Sant’Anastasia, “Voce e Anima”: l’ IC. D’Assisi – Amore apre le porte al canto lirico

Un pomeriggio all’insegna dell’arte e dell’emozione quello in programma il prossimo 25 febbraio 2026 alle ore 16:00, presso l’I.C. F. D’Assisi – N. Amore di Sant’Anastasia. L’evento, intitolato “Voce ed Anima”, rappresenta un’occasione speciale in cui la scuola si apre al fascino senza tempo del canto lirico. Protagonisti dell’incontro sarà il tenore Aniello Sepe e, insieme a lui, anche la celebre  cantante Katia Ricciarelli e guideranno il pubblico in un viaggio attraverso la potenza espressiva della voce, intesa come autentico “prolungamento dell’anima”. Il maestro Sepe in più occasioni ha invitato la Ricciarelli e insieme hanno regalato agli spettatori grandi emozioni. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di avvicinare  gli alunni  al mondo dell’opera, valorizzando la musica come strumento di crescita culturale ed emotiva. Non solo spettacolo, ma anche condivisione e formazione, in un dialogo diretto con artisti di grande esperienza. Un appuntamento imperdibile per gli alunni e tutti gli operatori scolastici  che amano la musica  e che desidera lasciarsi trasportare dalla magia del canto lirico. Ospite anche lo stilista Gianni Molaro

Boscoreale, base in un B&B per preparare la droga: arrestato 43enne

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Un bed and breakfast trasformato in laboratorio per il confezionamento di sostanze stupefacenti. È quanto hanno scoperto i Carabinieri della Stazione di Boscoreale nel corso di un servizio di controllo del territorio che ha portato all’arresto di un 43enne originario di Scafati, già noto alle forze dell’ordine.

L’intervento è scattato nel pomeriggio, quando i militari hanno notato un movimento sospetto in strada: l’uomo è stato visto mentre consegnava un piccolo involucro a un’altra persona ricevendo in cambio denaro contante. Un passaggio rapido, tipico dello spaccio al dettaglio, che non è sfuggito all’attenzione dei carabinieri.

Bloccato immediatamente e sottoposto a perquisizione personale, il 43enne è stato trovato in possesso di nove dosi già confezionate e pronte per essere cedute, oltre a una somma di denaro ritenuta provento dell’attività illecita. Da qui la decisione di approfondire i controlli.

Le verifiche si sono quindi estese alla struttura ricettiva dove l’uomo alloggiava. All’interno della stanza occupata dal 43enne, i militari hanno rinvenuto tutto il necessario per la preparazione e il confezionamento della droga: polveri da taglio, bilancini di precisione, divisori, dosatori, bustine in plastica e una macchina per il sottovuoto. Sequestrati anche circa 100 grammi di hashish, presumibilmente destinati a essere suddivisi in ulteriori dosi.

Nel corso della perquisizione è emerso anche un ulteriore elemento di gravità: una pistola con matricola abrasa, completa di caricatore rifornito e munizioni. Un’arma clandestina detenuta illegalmente, che ha aggravato la posizione dell’uomo.

Al termine delle formalità di rito, il 43enne è stato arrestato con le accuse di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, detenzione di arma clandestina e possesso di munizionamento. Attualmente si trova in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Domenico, le ore più tragiche del bimbo di Nola: i nodi dell’indagine

Mentre si sceglie la cura migliore da attuare, continuano incessantemente le indagini per individuare i responsabili del danneggiamento del cuore del piccolo Domenico

All’Ospedale Monaldi, stamattina, si è svolta la riunione per decidere quale sarà la prossima terapia per il piccolo Domenico. Il pool che si confronterà sarà composto dai medici dell’ospedale, la mamma, il medico di fiducia della famiglia e il suo avvocato.

Si apprende da fonti interne all’ospedale che “al bambino non sarà staccato l’Ecmo, perché un secondo dopo si rischia la morte. Verranno invece eliminate altre terapie non necessarie”.

Intanto il caso ha sconvolto l’intero paese e si accendono i riflettori sui responsabili. Infatti, sul fronte giudiziario si è allargata la platea degli indagati.

La Procura della Repubblica di Napoli aveva già puntato il dito contro la sala operatoria dell’ospedale San Maurizio di Bolzano, dove è stato praticato l’espianto del cuore destinato al Domenico, successivamente danneggiato.

