Il “pollice verde” del comune di Pomigliano: abbattuti gli ultimi pini

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Continua la linea dura dell’ente nei confronti dell’albero simbolo del Mediterraneo.

 

Gli ultimi pini mediterranei di Pomigliano sono stati rasi al suolo oggi, davanti al cimitero. L’immagine è di quelle sconfortanti: alberi ultradecennali, stupendi, fatti fuori dal comune, caduti in fila lungo la strada che collega la città delle fabbriche con Sant’Anastasia. Intanto, motivi a parte legati al pericolo per l’incolumità pubblica in vista dell’aumento dell’afflusso di visitatori  per la  ricorrenza dei morti, ci s’interroga su quella che ormai il popolo del web stigmatizza come una scarsissima sensibilità verso il verde pubblico. Una “guerra” agli alberi di alto fusto iniziata quattro anni fa dall’amministrazione comunale retta dal sindaco di Forza Italia, Raffaele Russo. Una guerra iniziata proprio con il taglio, manco a farlo apposta, dei pini mediterranei di viale Alfa, alberi stupendi che rendevano meno triste la prospettiva degradata delle palazzine fasciste che costeggiano l’importante arteria della città.  Poi però Russo ha pensato bene di radere al suolo anche il gruppo di alberi che ornavano un piccolo slargo attiguo a piazza Primavera, abbattuti per fare posto a un’isoletta pedonale attrezzata. E anche in questo caso a fare una brutta fine sono stati dei pini mediterranei. Nel frattempo pure i platani di via Roma sono stati ” passati per le armi “. Ma restavano in vita i pini del cimitero: oggi la gente del posto ha dovuto dire addio anche a quelli. La guerra ai pini era iniziata una dozzina di anni fa, quando l’allora giunta di centrosinistra, per rifare piazza Primavera con una bella dose di cemento, tolse si mezzo una serie di altissimi e bellissimi sempreverdi che ornavano il punto più strategico di Pomigliano. In quell’occasione si tentò di eradicare gli alberi trapiantandoli altrove. Un tentativo che si rivelò fallimentare perchè i pini morirono tutti.   E tutto ciò è capitato in una delle zone dell’entroterra napoletano più colpite dall’inquinamento e dall’effetto serra estivo. Un’area che d’estate diventa bollente e irrespirabile. Nel frattempo qualche altro albero ad alto fusto resiste alla furia di questa municiplaità. Per quanto ancora però ?

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