Scaricano rifiuti a piedi e con carretti: le telecamere incastrano gli incivili

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Nuova operazione di controllo ambientale da parte del comando di polizia locale di Marigliano nell’area di Pontecitra, ancora una volta finita al centro dell’emergenza legata all’abbandono illecito dei rifiuti. Le telecamere di videosorveglianza installate nella zona hanno infatti ripreso diversi cittadini mentre insudiciavano la sede stradale scaricando materiali di vario genere, in alcuni casi arrivando sul posto persino a piedi o utilizzando carretti improvvisati per trasportare i rifiuti.

Una scena che ha suscitato forte indignazione da parte degli agenti impegnati nelle attività di monitoraggio del territorio. Le immagini raccolte dagli impianti di videosorveglianza mostrano persone che, nel tentativo di sfuggire ai controlli sempre più serrati della polizia locale, avrebbero scelto modalità alternative per raggiungere le aree utilizzate come discariche abusive.

“Siamo di fronte ad immagini raccapriccianti”, ha dichiarato il comandante della polizia locale Emiliano Nacar, sottolineando come il fenomeno continui nonostante l’intensificazione delle verifiche e delle sanzioni negli ultimi mesi. “Pur di sfuggire ai controlli pressanti della polizia locale e sapendo di poter essere intercettati dalle telecamere, alcuni cittadini si attrezzano comunque con mezzi propri per abbandonare i rifiuti”.

Secondo quanto reso noto dal comando, sono già in corso ulteriori attività investigative per identificare i responsabili immortalati nei filmati. In almeno due casi gli agenti starebbero procedendo all’individuazione dei soggetti coinvolti, che rischiano pesanti sanzioni amministrative e possibili conseguenze penali in relazione alla natura dei materiali scaricati.

La polizia locale ribadisce che i controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane. “Questi fenomeni sono intollerabili”, conclude il comandante Nacar, evidenziando la necessità di tutelare il decoro urbano e l’ambiente attraverso una presenza costante sul territorio.

Provarono a far cadere ciclisti a San Vitaliano, scatta il Daspo

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Il Questore di Napoli ha adottato due provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (DASPO), istruiti e predisposti dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura. In particolare, i provvedimenti, della durata di due anni, sono stati emessi nei confronti di un 19enne ed un 21enne, che in occasione della VI tappa del Giro d’Italia 2026 “Paestum-Napoli” del 14 maggio scorso, avevano posto in essere una condotta che aveva pregiudicato il sicuro e ordinato svolgimento dell’evento sportivo e che, pertanto, erano stati denunciati dagli agenti del Commissariato di Nola per pericolo all’incolumità pubblica durante le manifestazioni sportive, inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità e per tentate lesioni personali. In particolare, i prevenuti, al passaggio dei ciclisti in via Nazionale delle Puglie, nel comune di San Vitaliano, avevano invaso il percorso di gara ostacolando la marcia degli atleti e, in più occasioni, spintonandone alcuni con il chiaro intento di provocarne la caduta, ponendo così in pericolo non solo l’incolumità dei corridori direttamente coinvolti, ma anche quella degli altri partecipanti e del pubblico presente.

Racket, armi e droga: colpo ai Moccia, 26 ordinanze. Gli ordini dal carcere

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  Le direttive del clan sarebbero partite direttamente dal carcere. È uno degli elementi centrali dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli che ha portato all’arresto di 23 persone e all’applicazione del divieto di dimora per altri tre indagati nell’ambito di una maxi operazione dei carabinieri ad Afragola. Nel mirino degli investigatori l’articolazione del clan Moccia conosciuta come “Panzarottari”, ritenuta responsabile di un vasto sistema criminale fondato su estorsioni, traffico di droga e controllo del territorio attraverso il metodo mafioso. Secondo la ricostruzione della DDA, il gruppo avrebbe imposto il proprio potere criminale ai danni di commercianti e imprenditori locali ricorrendo anche a intimidazioni armate. Le attività estorsive sarebbero state accompagnate dalla gestione di una piazza di spaccio particolarmente attiva nella zona afragolese, con la distribuzione di cocaina, hashish e marijuana. Gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna avrebbero inoltre fatto emergere il ruolo operativo di affiliati detenuti che, pur trovandosi in carcere, sarebbero riusciti a mantenere i contatti con l’esterno. Attraverso cellulari introdotti illegalmente negli istituti penitenziari, gli indagati avrebbero continuato a coordinare le attività del gruppo impartendo ordini ai complici liberi. Le accuse contestate dalla Procura comprendono associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione di armi, ricettazione, favoreggiamento ed estorsione. Contestato anche il reato di accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti. L’operazione rappresenta un nuovo affondo investigativo contro gli assetti criminali riconducibili al clan Moccia, storicamente radicato nell’area nord della provincia di Napoli e da anni considerato uno dei gruppi camorristici più influenti del territorio. Gli inquirenti sottolineano come il provvedimento cautelare sia stato emesso nella fase preliminare delle indagini. Gli indagati, pertanto, devono ritenersi presunti innocenti fino a sentenza irrevocabile.