L’ispezione avviata da parte dell’azienda sanitaria ha evidenziato che nella sala operatoria è stato fornito un ghiaccio inadeguato al team del Monaldi che ha gestito l’espianto e il trasporto.

La cardiochirurga che ha eseguito l’espianto a Bolzano ha spiegato: “ho chiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio mancante fino alla copertura completa del contenitore con il cuore espiantato”. La richiesta di questo ghiaccio aggiuntivo è avvenuta perché quello portato da Napoli si sarebbe presumibilmente sciolto nel tragitto.

Un altro collega presente ha aggiunto: “Uno dei membri di sala operatoria ha provveduto a versare nel contenitore, da un altro recipiente, ciò che sembrava del normale ghiaccio tritato mentre eravamo ancora bardati sterilmente”.

Il dubbio sorge sul perché per il trasporto sia stato utilizzato un frigo isotermico non di ultima generazione. Apparentemente la box era a norma, ma priva di termostato, che è invece presente nelle box di ultima generazione, di cui il Monaldi è a disposizione.

La gravità sta nel fatto che grazie a quel termostato il dispositivo avrebbe consentito di rilevare in maniera celere l’abbassamento della temperatura e probabilmente di intervenire prima che il cuore si “bruciasse”, diventando un blocco di ghiaccio.

Serie A tra polemiche, colpi di scena e score incredibili

In Serie A la situazione si fa sempre più interessante sia al nord della classifica, dove la lotta impera tra scudetto e zona UEFA, sia nel sud, dove la Viola sta cercando di uscire dalla zona retrocessione in un derby contro il Pisa, mentre il Verona continua ad affondare. Il palinsesto statistico delle scommesse Italia cambia le sue quote in base agli ultimi risultati, ma anche lo score delle prime 25 gare incide sulle valutazioni dei bookmaker e sui risultati dei club.

Il Lecce tira una spallata nella zona retrocessione

Il Lecce raggiunge il Genoa e la Cremonese a quota 24 punti e tira una spallata alla Viola, che nonostante la vittoria resta alla diciottesima posizione. Intanto, anche il Torino perde punti e rischia di venire inghiottito nella flop tre.

Como e Atalanta in lotta per la top 6

La lotta per il sesto posto è tutta tra Como e Atalanta, che a distanza di un solo punto non possono permettersi passi falsi per agguantare la qualificazione in Conference League, attualmente obiettivo principale di entrambi i club. Mentre la Dea resta in ballo in Coppa Italia e deve giocare i playoff di Champions, il Como sta vivendo il suo periodo di massimo splendore e gli incroci potrebbero regalarci proprio una finale tra questi due club in Coppa Italia.

Juventus, Roma e Napoli ancora in gioco

Tra terzo e quinto ci sono le Zebre, la Lupa e l’asino Azzurro partenopeo, che si giocano due posti in Champions e uno in Europa League. Roma e Napoli hanno pareggiato in un match pirotecnico nella 25esima giornata, mentre la Juventus ha perso contro l’Inter in un universo che fino a pochi anni fa poteva apparire paradossale. Infatti, sia Spalletti che Chiellini hanno caricato diverse polemiche contro i favori arbitrali presupposti nei confronti dei Nerazzurri dopo il recente derby d’Italia, un altro match pirotecnico terminato 3 – 2 per il Biscione capolista. I Giallorossi sono in netta ripresa ma pesa ancora la brutta sconfitta contro l’Udinese che ha minato il cammino verso la top 3, tuttavia, il Gasp può vantare il miglior reparto difensivo della categoria con 16 gol subiti.

Diavolo e Biscione: scontro al vertice con tantissime polemiche

Ecco le due favorite nelle quote scommesse serie a con i Nerazzurri in piena polemica, come accennato poco fa, e il Diavolo guidato da Allegri che ha perso soltanto un match nelle prime 25 partite. Mentre tra Juve e Inter infiammano le polemiche sulle soluzioni arbitrali, per il derby della Madonnina lo scontro è tutto statistico, con il Diavolo che possiede il secondo miglior reparto difensivo del campionato con 18 gol subiti e il Biscione con 60 reti segnate resta il miglior attacco per il secondo anno consecutivo. La quota Antepost dell’Inter vincente Serie A è scesa in picchiata fino a 1.11, mentre il Diavolo è quotato vincente a 6.5. Dietro ci sono tutte le altre underdog, come il Napoli campione in carica, la Juve e la Roma, ormai già troppo distanti dal primo posto.

