Ieri con uno striscione hanno esortato i lavoratori della Fiat di Pomigliano a votare per “Stato Sociale”, il gruppo bolognese in lizza al festival di Sanremo. Artisti che ieri si sono esibiti davanti a milioni di telespettatori appuntando sulle loro giacche i nomi dei cinque operai licenziati nel 2014 dall’azienda automobilistica per aver simulato il suicidio di Marchionne. Operai che l’anno scorso sono stati definitivamente reintegrati dal giudice del lavoro ma che l’azienda non vuole far rientrare in fabbrica preferendo erogare loro ogni mese lo stipendio. Intanto stamattina giungeranno a Sanremo gli ex licenziati “rifiutati” dalla Fiat. Obiettivo: ringraziare di persona i componenti della band emiliana “per il coraggio dimostrato”. “La nostra lotta – anticipano intanto Mimmo Mignano, Antonio Montella, Marco Cusano, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore – ha avuto la solidarietà di tanti artisti e intellettuali, come Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Francesca Fornario, il presidente onorario della Cassazione, Ferdinando Imposimato. Ma vedere i nostri nomi sulle magliette di un gruppo che si esibisce a Sanremo ci ha decisamente spiazzati e riempiti di gioia. Gli Stato Sociale oltre ad avere talento musicale sono uomini di gran coraggio”. Quindi il riferimento alla vertenza. “La Fiat – aggiungono i cinque operai – nonostante una sentenza che la obblighi a reintegrarci preferisce pagarci e tenerci fuori, ci tiene in “vacanza forzata”. A noi le vacanze piacciono e pensiamo che tutti gli sfruttati non debbano vivere per lavorare, come dice la canzone degli Stato Sociale, ma ci piacerebbe ritornare in fabbrica per la difesa delle libertà politiche e sindacali insieme ai nostri amici e colleghi. Ma questo ci viene negato”.








