e di amministrazione: «Ottaviano ha bisogno di una guida che sappia stare tra la gente, che ascolti davvero e che tenga aperto un dialogo costante con tutti. Ma ascoltare non basta: bisogna avere il coraggio di decidere, di assumersi responsabilità e di portare risultati concreti. Noi vogliamo migliorare questa città partendo dai bisogni reali delle persone, con serietà e presenza quotidiana».

Il comitato elettorale nasce come uno spazio aperto. All’interno è stato predisposto anche uno “scatolone delle idee”, pensato per raccogliere suggerimenti e proposte dei cittadini. Un segnale chiaro: il comitato vuole essere una casa di tutti, un luogo di confronto continuo e partecipazione attiva.

A sostenere la candidatura di Ferdinando Federico è una coalizione composta da sette liste civiche: Casa Ottaviano, Il Bene in Comune, Noi per Ottaviano, Presente e Futuro, Radici e Futuro, Forza Ottaviano e Siamo Ottaviano. Una squadra che mette insieme esperienza amministrativa e nuove energie, con l’obiettivo di costruire una proposta solida e credibile per il futuro della città.

Festa dei lavoratori, Il grido del Cardinale Battaglia: “Non chiamiamoli incidenti sul lavoro ma sacrifici umani sull’altare del profitto”

Il Cardinale mimmo Battaglia celebra la festa dei lavoratori nella sartoria Kiton di Arzano

Non chiamiamoli incidenti sul lavoro. Chiamiamoli con il loro nome: sono sacrifici umani sull’altare del profitto”.

È un grido potente, che squarcia il silenzio operoso dei laboratori, quello lanciato dal Cardinale don Mimmo Battaglia. In occasione della Festa del Lavoro, questa mattina è stata celebrata la Messa in un tempio dell’eccellenza sartoriale, la sede Kiton di Arzano, trasformando per una mattina i banchi da taglio e le macchine da cucire in un altare civile e religioso.
Davanti a circa 400 lavoratori, ai vertici aziendali, alla famiglia Paone e a rappresentanti istituzionali, Battaglia ha parlato con “il cuore pesante”, rifiutando ogni retorica.
“Ogni volta che un operaio cade o un bracciante muore di fatica – ha incalzato – è Cristo che continua ad essere crocifisso. Non sono ‘morti bianche’, perché non c’è nulla di pulito: sono morti che gridano vendetta al cospetto di Dio, nate dalla logica spietata del fare di più”. Per il Cardinale, la sicurezza non può essere un costo da tagliare, ma un “diritto sacro”, pena la perdita dell’anima stessa della società.
Il monito si è poi esteso alla tenuta democratica del Paese: “Una democrazia fondata sul lavoro non può reggersi sulle sabbie mobili del precariato selvaggio, dove la vita è appesa a un contratto di un mese”. Citando l’Articolo 1 della Costituzione, Battaglia ha definito la disoccupazione un “peccato sociale” e un “fallimento del Vangelo”, denunciando un sistema che scarta le persone come “pezzi di ricambio” di un ingranaggio cieco.
Dalla denuncia alla proposta, l’arcivescovo ha indicato la via di un’economia “della cura”, capace di rimettere al centro la dignità rispetto all’idolatria del profitto. Un messaggio che ha trovato una sponda concreta nella realtà della Kiton, fondata nel 1968 da Ciro Paone, che oggi conta 800 dipendenti e continua a tramandare l’arte sartoriale napoletana nel mondo. Proprio per onorare questa visione di “responsabilità sociale”, la giornata si è conclusa all’esterno dell’azienda con la cerimonia ufficiale di intitolazione del “Viale Ciro Paone”.
La targa, scoperta alla fine della mattinata alla presenza del prefetto di Napoli Michele di Bari e del commissario prefettizio Stefania Rodà, ha trasformato quello che era il Viale delle Industrie in un tributo permanente al fondatore. “Questa strada da oggi porta il nome di nostro padre – ha dichiarato la figlia Maria Giovanna Paone – a testimonianza che il suo cammino di rispetto e relazioni continua insieme a tutti noi”.