Somma Vesuviana. Harley, musica e solidarietà: grande debutto per il Somma Bikers Fest

Riceviamo e pubblichiamo
Somma Vesuviana ha ospitato con entusiasmo il 1° Somma Bikers Fest, il primo evento motociclistico organizzato dal gruppo “Svalvolati on the Road”, nato dalla passione per le Harley-Davidson e dal desiderio di creare un momento di incontro e condivisione tra motociclisti.
La manifestazione si è svolta nel area parcheggio del Ristorante “Rose Rosse “ e per questo il primo ringraziamento va alla Famiglia Molaro a seguire il patrocinio del Comune di Somma Vesuviana e con l’approvazione della Chiesa di Santa Maria a Castello, richiamando numerosi gruppi biker provenienti da tutta la Campania e da diverse regioni italiane.
Ad aprire ufficialmente la serata è stato un intervento significativo di Marcella Rastelli, referente a Napoli dell’associazione AIFA, che ha sottolineato il valore sociale degli eventi di aggregazione e l’importanza di fare rete tra associazioni, territorio e comunità.
Il programma si è articolato in diversi momenti dedicati alla community motociclistica: interventi sul palco, partecipazioni di importanti gruppi biker, musica live e l’esposizione di numerose Harley-Davidson che hanno fatto da cornice a una serata ricca di entusiasmo e partecipazione. Durante gli interventi è stato ribadito il valore della sicurezza stradale, dello spirito di fratellanza tra motociclisti e della necessità di creare occasioni sane di incontro.
La manifestazione ha avuto anche un importante finale solidale: parte dei proventi della serata sarà destinata in beneficenza proprio alla Chiesa di Santa Maria a Castello, a testimonianza del forte legame tra il mondo biker e il territorio.
“Questo evento rappresenta l’inizio di un percorso”, spiegano gli organizzatori.  “L’obiettivo è far crescere il Somma Bikers Fest e trasformarlo in un appuntamento fisso per tutti gli appassionati”.

Ottaviano, i candidati scaldano la campagna: giovani, famiglie e attacchi al passato

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La campagna elettorale per le amministrative di Ottaviano entra nel vivo e i quattro candidati sindaco intensificano iniziative pubbliche, incontri e messaggi rivolti agli elettori. Dai giovani alle famiglie, passando per le critiche alle precedenti amministrazioni fino ai progetti di rilancio turistico e culturale, il confronto politico si gioca soprattutto sui temi del futuro della città.

Tra gli appuntamenti più recenti c’è quello promosso da Giorgio Marigliano, che ha scelto un aperitivo con i giovani per rilanciare il tema della partecipazione delle nuove generazioni alla vita pubblica cittadina. “Il futuro della nostra città passa dalla loro energia, dalle loro idee e dalla voglia di costruire qualcosa di nuovo”, ha scritto Marigliano, sottolineando come ascoltare i giovani significhi “creare opportunità, spazi, aggregazione e futuro”. Nel messaggio rivolto agli elettori, il candidato ha invitato a scaricare il programma elettorale e a sostenerlo al voto del 24 e 25 maggio.

Toni decisamente più duri quelli utilizzati da Stefano Prisco, che ha impostato parte della sua comunicazione sulla critica agli avversari politici. “Negli ultimi 13 anni al governo di questa città ci sono stati tutti i miei concorrenti”, ha dichiarato, chiedendosi perché gli elettori dovrebbero affidarsi ancora a chi “ha già governato senza troppi successi”. Prisco punta su un programma “semplice, serio e realizzabile”, contrapponendo la propria proposta politica alle esperienze amministrative del passato.