Somma Vesuviana, tagliano a metà la serranda : tentato furto alla farmacia del Borgo

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Questa notte la “Farmacia del Borgo” , situata in via Colonnello Aliperta,  è stata presa di mira da ignoti. Un episodio particolare perché i malviventi hanno tentato di introdursi nel locale praticando un taglio netto lungo tutta la serranda.

Fortunatamente il loro tentativo è stato vano e sono stati costretti a scappare a mani vuote, non è ancora chiaro se sia stato il sistema di allarme o l’arrivo delle forze dell’ordine a farlo desistere, ma la struttura ha comunque riportato danni.

Non si tratta di un caso isolato, episodi del genere negli ultimi tempi si stanno verificando più spesso del previsto in città: tra furti di auto, svaligiamenti di appartamenti  e questa volta di mira è stata presa la  farmacia del Borgo, che ha aperto da poco.

Gli abitanti di Somma sono preoccupati e sollevano questioni importanti .

 “L’ assurdo- dichiara un residente della zona-  è che nonostante si sia in prossimità delle elezioni,  ci sia comunque un fermento, anche se di sottofondo, per la ricerca di candidati, nonostante i partiti abbiano le solite difficoltà organizzative,  nessuno si preoccupa di porre la questione, l’accento su un tema politico che accumuna tutti, cioè quello della sicurezza. “Nessuno – aggiunge un ‘altra persona- si preoccupa di fare delle proposte, nessuno si preoccupa di sollecitare la commissione prefettizia  per chiedere maggiori controlli sul territorio, maggiori passaggi delle auto delle forze dell’ordine, maggiore presenza. In sostanza, questo territorio era abbandonato, resta abbandonato e dalle prospettive che si vedono sarà  abbandonato”.

Massa di Somma: per sfuggire all’arresto tampona un’auto nel traffico per poi finire in una recinzione

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  Massa di Somma: per sfuggire all’arresto tampona un’auto nel traffico per poi finire in una recinzione. Carabinieri arrestano 28enne   A Massa di Somma i carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio hanno arrestato per furto aggravato in concorso e resistenza il 28enne già noto alle forze dell’ordine Salvatore Avagnano. L’uomo, di Scampia, è stato notato dai militari mentre percorreva le strade di Massa a bordo di una Jeep Renegade in compagnia di un’altra persona. L’auto era stata appena rubata. Inizia l’inseguimento che dura poco ma è sufficiente per creare panico nel traffico. La jeep, prima di fermarsi, urta contro una chevrolet matiz con a bordo una donna per poi impattare contro una recinzione. I due tentano di fuggire a piedi e il 28enne viene bloccato dopo una colluttazione. Perquisito, l’uomo è stato trovato in possesso di un dispositivo elettronico capace di manomettere le centraline delle auto. Per la donna a bordo della Matiz 30 giorni di prognosi. Per uno dei Carabinieri intervenuti 5 giorni di riposo. L’arrestato è in attesa di giudizio. Sono in corso indagini per identificare il complice.  

Bimbo trapiantato con cuore danneggiato, si passa alla terapia per alleviare le sofferenze

Il bambino trapiantato con un cuore danneggiato ricoverato all’Ospedale Monaldi avrà  un nuovo percorso che prevede l’alleviamento delle sofferenze, che non è l’eutanasia ma ferma l’accanimento terapeutico.
Lo ha detto il legale della mamma del piccolo, Francesco Petruzzi ai medici dell’Ospedale partenopeo, confermando all’ANSA quando annunciato in diretta tv alla trasmissione Dritto e Rovescio su Rete 4. “Abbiamo preso questa decisione – ha spiegato sempre all’ANSA – dopo essere stati del medico legale che ha visionato la documentazione e ha detto che la cosa più umana da fare è ora chiedere questa procedura”. “Il medico legale – ha aggiunto Petruzzi – ci ha anche detto che non serve chiedere ancora dei pareri a ospedali all’estero”. “Tolta la sedazione, il bambino non si è svegliato – ha raccontato l’avvocato – Avendo valutato una prognosi certamente infausta ho mandato una Pec al Monaldi per una Pcc, pianificazione condivisa delle cure, istituto introdotto nel 2017: ci tengo a precisare che non è l’eutanasia ma evita gli accanimenti terapeutici e passa tutta la terapia clinica dalla guarigione all’alleviamento delle sofferenze. Il Monaldi – ha aggiunto – dopo un’ora dalla Pec ha accettato e nelle prossime ore  ci sarà il primo accesso a cui parteciperanno i genitori e il medico di parte per pianificare il percorso terapeutico della terapia antidolore”. Il legale ha inoltre precisato all’ANSA che “nella documentazione che mi hanno mandato dall’ospedale ho notato che il primo parere del gruppo multidisciplinare è stato fatto il 6 febbraio, 45 giorni dopo il trapianto del cuore che non ha funzionato”. (ansa)

