Racket spietato, camorra del pizzo continuamente minacciosa con le sue vittime. Già perché domenica è purtroppo saltata la festa d’inaugurazione del negozio di abbigliamento incendiato martedi e ricostruito a tempo di record grazie a uno sforzo collettivo degli acerrani. Il Dark Way, questo il nome dell’esercizio commerciale, ha si riaperto i battenti, ieri mattina alle 10, ma del tutto in sordina: nessuna festa con brindisi, nessuna folla promessa. Intanto sta correndo una voce inquietante in città: la cerimonia pubblica, la festa per questa seconda inaugurazione, peraltro ampiamente annunciata su Facebook dagli stessi titolari, sarebbe stata annullata a causa delle minacce della camorra, cioè di quegli stessi criminali del racket che la sera di martedi hanno in incendiato il negozio versando al suo interno litri e litri di benzina. Un’azione mafiosa pianificata in maniera diabolica e messa a segno dimostrando una consolidata esperienza criminale. I delinquenti sono infatti alle undici della sera entrati nel cortile del palazzo in cui c’è la porta blindata di emergenza del negozio. Un cortile abitato da diverse famiglie. Qui hanno fatto penetrare litri di benzina attraverso una fessura della porta. Quindi hanno innescato l’incendio e se ne sono andati indisturbati. Ma l’Acerra onesta ha reagito è il negozio è rinato in appena quattro giorni. Sabato poi l’annuncio dell’inaugurazione. << No, l’inaugurazione non ci sarà: meglio non esporsi troppo >>, ha in qualche modo confermato la minaccia, sguardo enigmatico, Oreste Scapaticci, 25 anni, uno dei due proprietari del Dark Way, rimesso in sesto attraverso appunto un lavoro collettivo, un’azione “corale” degli acerrani di buona volontà. Parenti, amici, semplici conoscenti che si sono rimboccati le maniche per far risorgere come una sorta di piccola Fenice locale il negozio messo in ginocchio sei giorni fa dai clan della zona. Clan che, sempre stando alle indiscrezioni del momento, avrebbero “invitato” Oreste a non sfidarli oltremodo con un evento pubblico. Ieri mattina intanto il vescovo di Acerra, don Antonio Di Donna, ha fatto portare nel negozio una piantina, una stella di Natale. Nel regalo c’era il suo bigliettino di auguri. << Spero che questo negozio possa ridiventare florido come prima >>, la frase scritta dal prelato, che ieri non è potuto giungere sul posto a causa di impegni pregressi. << Sua Eminenza sarà qui lunedi mattina: verrà a benedire l’esercizio >>, ha confermato , sempre domenica, Scapaticci. Il titolare del negozio però nega di essere stato di nuovo minacciato e soprattutto ripete di non aver ricevuto nessuna richiesta di tangente prima dello scoppio dell’incendio doloso. Ma carabinieri e poliziotti della zona sono convinti del contrario. Risultato: indagini difficili.