Somma al voto, presentata la lista A Testa Alta: “Progetto condiviso a sostegno di Silvia Svanera”

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Entusiasmo e partecipazione in occasione della presentazione della lista “A TESTA ALTA”, protagonista all’interno della coalizione a sostegno della candidata Sindaca Silvia Svanera.
La lista “A TESTA ALTA”  si pone come risultato di un percorso lungo, condiviso e partecipato, frutto di confronto, riunioni e sintesi tra visioni diverse. Non una semplice continuità con il passato, ma una vera rifondazione politica che unisce esperienze amministrative e nuove energie, con l’obiettivo di costruire un progetto credibile e concreto per la città.
Il contributo del gruppo _“A TESTA ALTA”_ è stato determinante nella scelta della candidatura di Silvia Svanera, maturata attraverso un processo inclusivo e condiviso, ritenuto capace di rappresentare l’intera alleanza.
Uno degli elementi distintivi della lista è la sua composizione: una comunità politica dinamica, caratterizzata da una forte presenza di giovani, affiancati da figure con esperienza amministrativa. Un equilibrio da considerare un valore aggiunto, insieme all’attenzione alla parità di genere, testimoniata dalla presenza di 11 donne e 13 uomini.
 “A TESTA ALTA” si propone come una forza di rinnovamento, ponendo al centro dell’azione politica le principali criticità del territorio: periferie spesso trascurate, condizioni delle strade, qualità dei servizi e crescente distanza tra cittadini e Istituzioni. L’obiettivo dichiarato è quello di riportare normalità nella vita quotidiana, attraverso un’Amministrazione comunale più presente, accessibile ed efficace.
Si ribadisce inoltre la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e Istituzioni, puntando su ascolto e presenza sul territorio, nella convinzione che una città possa cambiare realmente solo quando chi la governa torna ad essere vicino ai cittadini.

Trasnova, Auriemma(M5S): “Ritiro licenziamenti è una prima vittoria. Ora il ministero faccia la sua parte”

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“Sono stati mesi di lotte, telefonate, incontri e confronti anche duri, ma oggi arriva una buona notizia che ci dà sollievo. Dopo tanta preoccupazione e incertezza per i lavoratori, Trasnova ha deciso di ritirare i licenziamenti e di garantire la cassa integrazione per cessazione attività”.

Lo dichiara l’onorevole Carmela Auriemma,  Vicepresidente Vicaria del Gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati e Coordinatrice M5S Provincia di Napoli, commentando la decisione dell’azienda di fare un passo indietro rispetto ai licenziamenti annunciati.

“Si tratta di un risultato importante, che restituisce un minimo di serenità e una prospettiva alle famiglie coinvolte. Non solo si evita un impatto immediato e drammatico, ma si crea anche il tempo necessario per lavorare con serietà alla ricollocazione dei lavoratori. In questa fase, infatti, nessuno resterà senza sostegno economico, potendo contare sulla cassa integrazione”.

“È una vittoria significativa, frutto della determinazione e della mobilitazione dei lavoratori, che hanno saputo difendere con forza la propria dignità e i propri diritti”.

“Adesso, però, è necessario un cambio di passo. Il Ministero competente deve portare una soluzione strutturale della vertenza. Ringrazio il dott. Losego, sappiamo bene che la situazione non è semplice ma purtroppo otto mesi corrono veloci e dopo la cassa ci deve essere l’occupazione piena per tutti i lavoratori”.

“I due investitori interessati hanno un forte radicamento territoriale: proprio per questo serve un impegno serio e immediato delle istituzioni nazionali e regionali per trasformare questa fase di transizione in una vera occasione di rilancio occupazionale”.

I lavoratori nell’arte: “Il Quarto Stato”, l’ opera di Pellizza da Volpedo che “parla” ancora oggi

Il quadro (cm. 293 x cm.545) venne completato dal pittore nel 1901: in esso prese la sua forma definitiva un’immagine con la quale Pellizza (1868-1907) si era confrontato in due opere precedenti, “Ambasciatori della fame” e “La fiumana”. N 1921 il Consiglio Comunale di Milano decise di acquistare il quadro e la somma di danaro necessaria venne fornita da una pubblica sottoscrizione. Con l’avvento del fascismo i nuovi amministratori rimossero l’opera dal castello sforzesco e la trasferirono in un magazzino del Comune. Conclusa la Seconda Guerra Mondiale, il sindaco di Milano Antonio Greppi dispose che il quadro venisse riportato in un luogo degno del suo tema e della sua bellezza artistica. Oggi è esposto al pubblico nella Galleria milanese di Arte Moderna. Pellizza firmò le sue ultime opere aggiungendo al proprio nome quello di Volpedo, la città in cui era nato.