Immenso il patrimonio dei Medici di Ottajano amministrato dal principe Giuseppe III (1745- 1793)

Negli uffici del Palazzo Medici e in due palazzi lungo la strada del Vaglio lavoravano ogni giorno non meno di venti “scrivani”, guidati da Giovanni Bifulco, membro della famiglia che un sindaco di Ottajano, anche lui di nome Bifulco, giudicò “fedelissima” ai Medici. I “serventi” della famiglia, che occupavano le stanze prossime all’ingresso del cortile, erano almeno dodici: un documento ci dice che il capo dei cuochi si chiamava Sebastiano ed era “napolitano”: forse lo condusse a Ottajano la moglie di Giuseppe, Vincenza Caracciolo dei principi di Avellino. Correda l’articolo il ritratto di Giuseppe III, opera di Paolo Di Maio.   Dunque, l’architetto Luca Vecchione riuscì a realizzare il progetto di Giuseppe III Medici (1745- 1793), trasformare il Castello in Palazzo, e farne un “luogo” di “requie e di travaglio”, di riposo e di lavoro. Non parlerò dell’eccezionale “processo” giuridico-politico che pose fine al sistema dei feudi e stabilì nuove relazioni giuridiche e finanziarie tra le amministrazioni cittadine e le famiglie feudali. La riforma definì burgensatici i beni che restavano di “diretta” proprietà di quelle famiglie: i notai Francesco Stanziano e Donato Antonio Cervelli riuscirono a classificare come beni burgensatici dei Medici un palazzo e una taverna alla strada del Vaglio e altre tre taverne, alla Zabatta, in contrada Campitello e “nel quartiere di San Giuseppe”: questa nel 1792 venne “appigionata per 217 annui ducati” a Michele Iervolino e ad Aniello Menichino. Tra i beni burgensatici c’erano anche una masseria in Terzigno, la masseria Beneficio, “sulla strada confinale con Striano”, e la vigna “detta di Mannillo”. Le due masserie garantivano a Giuseppe una rendita annua complessiva di circa 800 ducati: la famiglia D’Ambruosi – detta i “Vammana” – gestiva in affitto vaste porzioni dell’una e dell’altra masseria, mentre la “vigna” era diretta da Tommaso Bifulco. I “corpi feudali”, gestiti in collegamento con gli amministratori di Ottajano, – i documenti elencano 28“corpi”- vennero affidati da Giuseppe a Giovanni Ranieri e ad Antonio Cola, che, amici di Luigi de’ Medici, mantennero l’incarico anche dopo la morte di Giuseppe .  Centinaia erano le moggia di vigneti e oliveti, e almeno 60 erano nel 1790 i “fittaioli”, i fittavoli: ci limitiamo a citare Giuseppe Barra “per una massaria di moggia 100 con casino in contrada San Leonardo” e i nomi di alcuni luoghi: la vasta contrada “Casamazza”, “Casa Scorreri”, “Mondezzaro”, contrada “Caldarella” e contrada Starzolella, gestita da Michele e Luigi Fabbrocini, i cui eredi avrebbero svolto un ruolo importante nella storia di Terzigno. Un fatto è certo: tra i fittavoli ci sono i membri di tutte le famiglie che nell’’Ottocento e anche nel Novecento avrebbero costituito la borghesia ricca e potente di Ottajano, di San Giuseppe e di Terzigno. Tra i beni feudali c’era anche la “Taverna del Passo”, di cui i documenti ci forniscono una descrizione minuziosa e lunga, che forse pubblicherò, perché quella taverna ha svolto un ruolo importante nella storia di Ottaviano. Nel 1790 la gestivano Michele Mazza e Giuseppe Menichino e pagavano, ogni anno, 1750 ducati: il forno del pane garantiva lauti guadagni giornalieri. La famiglia Menichino gestiva, con Luigi Pascale, anche la “maccaronaria” – in seguito l’edificio divenne proprietà dei Pascale-, mentre la “casa della macina” e la “gabella della macina” erano nelle mani di Nicola Cutolo e di Pasquale Ranieri. La “taverna nella contrada Passanti” “venne appigionata” nel 1792 a Emanuele Albano, figlio del notaio Antonio, mentre Nicola Finiello ebbe in affitto la Taverna del Mauro, “lungo la strada che conduce alla Torre di Ave Gratia Plena”, cioè Torre Annunziata: la taverna “Belcampo” in San Gennarello dal 1793 al 1800 cambiò ogni anno fittavolo. Una lunga battaglia venne combattuta dagli avvocati dell’amministrazione di Ottajano e da quelli di Giuseppe III per definire il diritto di proprietà sulle masserie del “Greco di sopra” e del “Greco di sotto” in un momento in cui incominciava ad accendersi la discussione con Nola per fissare i confini tra Ottajano e la città “episcopale”: le due masserie garantirono nel 1799 una rendita complessiva di 800 ducati: tra i “fittaiuoli” c’erano Crescenzo Fontanarosa, Domenico Iervolino e Nicola Ragosta: ad essi Giuseppe III Medici affidò il controllo del complicato “mercato del vino” di Ottajano, mentre Matteo Miranda ebbe l’incarico di sovrintendere alla produzione e al commercio dell’olio. Vincenzo D’Ambruosi e Pasquale Nunziante si occuparono delle proprietà che i Medici possedevano a Sarno. Un articolo a parte dedicherò alla “taverna in contrada Piazzolla”, fonte di cospicui guadagni per i Medici, perché il suo destino fu strettamente legato alla disputa sui confini tra Nola e Ottajano. Un personaggio notevole fu, dunque, Giuseppe III Medici. Ma quando il principe, che era iscritto alla Massoneria, tentò di sostituire a Ottajano il culto della Madonna del Carmine con quello della Madonna delle tre Corone, venerata a Sarno, si scatenò la rivolta degli Ottajanesi. E lui si fece ritrarre da Paolo Di Maio con l’immagine della Madonna “sarnese”: ma di tutto questo abbiamo già parlato.

