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Le edicole votive di Ottaviano: gli alunni del Liceo “A.Diaz” organizzano una splendida mostra.

 

La mostra è il risultato di un progetto realizzato con competenza e con passione dai ragazzi della IV D del Liceo Classico e dai docenti Vittoria Criscione e Ugo Cordasco. Nel convegno sono intervenuti la prof.ssa Perna, assessore alla cultura, il dott. Manca, Carmine Cimmino e Umberto Maggio.

Il progetto, curato dalla IV D del Liceo Classico, ha completato il lavoro svolto nel 1998, sotto la regia del prof. Francesco D’ Ascoli junior, dall’ Istituto Alberghero “Luigi de’ Medici” e dal Lions Club Ottaviano. In sala hanno esposto le alunne Maria Luisa Esposito, Maria Teresa Farina, Anna Teresa Iervolino, Marzia Giugliano, Martina Baselice e Romilda Barbato. Gli aspetti tecnici sono stati curati da Francesco Langella. La cura del progetto era affidata alla prof.ssa Vittoria Criscione e al prof. Ugo Cordasco, che ha collaborato anche alla definizione delle schede tecniche. Ai numerosi visitatori della mostra, allestita nel plesso di via Camillo Peano, i ragazzi hanno fornito, con lodevole competenza, informazioni tecniche, storiche e religiose di un fenomeno che nei paesi vesuviani coinvolge da sempre sia la religiosità popolare che quella, diciamo così, colta: per esempio, la maggior parte delle edicole ottavianesi è dedicata alla Madonna del Carmine, alla Madonna dell’ Arco e a San Michele, e dunque a tre culti che da sempre sono al centro dell’interesse, dell’attenzione e della fede di tutto il sistema sociale, dal livello più alto ai ceti più umili.

I ragazzi hanno ricordato ai visitatori che alcuni studiosi individuano salde relazioni tra i culti pompeiani della “Grande Madre” e la devozione del mondo vesuviano per le Madonne Brune, e cioè la Madonna del Carmine, la Madonna dell’Arco, la Madonna di Castello e la Madonna di Montevergine, a cui, come a Madri amorevoli, i Vesuviani hanno incominciato a chiedere protezione, dopo l’eruzione del 1631, non solo più contro le fiamme dell’ Inferno, ma anche contro quelle del Vesuvio.

La mostra ha avuto il corredo di una conferenza a più voci. La prof.ssa Marilina Perna, assessore alla cultura del Comune di Ottaviano, ha sottolineato l’importanza di progetti che sollecitano gli alunni a conoscere il patrimonio d’arte e di storia del territorio, e che, come in questo caso, attirano l’attenzione su un tema, le edicole votive, destinato a diventare un momento importante del turismo religioso. Il dott. Francesco Manca, presidente dell’Associazione “Prometeo”, ha ricordato che solo la stretta collaborazione tra associazioni e scuole riuscirà nell’impresa di attirare l’attenzione generale sullo straordinario tesoro d’arte, di storia e di tradizioni che il Vesuviano possiede. Carmine Cimmino ha elogiato il lavoro degli alunni, motivato non tanto da un obbligo scolastico quanto da una passione autentica di cui sono prova la precisione delle schede, la completezza della mostra e la calda convinzione con cui i ragazzi hanno spiegato al pubblico obiettivi e metodi del progetto. Cimmino li ha esortati a completare l’opera, estendendo le ricerche al mondo dei ceramisti, dei “faenzari”, dei “riggiolari”, dei pittori che si muovevano intorno a questo importante settore dell’arte religiosa. E’ probabile che in questo circuito fossero inseriti anche artigiani e artisti ottajanesi. L’oratore ha poi sinteticamente esaminato alcuni aspetti particolari del culto della Madonna del Carmine che si radicò a Ottajano già nel corso del ‘500, grazie soprattutto all’ opera dei mercanti ottajanesi di travi di quercia e di vino, che frequentavano i mercati napoletani, e, in particolare, quello che si teneva davanti alla Chiesa del Carmine. La Madonna del Carmine venne acclamata come Madre e Protettrice dagli Ottajanesi 16 luglio 1660: proprio in quel giorno sacro alla Vergine cessò “miracolosamente” l’eruzione del Vesuvio, che era iniziata il 3 luglio.

Umberto Maggio, finissimo esperto d’arte e illuminato restauratore, ha spiegato, con parole chiare e precise, la tecnica di lavorazione delle “riggiole” che componevano le immagini e ha sottolineato la raffinatezze e la complessità di alcune edicole ottajanesi, già da lui esaminate durante la ricognizione e il censimento del 1998. Egli ha ricordato l’importanza dell’attività svolta, nella lavorazione di ceramiche e di maioliche, dall’officina di Portici, potenziata da Carlo III, da cui uscirono le maioliche di Santa Chiara e i pavimenti di importanti Chiese del territorio. L’analisi di tecnica artistica, sviluppata dal dott. Maggio, ha sottolineato la necessità di cercare documenti sull’attività dei Maestri artigiani, degli scultori, dei pittori, degli argentieri e degli ebanisti che hanno costruito, tra il ‘600 e l’’800, l’immenso patrimonio di arte sacra custodito nelle Chiese del Vesuviano. Alla fine, il pubblico ha tributato ai ragazzi un meritato applauso, e i ragazzi si sono impegnati ad aggiungere nuovi capitoli al primo capitolo scritto con questa splendida mostra.EDICOLAVOTIVA

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