Al centro del messaggio di Ferdinando Federico, invece, c’è il valore della famiglia. Commentando la manifestazione “Domenica in Famiglia”, Federico ha parlato di “un momento di condivisione autentica” tra bambini, genitori e nonni, ribadendo che la famiglia rappresenta “il primo luogo in cui impariamo cura, responsabilità e rispetto”. Un’impostazione che guarda ai temi sociali e alla comunità come elementi centrali della futura amministrazione.

Punta infine sulla valorizzazione del territorio Biagio Simonetti, che ha rilanciato una proposta per il complesso Ave Gratia Plena, struttura ferma da anni. L’idea è quella di affidarla all’Istituto De Medici per creare un albergo diffuso capace di generare ricadute economiche per tutta la cittadinanza. Una proposta che intreccia turismo, formazione e rilancio urbano.

A pochi giorni dal voto, la sfida per il Comune di Ottaviano entra quindi nella fase decisiva, con i candidati impegnati a convincere gli elettori tra programmi, visioni e attacchi politici.

Contattate su un sito e gettate dalle scale: i due omicidi a distanza di poche ore nel palazzo degli orrori

Un edificio lasciato incompleto, circondato da polvere, calcinacci e silenzio. È in questo scenario inquietante che sono stati trovati i corpi delle due donne uccise a Pollena Trocchia. Il cantiere si trova in viale Italia, nelle vicinanze della scuola Tognazzi: una struttura di sei piani mai terminata, con la tromba delle scale ancora aperta e trasformata, secondo gli investigatori, nel luogo del duplice omicidio. Le vittime sarebbero state spinte nel vuoto dopo essere salite ai livelli superiori dell’edificio insieme al presunto assassino. I loro corpi sono stati rinvenuti tra materiale edile, polvere di cemento e detriti accumulati da tempo in quello stabile abbandonato. Un luogo isolato, frequentato solo sporadicamente, che avrebbe permesso all’uomo di agire lontano da occhi indiscreti. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 48enne di Sant’Anastasia fermato per il duplice omicidio avrebbe contattato le due donne attraverso un sito di incontri. Dopo averle raggiunte, le avrebbe condotte all’interno del cantiere per consumare rapporti sessuali. Le aggressioni sarebbero poi avvenute sempre nello stesso punto del palazzo. La prima vittima sarebbe stata la 49enne ucraina Lyuba Hlyva nella serata del 16 maggio. Meno di ventiquattro ore dopo, nello stesso edificio, sarebbe stata uccisa anche Sara Tkacz, 29enne nata a Santa Maria Capua Vetere. Gli investigatori ritengono che il modus operandi sia praticamente identico in entrambi i casi. A rompere il silenzio del cantiere sarebbero state le urla sentite da una coppia che si trovava poco distante. I due avrebbero percepito prima un litigio, poi un forte tonfo proveniente dall’interno della struttura. Subito dopo avrebbero visto un uomo allontanarsi rapidamente dal palazzo portando con sé una borsa femminile. La chiamata al 112 ha dato il via all’intervento dei carabinieri e alle prime verifiche nell’area. Le telecamere di videosorveglianza installate nella zona avrebbero poi consentito agli investigatori di ricostruire parte dei movimenti del sospettato. Quando i militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, avrebbero trovato elementi ritenuti compatibili con la scena del crimine, tra cui vestiti sporchi di sangue. Il cantiere di viale Italia è ora sotto sequestro. Gli investigatori stanno effettuando ulteriori rilievi per chiarire ogni dettaglio della vicenda e capire se possano esserci altri episodi collegati. La Procura di Nola, infatti, considera particolarmente inquietante il fatto che i due omicidi siano stati commessi nello stesso luogo e a distanza di poche ore. Una circostanza che alimenta il timore di trovarsi davanti a un possibile serial killer.

Marigliano, istituita la “Giornata della Cittadinanza”: Costituzione ai neo diciottenni e confronto con i giovani del territorio

Riceviamo e pubblichiamo

Il Comune di Marigliano istituisce la “Giornata della Cittadinanza”, iniziativa dedicata ai neo diciottenni del territorio e pensata per promuovere partecipazione civica, senso delle istituzioni e conoscenza della Costituzione. L’evento si svolgerà il 29 maggio nel cortile della Casa Comunale e sarà celebrato annualmente in prossimità della Festa della Repubblica.

La decisione è stata approvata dalla giunta comunale su proposta degli assessori alla Cultura e alle Politiche giovanili. L’iniziativa prevede la consegna ufficiale di una copia della Costituzione italiana ai residenti che hanno compiuto o compiranno diciotto anni nel corso dell’anno.

