Il flop dell’Assemblea Unione Industriali Napoli: sala mezza vuota e sgarbi istituzionali
In un clima che avrebbe dovuto essere denso di attese e di proposte per il futuro del Mezzogiorno, l’Assemblea Pubblica dell’Unione Industriali di Napoli, svoltasi presso il Centro Congressi della Mostra d’Oltremare, si è rivelata un flop clamoroso.
Nonostante la presenza di tre ministri del governo, sottosegretari, esponenti politici di primo piano e lo stesso sindaco di Napoli, la sala era mezza vuota. Una fotografia impietosa che testimonia quanto, al di là delle dichiarazioni di facciata, l’organizzazione dell’evento non sia stata in grado di suscitare il necessario interesse né nel mondo imprenditoriale né in quello politico.
Il presidente Costanzo Jannotti Pecci ha provato a tracciare un manifesto politico-industriale per il rilancio del Sud, ma le parole, seppur appassionate, hanno rimbombato in un’aula vuota, dimostrando quanto la distanza tra i proclami e la realtà sia ormai incolmabile.
Non sono mancati momenti di imbarazzo, come la presenza di Roberto Fico, prossimo candidato alla Regione Campania per il centrosinistra, relegato in quarta fila tra gli sponsor, a testimonianza di una gestione degli spazi che ha fatto discutere tutti i presenti. Ma soprattutto è saltato agli occhi il mancato saluto del presidente Jannotti Pecci al sottosegretario Ferrante e al presidente della Commissione bicamerale per le Questioni Regionali, Francesco Silvestro, entrambi esponenti di Forza Italia. Un gesto che ha lasciato interdetti i partecipanti e che appare sintomo di un approccio divisivo anche su un tema, quello dello sviluppo industriale, che richiederebbe invece unità e collaborazione istituzionale.
Quella che doveva essere un’assemblea capace di dettare la linea per il futuro industriale del Mezzogiorno si è trasformata in una passerella vuota, incapace di essere davvero punto di riferimento per le imprese e per la politica. Il Sud ha bisogno di proposte concrete e di visioni condivise, non di eventi autocelebrativi con la platea dimezzata e con sgarbi istituzionali che rischiano di minare la necessaria coesione tra mondo produttivo e istituzioni.
Napoli e il Mezzogiorno meritano molto di più.



