Il Napoli ha consumato il jolly del pareggio contro il Genoa: a 180 minuti dalla fine del campionato l’Inter si è avvicinata a un solo punto di distanza e verosimilmente si arriverà all’ultima giornata. Si può discutere se il risultato sia stato giusto o meno, ma ancora una volta è emerso uno dei limiti di questa stagione, vale a dire la difficoltà nel chiudere le partite. E, se di solito il rimedio è costituito dall’eccezionale solidità difensiva degli azzurri, ieri ciò è venuto a galla in tutta la sua evidenza.
In particolare, la causa principale sembra essere la “paura” di sbagliare e vedere vanificato il vantaggio, che porta la squadra ad abbassarsi e a porgere il fianco all’avversario: nel primo tempo, questo è apparso chiaro dopo la traversa di Pinamonti con il Napoli che ha abbassato il baricentro e ha concesso fino al pareggio.
In una prospettiva simile si può leggere anche l’ingresso di Billing per Raspadori invece che per lo spento Anguissa; a posteriori, l’uscita dal campo dell’uomo più in palla insieme a McTominay è risultata di difficile comprensione. Conte deve lavorare per evitare che la paura e la pressione mangino la squadra, mentre l’ambiente non deve farsi prendere dalla negatività e ricordarsi che il Napoli ha il destino nelle proprie mani.








