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Le ricette di Biagio. I crostini di capperi e le scaloppe alla pizzaiola aiutano a “perdere ‘o scuorno”.

Provare vergogna è un atto di forza o di debolezza?  I politici che prendono buste e non provano vergogna meritano solo biasimo e carcere ( anche se a domicilio) ? Mangiare crostini e scaloppe e discutere di scale di valori: sono gli scherzi della buona tavola.

 “L’Italia deve crescere senza pensare all’etica”.
(Presidente CNR – “la Repubblica”, 16/04)

Crostini di capperi. Ingredienti: 100 gr. di capperi sotto aceto; 50 gr. di zucchero a velo; 30 gr. di farina; 50 gr. di uvetta passa; 40 gr. di pinoli; 70 gr. prosciutto crudo; mezzo bicchiere di vino rosso per’ ‘ e palummo; pane casereccio.  In una casseruola versate due cucchiai di farina e due, abbondanti, di zucchero, dopo qualche minuto diluite con mezzo bicchiere d’acqua e il mezzo bicchiere di vino rosso. Quando la bollitura avrà sciolto tutti i grumi della miscela, versate nella casseruola i capperi tritati alla grossa, l’uvetta liberata dai piccioli, i pinoli sminuzzati, i dadi di prosciutto, e lasciate cuocere per una decina di minuti. Con la miscela ancora calda coprite le fette di pane tostate un attimo prima. La ricetta è di Pellegrino Artusi: ho sostituito l’aceto con il vino rosso, e ho eliminato i canditi.

Scaloppe alla pizzaiola con insalata. Ingredienti: 4 fette di coscia di manzo da 80 gr. ciascuna; 8 robuste fette di mozzarella di bufala dei Mazzoni ( 4 tagliate alla grossa, 4 più sottili);  200 gr. di pomodori freschi; farina bianca; olio; origano, insalata; un cucchiaio di aceto, sale.  Nel tegame immergete nell’olio caldo le fette di carne infarinate. Quando si sono rosolate da entrambe le parti, sdraiate su ogni fetta di carne una fetta grossa di mozzarella e una fetta di pomodoro, spruzzate con l’origano, coprite il tegame e fate cuocere a fuoco basso per un quarto d’ora.  Quando la cottura è completa, disponete le scaloppe nel piatto, “aggiustate” intorno al pomodoro e sopra le fette di mozzarella cotta  le fettine di mozzarella fresca, ornate il tutto con l’insalata condita con olio e con aceto, e portate in tavola.

I due piatti possono essere accompagnati sia dal vino bianco che dal vino rosso, a patto che siano vini vesuviani giovani.

Biagio Ferrara

La prima ricetta Biagio l’ha presa dal libro di Artusi, e lo ammette; c’è il sospetto, però, che abbia preso da un libro misterioso anche quella delle scaloppine, con qualche sofistica variazione. Lui  però nega, non fermamente, ma a fuoco basso: “ e se anche fosse? – dice – non fanno tutti così?  Qualcuno ha scritto che in pittura le copie non esistono, che un pittore non riuscirà mai a copiare nemmeno sé stesso,”. “E tu – gli ribatte uno dei commensali – osi paragonarti a un pittore? Ha’  perz’’ o scuorno”. Siamo alla fine del pranzo, e c’è voglia di una china e di discussioni letterarie: di calcio dopo che la Juve ha vinto matematicamente lo scudetto non si parla. Sarebbe interessante scrivere un pezzo di colore sugli estri, sulle fisime e sulle bizzarrie che hanno  segnato negli ultimi mesi i duelli verbali  tra i “napoletani” da una parte e gli “juventini” e  gli “interisti” dall’altra, e anche sui modi filosofici con cui i napoletani hanno commentato la vittoria della Juve. Questo rumoroso silenzio domenicale fa parte del repertorio. Ma torniamo allo “scuorno”. Uno degli amici mi chiede come intendo la frase “ha’ perz’’o scuorno”. “ hai perso ogni senso della vergogna” traduco, ma non posso limitarmi a questa banale interpretazione. Devo dire qualcosa di particolare: aggiungo un’altra lettura: “ hai perso ogni senso della vergogna, perché non ti riferisci più né a codici di comportamento, né a scale di valori”: il tuo mondo è un mondo “’e mbruoglie”, un mondo imbrogliato e confuso.

Scatta l’arringa dell’amico politologo dietrologo, che beve fernet e che legge tutti i quotidiani e percorre tutti i siti, soprattutto quelli che svelano “come stanno veramente le cose” “Questo intendeva il dott. Davigo, quando ha detto che i nostri politici non solo rubano più di prima, ma ora non si vergognano nemmeno. I giornali, ormai, sono lunghi elenchi quotidiani di buste, creste, mazzette, e di una sola dichiarazione a corredo: io non ho preso una lira, e ho fiducia nella magistratura.. Qual è la speranza dei mariuoli? Domani la magistratura scoprirà un’altra lista di tangenti e di tangentisti, e si dimenticherà della lista del giorno prima. E’ in corso il processo contro Mafia Capitale. Se ne ricorda più qualcuno? I giornali  hanno messo già tutto nel freezer. Del resto, Umberto Eco l’articolo sulle “notizie findus” l’aveva scritto nel 1973”.

La mia è una filippica: “Il mondo sta mischiando tutte le sue carte, i cinesi comprano il Milan, l’ Austria vorrebbe controllare i treni in territorio italiano, e tu parli ancora di senso della vergogna e di scala dei valori? Quando il capitalismo ti permette di viaggiare in lungo e in largo per il mondo e di sederti a tavola nei migliori ristoranti, allora ti va bene. Ma non vuoi accettare l’idea che il capitalismo abbia un bisogno fisiologico di corruzione, di corrompere, d’essere corrotto. Cosa è poi la corruzione se non un modo più rapido di distribuire la ricchezza? Chi prende buste e tangenti, incassa e spende, immette liquidità nel sistema, campa e fa campare. I politici l’hanno capito, ma tutti noi l’abbiamo capito: solo che non abbiamo il coraggio di dirlo apertamente, siamo timidi, fingiamo di credere che il vergognarsi e l’esame di coscienza siano ancora principi etici fondamentali. Dobbiamo ringraziarli, questi politici, che a costo di perdere la libertà personale, vogliono costringerci a prendere atto dei nuovi costumi morali. Cosa ha detto il presidente del Cnr: “ L’ Italia deve crescere senza pensare all’etica”.  E poi, il carcere per una tangente? Ma in che mondo viviamo? Per fortuna è quasi sempre carcere a domicilio.. Se no, dovrebbero intervenire quelli di Amnesty..”.

Mi guardano sorridendo. Sanno che mi piace il paradosso.  Sì, la mia è stata una tirata paradossale, almeno credo.  L’esame di coscienza e il guardarsi allo specchio non sono uno sdoppiamento, e dunque uno stato di debolezza, a cui possono resistere solo i caratteri aspri? I caratteri aspri, ora capisco….. Dicevano Aristofane e Didimo che nessun ingrediente rafforza il nostro spirito e il nostro corpo meglio dell’aceto e dei capperi: e io aggiungo  “ ‘o per’’e palummo”.

L’OFFICINA DEI SENSI

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