Le scuole del polo industriale in crisi si preparano agli esami di Stato tra difficoltà logistiche e didattiche. Caldo insopportabile nelle classi, problemi di collegamento, edifici inadeguati e attrezzature scolastiche obsolete risultano anche da queste parti gli ostacoli alla corretta istruzione. In questo territorio ammontano a 8 gli istituti superiori ubicati nel triangolo Pomigliano-Acerra- Casalnuovo, al cui interno si trovano le fabbriche più grandi del Mezzogiorno, la Fiat, l’Alenia, la General Electric. E agli sbocchi occupazionali in queste aziende guardano i ragazzi dell’ITIS Barsanti di Pomigliano, principale istituto tecnico industriale dell’area: 1100 iscritti e 173 studenti all’esame. “Secondo quanto ci hanno spiegato – racconta Mario Liguori – questa scuola presenta una buona percentuale di iscritti che trovano un’occupazione nelle fabbriche. Ma io non sono così ottimista: è difficile l’inserimento”. In base allo studio Eduscopio della fondazione Agnelli dal Barsanti ha finora fatto ingresso nelle aziende del territorio fino a un raggio di 10 chilometri dalla scuola il 30 % dei diplomati. “Ma è necessario che vengano ammodernati i laboratori – fa notare Antonio Di Gennaro, 19 anni – alcune attrezzature sono obsolete anche se questo problema è stato in parte risolto con una buona alternanza scuola lavoro nelle fabbriche”. I problemi logistici sono però quelli più sentiti. “I piani superiori sono roventi in questo periodo – lamenta Pasquale Laudiero, studente che proviene dalla vicina Sant’Anastasia – e abbiamo problemi all’impianto idrico, la pista di atletica è malandata e ci vogliono più bidelli. Per non parlare dei collegamenti: le corse dei bus CTP saltano continuamente. Giungere qui dai comuni vicini non è facile. Parecchi entrano spesso in ritardo”. A ogni modo l’edificio dell’Itis è grande e moderno. Grande e moderno è anche lo stabile del liceo classico-scientifico-linguistico-scienze applicate Alfonso Maria de’ Liguori, ad Acerra: 215 i maturandi su 1260 iscritti. “Anche quest’anno – spiega lo studente Antonio Esposito – abbiamo dovuto far fronte alla carenza di sedie, banchi, scrivanie. Da giorni inoltre è stato tremendo stare nelle classi al secondo piano a causa del caldo insopportabile. Inoltre quasi tutti veniamo accompagnati in macchina dai nostri genitori perché i collegamenti pubblici sono molto carenti”. Problemi notevoli di collegamento ma anche strutturali all’istituto tecnico a indirizzo economico e liceo scientifico Siani di Casalnuovo: 1150 iscritti e 175 ragazzi agli esami. “Non è stato semplice studiare ma ce l’abbiamo fatta lo stesso grazie allo sforzo di tutti – spiega Gisella Pelliccia – al Siani mancano 12 aule per cui per evitare i doppi turni è stato necessario far ruotare le classi creando un giorno in cui si fanno solo due ore di educazione fisica e allungando le ore di lezione negli altri”. Letteralmente flagellato da gravi difficoltà logistiche è il più grande istituto superiore del territorio, l’Isis Europa di Pomigliano, il professionale per il commercio: 1430 iscritti dei quali 150 maturandi. “Siamo divisi in 4 palazzi – racconta Marianna Aliprandi – 3 si trovano a Pomigliano e uno a Casalnuovo. Tutti edifici concepiti per civile abitazione e non come scuola. Poi abbiamo sempre avuto problemi di collegamento a causa della circumvesuviana che funziona male e dei bus carenti”. Problemi strutturali e di collegamento anche per il liceo classico scientifico Imbriani di Pomigliano, il liceo in cui si diplomò Luigi Di Maio. Qui dei 1100 iscritti sono 200 i ragazzi che andranno agli esami. “Siamo isolati – racconta Felice D’Onofrio – la stazione circum è pericolosa. La succursale, poi, non ha la palestra…”.