 

Un articolo dedicato al quadro di Pellizza è un modesto omaggio alla Festa dei Lavoratori. Non parlerò dell’autore, della sua drammatica esistenza, né del ruolo importante che egli svolse, con Gaetano Previati e Giovanni Segantini, all’interno del “Divisionismo”, un movimento pittorico italiano collegato con il francese “pointillisme” di Seurat e di Signac. Dedicherò altri articoli alle tecniche pittoriche, perché mi pare che non si possa comprendere la bellezza di un quadro se non si conoscono i “modi” di usare i colori e il pennello (o la spatola). Il quadro, ambientato in una piazza di Volpedo, rappresenta un corteo di lavoratori che, compatti e a fronte alta, vengono in avanti, a chiedere rispetto per i loro sacrifici e tutela dei loro diritti. In primo piano, guidano il corteo, a sinistra, un uomo anziano, al centro uno più giovane e, a destra, una donna con in braccio il suo bambino.  Gli uomini e la donna in primo sono vestiti con abiti poveri, ma decorosi.

 

Scrive Marco Rabino: “Il giovane uomo indossa una camicia con al di sopra un gilet. Sul capo porta un cappello e la giacca è tenuta elegantemente da una mano e pende dietro la schiena. La sua postura è calma è sicura. Infatti la sua mano destra sorregge la giacca senza affanno, mentre la sinistra è fermamente poggiata sulla tasca. La donna, invece, sembra rivolgersi all’uomo per farlo desistere dal condurre la manifestazione. I suoi piedi sono nudi. Anche il bambino che porta in braccio è nudo e abbandonato nella stretta della madre. Gli uomini che seguono i tre personaggi gesticolano visivamente come per rivendicare le proprie istanze. A sinistra una donna segue il corteo, come altre donne sulla destra. Un uomo con una giacca sulle spalle tiene per mano un bambino.”. Ho riportato la descrizione di Marco Rabino perché mi permette di sottolineare il fatto che talvolta un’immagine pittorica può essere letta in modi diversi. A qualche studioso, infatti, sembra che la donna esorti l’uomo non ad abbandonare la prima fila e il ruolo di capo della manifestazione, ma a non dimenticare, nella battaglia contro i potenti e gli sfruttatori, le sofferenze delle lavoratrici, costrette in una condizione di vera e propria servitù.

 

Pellizza decise di dare all’opera il titolo di “Quarto Stato” ricordando che nella Francia del ‘700 la società era divisa in quattro “stati”: i primi due erano la nobiltà e il clero, il terzo era la borghesia, il quarto raggruppava gli umili lavoratori. Con una tecnica straordinaria Pellizza ottiene un effetto speciale, dall’ intenso significato simbolico: pare infatti a chi guarda con attenzione che la folla dei lavoratori venga realmente in avanti, verso la luce. Il pittore realizza l’effetto e muove la nostra percezione usando colori opachi e riducendo l’intensità della pennellata ai lati e nella parte posteriore della scena, mentre si serve di colori chiari e luminosi e di un disegno nitido nel definire le figure in primo piano. Pellizza cura con grande attenzione le espressioni dei singoli e i gesti delle mani: sono mani che “parlano”. Le teste dell’ultima fila seguono una linea retta, mentre i piedi della prima fila formano una linea curva: i due elementi contribuiscono a suggerisci l’immagine di un’onda che si muove inarrestabile verso la luce, reale e simbolica, verso la vittoria.

 

Penso che questo quadro induca alla riflessione anche chi vive in questo nostro tempo. Il Primo Maggio si terrà nella piazza di Volpedo intitolata “Quarto Stato” una pubblica manifestazione con un convegno sul tema “Le lotte dei lavoratori dal Quarto Stato al nuovo ordine mondiale”. Scrivono gli organizzatori: “Volpedo, paese natale di Pellizza, conferma così il suo ruolo di luogo simbolico per la riflessione sul lavoro e sui diritti. Il richiamo al Quarto Stato non è solo memoria artistica, ma un invito a interrogarsi sulle trasformazioni globali che oggi ridefiniscono condizioni, tutele e prospettive dei lavoratori.”.