Il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, è stato iscritto nel registro degli indagati. Il sostituto procuratore della Repubblica di Nola, Luca Pisciotta, gli contesta un’omissione in atti d’ufficio. La questione è di quelle molto delicate. L’ipotesi di reato punta sulla contestazione in base alla quale il sindaco non avrebbe eseguito l’abbattimento del principale centro di smaltimento dei rifiuti realizzato abusivamente in contrada Lenza Schiavone, piena campagna a nord di Acerra, dai fratelli Cuono, Salvatore e Giovanni Pellini. Si tratta dei tre imprenditori acerrani del business dei rifiuti condannati l’anno scorso a 7 anni di reclusione per il disastro ambientale nella Terra dei Fuochi. Ma i tre condannati hanno occupato le patrie galere soltanto per un anno. Sono stati scarcerati appena un mese fa, cosa che ha scatenato l’indignazione popolare. Intanto i fatti a cui sarà chiamato a rispondere il sindaco Lettieri fanno leva sulla mancata esecuzione delle opere di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi dell’area in cui ancora oggi si trova la struttura del centro di stoccaggio e trattamento dei rifiuti di contrada Lenza Schiavone. Struttura dichiarata abusiva dalla magistratura, dallo stesso Comune di Acerra e dal Tribunale Amministrativo Regionale della Campania. Uno stabilimento che i Pellini realizzarono in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e di inedificabilità assoluta. Nel 2015 il Comune ha poi acquisito l’impianto illegale al suo patrimonio. Ma non ha provveduto a demolirlo a proprie spese, soldi da addebitare poi ai Pellini. Un mancato abbattimento nonostante la legge lo imponesse, cioè l’articolo 31 del decreto del presidente della Repubblica numero 380 del 2001. Questo procedimento giudiziario è il frutto di una denuncia alla Procura di Nola, alla Dda di Napoli e alla Corte dei Conti depositata nel 2016 dagli ambientalisti Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio. E’ lo stesso Comune di Acerra a confermarlo, attraverso la determina di affidamento dell’incarico di difendere il sindaco Lettieri affidato all’avvocato penalista Francesco Picca, per un importo di 2200 euro circa. Già l’anno scorso il sindaco Raffaele Lettieri ha ricevuto dalla procura di Nola un avviso di garanzia relativo a un presunto reato di omissione, stavolta per non aver bonificato un’area inquinata. In questo caso l’ufficio giudiziario nolano aveva applicato la nuova legislazione sulla Terra dei Fuochi. L’omessa bonifica di uno spazio inquinato è infatti uno dei nuovi reati contro l’ambiente inseriti nell’ordinamento grazie alla legge del 22 maggio 2015, la numero 68. E’ la norma che un anno fa stava applicando il pubblico ministero della procura di Nola Maria Cristina Amoroso nei confronti del sindaco. Lettieri in quell’occasione aveva ricevuto un avviso di garanzia per non aver bonificato un terreno coltivato ma contaminato e sequestrato da tempo in località Calabricito, zona di grandi sversamenti illeciti ma anche di estese coltivazioni agricole.



