La vicenda del piccolo Domenico Caliendo registra un nuovo sviluppo sul fronte giudiziario. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha disposto la sospensione dall’esercizio della professione per due medici coinvolti nell’inchiesta relativa al trapianto di cuore eseguito all’ospedale Monaldi lo scorso dicembre.
Il provvedimento riguarda il cardiochirurgo Guido Oppido, destinatario di una sospensione di dodici mesi, e la collega Emma Bergonzoni, per la quale è stata invece stabilita una misura interdittiva della durata di sette mesi. Entrambi sono indagati per presunti falsi nella documentazione sanitaria relativa all’intervento che aveva interessato il piccolo paziente, deceduto il 21 febbraio scorso dopo settimane di ricovero.
La decisione del gip arriva al termine degli accertamenti coordinati dalla Procura di Napoli. Nella mattinata di ieri i Carabinieri del Nas hanno notificato la misura ai due professionisti e informato l’Ordine dei Medici competente.
Secondo l’ipotesi investigativa, una parte delle informazioni riportate nella cartella clinica non corrisponderebbe alla reale successione degli eventi verificatisi durante l’intervento chirurgico. In particolare, l’attenzione degli inquirenti si concentra su due momenti ritenuti decisivi.
Il primo riguarda l’avvio della circolazione extracorporea, che sarebbe stato anticipato rispetto all’arrivo dell’équipe incaricata di trasportare l’organo destinato al trapianto. Il secondo punto contestato riguarda invece le operazioni di espianto del cuore malato del bambino, che, secondo l’accusa, sarebbero iniziate prima che fosse accertata la piena utilizzabilità dell’organo donato.
A supporto di questa ricostruzione vi sarebbero immagini video e ulteriori elementi acquisiti durante le indagini, che avrebbero consentito di ricostruire con precisione la sequenza temporale dei fatti.
Nel provvedimento il giudice avrebbe inoltre evidenziato criticità nella gestione delle informazioni fornite ai familiari del bambino. La famiglia Caliendo, infatti, sostiene di aver appreso alcuni particolari dell’accaduto soltanto settimane dopo l’intervento, attraverso le notizie diffuse dagli organi di informazione.
I difensori dei due medici hanno già annunciato battaglia legale. Le difese intendono impugnare la decisione davanti al Tribunale del Riesame, contestando la ricostruzione accolta dal gip e chiedendo la revoca delle misure interdittive. Dall’altra parte, i legali della famiglia del piccolo Domenico parlano invece di un primo importante riconoscimento giudiziario nell’ambito di una vicenda che continua a suscitare forte emozione nell’opinione pubblica.






