CONDIVIDI
Proseguono le verifiche compiute da Arpac in seguito all’incendio che si è sviluppato lo scorso 1 luglio in un sito di gestione di rifiuti a San Vitaliano, in provincia di Napoli. La misurazione di diossine e furani nell’aria, nella zona interessata dall’evento, non ha evidenziato superamenti dei valori di riferimento. Ciò è quanto emerso dai campionamenti di aria ambiente condotti dall’Agenzia, dal 4 al 9 luglio, presso la ditta Autoshopping a San Vitaliano e presso la scuola primaria di Faibano, nel vicino comune di Marigliano. I valori di riferimento, in assenza di un’espressa disposizione di legge, sono indicati dalle Linee guida della Germania (LAI-Laenderausschuss fuer Immissiosschutz). Ulteriori campionatori ad alto volume, per la ricerca di diossine e furani, sono stati installati nel territorio di Camposano: si è in attesa dei risultati.
Inoltre, il 6 e il 7 luglio l’Agenzia ha prelevato campioni di terreno (top soil, dieci in tutto) lungo l’asse di dispersione principale del pennacchio di fumo, prevalentemente Nord, Nord-Est rispetto al sito dell’incendio. I risultati analitici hanno restituito un superamento diffuso di berillio, vanadio, rame e zinco. In questo caso il riferimento è il decreto legislativo 152/2006 (colonna A, tabella 1, allegato 5, titolo V, parte IV), utilizzato in base al principio di cautela, dato che per i suoli agricoli non sono state ancora determinate concentrazioni soglia di legge. I superamenti di berillio e vanadio dipendono dalla natura vulcanica dei suoli, quelli di rame e zinco fondamentalmente dalle sostanze utilizzate nella normale pratica agricola.
Il 9 luglio, infine, sono stati effettuati campionamenti di acqua in tre pozzi a uso agricolo a San Vitaliano: si è in attesa dei risultati delle analisi.