Il Comune di Somma Vesuviana celebra il Centenario della Nascita di Gaetano Arfè

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  Lunedì 23 febbraio prossimo, la Città di Somma Vesuviana ricorderà un suo illustre concittadino, Gaetano Arfe ‘, nel centenario della sua nascita. Alla manifestazione, che si terrà alle ore 10 nella sala del consiglio comunale, parteciperanno la commissaria prefettizia dottoressa Ida Carbone, il prof Aniello Cimitile e ed il prof Ciro Raia. Dirigente socialista e della sinistra, partigiano, giornalista,  politico, educatore ,  Arfè è stato uno dei più importanti storici del nostro paese nonchè parlamentare e protagonista della storia culturale del secondo dopoguerra.

Tragedia sulla 268 a Sant’Anastasia, muore sotto gli occhi della moglie

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SANT’ANASTASIA – Tragedia nel primo pomeriggio a Sant’Anastasia, dove un uomo ha perso la vita dopo essere stato colto da un improvviso malore mentre si trovava al volante della propria auto. La vittima, residente a San Sebastiano al Vesuvio, era in compagnia della moglie al momento dell’accaduto. I due stavano percorrendo via Pomigliano quando, giunti nei pressi del ponte della Statale 268, il conducente si è sentito male. In pochi istanti ha perso il controllo del veicolo, che è uscito dalla carreggiata terminando la sua corsa fuori strada. L’impatto non sarebbe stato particolarmente violento, ma le condizioni dell’uomo sono apparse subito gravissime. Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti rapidamente gli agenti della polizia locale di Sant’Anastasia, che hanno avviato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Presenti anche i sanitari e il medico legale, chiamato per gli accertamenti di rito. Purtroppo, per l’uomo non c’è stato nulla da fare: il malore si è rivelato fatale. Agli agenti è spettato anche il delicato compito di regolare la viabilità in un tratto particolarmente trafficato, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Via Pomigliano e l’area del ponte della 268 sono infatti snodi molto frequentati, con inevitabili rallentamenti alla circolazione durante le operazioni di soccorso e messa in sicurezza. Secondo quanto ricostruito, la coppia si era recata a Sant’Anastasia per alcune commissioni e per fare la spesa. Il rientro verso casa si è trasformato, invece, in un dramma improvviso che ha lasciato sotto shock la moglie e quanti hanno assistito alla scena. Saranno ora gli accertamenti medici a chiarire con precisione le cause del decesso.