La mattinata del 29 maggio inizierà alle 8.45 con l’accoglienza dei partecipanti. Alle 9 sono previsti i saluti del sindaco Gaetano Bocchino, seguiti dall’Inno nazionale. Interverrà poi la dottoressa Rita Aliperta, giovane magistrata del territorio vincitrice del concorso ordinario in magistratura, che terrà una riflessione sul tema “Riflessioni di una giovane giurista sulla Carta Costituzionale”. Previsto anche un dibattito con gli studenti prima della consegna delle copie della Costituzione.

«Abbiamo voluto istituire una giornata che rappresenti un momento simbolico ma anche concreto nel percorso di crescita dei nostri giovani cittadini – dichiara il sindaco Gaetano Bocchino –. La consegna della Costituzione rappresenta un invito alla partecipazione, alla consapevolezza e al rispetto dei valori democratici che sono alla base della nostra comunità. Quest’anno, inoltre, la manifestazione assume un significato ancora più importante perché ricorre l’ottantesimo anniversario del voto alle donne, una conquista fondamentale della storia repubblicana italiana».

Sottolinea il valore educativo dell’iniziativa anche l’assessore Annarita Maione: «La Giornata della Cittadinanza nasce per avvicinare i ragazzi alle istituzioni e per far comprendere loro che la cittadinanza è fatta di diritti ma anche di responsabilità. Abbiamo scelto di coinvolgere una giovane eccellenza del territorio come la magistrata Rita Aliperta proprio per offrire ai ragazzi una testimonianza concreta di impegno, studio e partecipazione civile. Vogliamo che questa giornata diventi un appuntamento stabile e riconoscibile per la città».

«Così ho trasformato la formazione in lavoro»: il percorso di Dalila con ITS ACADEMY TEC MOS

Prosegue il viaggio tra le storie di chi ha trasformato la formazione in un’opportunità concreta di lavoro grazie a ITS ACADEMY TEC MOS. Dopo il racconto di Gennaro Berlingieri, un altro percorso prende forma tra aule, stage e infrastrutture ferroviarie. Stavolta la protagonista è Dalila Saetta, oggi impegnata in EAV nel settore della manutenzione delle infrastrutture ferroviarie. Una storia fatta di scelte non convenzionali, pratica sul campo e voglia di costruire competenze reali. Quando ha deciso di iscriversi a ITS ACADEMY TEC MOS, Dalila cercava soprattutto concretezza. «Avevo bisogno di un percorso pratico, dinamico e vicino alle reali richieste delle aziende. Cercavo qualcosa che mi permettesse di entrare davvero nel mondo del lavoro senza dover aspettare anni», racconta. Una scelta maturata con convinzione, anche se accompagnata da qualche inevitabile dubbio iniziale. «Quando scegli un percorso diverso da quello tradizionale ti chiedi sempre se stai facendo la scelta giusta. Però sentivo che si trattava della strada più adatta a me». Nel suo racconto emerge con forza il valore della formazione sul campo, degli stage e del contatto diretto con il lavoro quotidiano. «È stata una delle esperienze più importanti del mio percorso perché mi ha permesso di trasformare ciò che studiavo in qualcosa di concreto. Gli stage mi hanno dato la possibilità di vedere da vicino come funziona davvero un’azienda, di confrontarmi con ritmi, responsabilità e obiettivi reali». Un passaggio che, spiega, cambia profondamente il modo di apprendere. «Dalla teoria alla pratica cresci tantissimo. Ogni attività diventa un’occasione per acquisire sicurezza e consapevolezza». E c’è un momento che custodisce più di altri: «Ricordo quando mi sono resa conto di riuscire a svolgere attività in autonomia. Lì ho capito che stavo costruendo competenze vere». Dopo il percorso formativo è arrivato anche il lavoro. «Sono riuscita a trovare occupazione grazie alle competenze che avevo acquisito, ma anche grazie al supporto ricevuto nell’orientamento professionale. A fare davvero la differenza è stata l’esperienza pratica maturata durante gli stage, che ci ha permesso di entrare subito nel vivo del lavoro fino a essere inseriti nell’azienda che ci aveva accolti». Oggi Dalila lavora in EAV occupandosi della manutenzione delle infrastrutture ferroviarie. «Seguo attività sia operative sia organizzative. È un lavoro che mi fa crescere ogni giorno e che mi stimola continuamente a dare il massimo». Nel confronto con i percorsi universitari tradizionali, Dalila non contrappone i modelli ma evidenzia la specificità dell’esperienza ITS. «ITS ACADEMY TEC MOS mi ha dato soprattutto concretezza. L’università offre una preparazione teorica molto solida, ma qui ho avuto fin da subito un contatto reale con il mondo del lavoro, confrontandomi con professionisti del settore e mettendo alla prova competenze pratiche in situazioni simili a quelle che si incontrano ogni giorno in azienda». E ai ragazzi che oggi stanno valutando il proprio futuro lancia un messaggio molto lucido: «Direi innanzitutto di chiedersi cosa desiderano davvero, senza farsi guidare solo dall’entusiasmo del momento. Se cercano un percorso serio, pratico e orientato al lavoro, capace di offrire esperienze dirette e opportunità concrete, allora ITS ACADEMY TEC MOS è una possibilità da considerare con attenzione. Richiede impegno e costanza, ma può davvero aprire molte porte». VEDI ANCHE
Studiare, formarsi, lavorare: il percorso che porta all’occupazione Speciale ITS ACADEMY TEC MOS
Dalla formazione al contratto in EAV: il viaggio di Gennaro con ITS ACADEMY TEC MOS

