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Sui social il senatore D’Anna ipotizza una giustizia a tempo e sbotta: «Se queste indagini fossero state definite prima i risultati della campagna elettorale sarebbero stati altri». E indiscrezioni attendibili farebbero ipotizzare che il prossimo della lista sarebbe un noto esponente campano del Governo.

Il consigliere regionale della Campania Pasquale Sommese, ex assessore al turismo, risulta indagato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sull’intreccio tra politica e mafia casalese che la scorsa settimana si è conclusa con l’arresto di undici persone, tra imprenditori, ex sindaci ed ex consiglieri regionali. I carabinieri di Caserta e il Gico della Guardia di Finanza hanno eseguito perquisizioni nei confronti di 18 indagati, tra cui Sommese e alcuni sindaci del Casertano. L’esponente Ncd è finito nel mirino della DDA in relazione all’inchiesta su appalti casertani. I reati ipotizzati sono corruzione e turbativa d’asta. E sui social c’è chi insorge, come il senatore Vincenzo D’Anna, parlando di «serie»:  «Uno passi, due pure, ma questa è una serie! Prima Sarro, commissario Ato Gori; poi Barbato, funzionario regionale; poi Caputo, consigliere regionale; poi Martusciello, assessore regionale. Ora tocca all’assessore regionale Sommese». Lo scrive su facebook il senatore D’Anna, aggiungendo: «Per tutti rispettosa presunzione di innocenza, s’intende. Ma se queste indagini (in corso da lungo tempo) fossero state definite prima e rese note appena tre mesi fa, credo che la campagna elettorale non sarebbe stata distolta dai presunti ‘impresentabili’ ma da presunti colpevoli. Un’altra storia con altri candidati. Ormai la magistratura detta i tempi e gli esiti della politica». Ma la «serie», per usare le parole di D’Anna, non sarebbe finita qui. Infatti, ambienti della Procura darebbero per certo che il prossimo della «lista»  sarebbe un noto esponente campano del Governo.