Prostitute uccise a Pollena, il fermato è di Sant’Anastasia: la sua confessione e il suo profilo

SANT’ANASTASIA – Si chiama Mario Landolfi, ha 49 anni ed è residente a Sant’Anastasia l’uomo che ha confessato il duplice omicidio delle due prostitute trovate morte in un cantiere edile di Pollena Trocchia. L’uomo, interrogato dai carabinieri nella caserma di Torre del Greco, avrebbe ammesso le proprie responsabilità cercando però di giustificare i due delitti sostenendo di aver agito per legittima difesa. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, i due omicidi sarebbero avvenuti in momenti differenti dopo incontri a sfondo sessuale culminati, stando all’ipotesi investigativa, in violente liti legate al pagamento delle prestazioni. Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e verificare il racconto fornito dal 49enne. A delineare il profilo dell’uomo sarebbe stata anche la moglie, ascoltata dai militari dell’Arma. Dal suo racconto emergerebbe una situazione economica e personale complicata: Landolfi era disoccupato, percepiva il reddito di inclusione e avrebbe svolto saltuariamente lavori in nero. La donna avrebbe inoltre riferito ai carabinieri di presunti problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti. Un dettaglio inquietante è emerso durante il fermo. Quando i carabinieri hanno rintracciato il 49enne nella sua abitazione, indossava ancora una maglietta sporca di sangue, ritenuto compatibile con quello dell’ultima vittima. Un elemento che ha ulteriormente aggravato il quadro investigativo già raccolto dagli inquirenti. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e stabilire se vi siano eventuali ulteriori responsabilità o elementi ancora sconosciuti. Intanto la comunità dell’area vesuviana resta sconvolta dalla brutalità del duplice omicidio.

Abusi su baby allieve della scuola di danza, arrestato maestro di musica

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Una lunga attività investigativa, intercettazioni ambientali e un intervento scattato in tempo reale hanno portato all’arresto di un 66enne accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di alcune minorenni. I fatti sarebbero avvenuti a San Giorgio a Cremano all’interno di una scuola di danza dove l’uomo svolgeva lezioni private di musica.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli e condotta dagli agenti del locale Commissariato di Polizia, avrebbe fatto emergere una serie di comportamenti reiterati nei confronti delle giovani allieve. Tra le presunte vittime ci sarebbe anche una ragazza infraquindicenne, circostanza che ha aggravato il quadro accusatorio.

Gli investigatori, dopo aver raccolto gli elementi iniziali, hanno installato dispositivi audio e video all’interno dei locali utilizzati per le lezioni. Le immagini e le registrazioni acquisite avrebbero consentito agli agenti di assistere in diretta a uno degli episodi contestati, facendo così scattare il blitz e l’arresto in flagranza.

Il 66enne è stato portato nel carcere di Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, mentre il giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato il provvedimento disponendo la custodia cautelare in carcere.

Gli inquirenti hanno precisato che la scuola di danza non avrebbe alcun coinvolgimento nella vicenda e sarebbe totalmente estranea ai fatti contestati all’uomo. Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato resta presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva