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Una nuova civiltà: i Micenei e il Segreto della Porta dei Leoni

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Bentornati al ventunesimo appuntamento di “Riavvolgi il futuro”. 

Oggi scopriremo una nuova civiltà: i Micenei e le loro città-Fortezza. Articoleremo  questo nostro discorso in tre brevi fasi e esploreremo nel nostro piccolo angolo dell’esperto uno dei monumenti più significativi della civiltà.

 

 I Micenei e le città-fortezza: La civiltà micenea, considerata l’erede di quella cretese, trae il proprio nome dalla celebre città di Micene, definita da Omero ricca d’oro. Questo centro sorgeva nell’Argolide, nel Peloponneso nord-orientale, e rappresentava uno dei nuclei più potenti, fortemente militarizzati e sofisticati del mondo miceneo. La transizione e la nascita di questa civiltà derivano dall’unione tra le popolazioni indoeuropee stanziatesi nella Grecia continentale e la forte influenza culturale e artistica esercitata da Creta tra il XVI e il XV secolo a.C. Per scopi cronologici, la civiltà micenea viene tradizionalmente suddivisa in tre periodi principali: il Miceneo antico, il Miceneo medio e il Miceneo tardo.

 Miceneo antico (1600-1500 a.C.): Durante la prima fase della civiltà micenea, gli influssi della vicina Creta sono ancora profondamente evidenti, tanto che la produzione artistica e ceramica riprende i medesimi temi e motivi della civiltà minoica contemporanea. L’architettura residenziale di questo periodo iniziale è ancora poco conosciuta, mentre la principale testimonianza archeologica è costituita dalle ricche tombe a fossa, caratterizzate da corredi funebri sontuosi. Un esempio straordinario di questa eccezionale produzione metallurgica è la celebre Tazza da Vafliò, rinvenuta in Laconia e visibile in image.png. Questo manufatto d’oro presenta una decorazione a sbalzo che raffigura la cattura di alcuni tori feroci, un tema tipicamente cretese trattato con maestria dai micenei. All’interno delle tombe reali di Micene, l’archeologo tedesco Heinrich Schliemann portò alla luce anche cinque maschere funebri in lamina d’oro, tra cui la celebre Maschera di Agamennone,caratterizzata da tratti stilistici raffinati e da una linea incisa che definisce le palpebre chiuse, i baffi e la barba geometrica del defunto.

 Miceneo medio (1500-1400 a.C.): Il periodo di mezzo si distingue principalmente per l’introduzione e la diffusione di una nuova e monumentale architettura funeraria: la tomba a tholos. La tholos è una sala sotterranea a pianta circolare formata da una pseudo-cupola ogivale. La struttura si regge per gravità grazie a filari concentrici di grandi massi squadrati che, salendo verso l’alto, si restringono progressivamente aggettando rispetto a quelli sottostanti, fino a chiudersi con una pietra tombale finale. La superficie interna veniva poi perfettamente levigata. Il più celebre e imponente esempio di questa ingegneria è il Tesoro di Atreo, noto anche come Tomba di Agamennone, situato a Micene. L’accesso avviene tramite un lungo corridoio scoperto, chiamato dromos, che conduce a un’ampia apertura trapezoidale sormontata da un’imponente architrave monolitico. Sopra l’architrave si trova il triangolo di scarico, un accorgimento architettonico studiato per deviare il peso delle murature sovrastanti verso i piedritti laterali, proteggendo l’architrave stesso da eventuali crolli.

 Miceneo tardo (1400-1100 a.C.): L’ultima fase della civiltà micenea si caratterizza per la costruzione di imponenti mura difensive che circondano i palazzi reali e le acropoli, portando alla definizione delle città-fortezza. Queste fortificazioni venivano chiamate “ciclopiche” poiché realizzate con enormi blocchi di pietra che gli antichi greci ritenevano potessero essere stati sollevati e posizionati unicamente dai mitici giganti Ciclopi. Un esempio emblematico di questo sistema difensivo è l’acropoli di Tirinto, dotata di camminamenti coperti all’interno delle mura e accessi protetti da propilei monumentali.

All’interno di queste cittadelle fortificate, il cuore politico e religioso era costituito dal megaron. Il megaron era una grande sala strutturata in tre spazi successivi: un vestibolo aperto verso l’esterno con due colonne tra le ante, un antisala  e la sala del trono propriamente detta. Al centro di quest’ultimo ambiente si trovava un grande focolare circolare, circondato da quattro colonne che sorreggevano la copertura e attorno al quale si riunivano il sovrano, chiamato wànax, e la sua corte. Tra i palazzi meglio conservati spicca il Palazzo di Nestore a Pilo, che mostra ancora pavimentazioni decorate e tracce del focolare centrale.

💡 L’Angolo dell’Esperto: Il Segreto della Porta dei Leoni 

La Porta dei Leoni di Micene rappresenta il più antico e monumentale esempio di scultura architettonica nel contesto europeo. Inserita magistralmente all’interno delle celebri mura ciclopiche, la struttura colpisce non solo per la sua imponenza difensiva, ma soprattutto per la straordinaria intuizione ingegneristica del triangolo di scarico. Sopra il mastodontico architrave monolitico, infatti, i costruttori micenei hanno ricavato uno spazio triangolare per alleggerire il peso della muratura sovrastante, deviandolo sui piedritti laterali. Il vuoto è stato colmato da una lastra calcarea scolpita a rilievo con due leonesse rampanti, disposte in modo simmetrico ai lati di una colonna di tipo minoico. Questa composizione araldica non rispondeva soltanto a esigenze statiche, ma svolse una potente funzione propagandistica e apotropaica. I felini, benché oggi privi delle teste originariamente realizzate in materiali preziosi o pietra diversa, simboleggiano la forza indomita della dinastia reale e la protezione divina sulla città, ammonendo chiunque varcasse la soglia della roccaforte.

Ed eccoci arrivati alla fine cari artisti e artiste, se siete giunti fin qui vi attendo nel prossimo appuntamento per andare alla scuoterti di altre grandi civiltà 

P.S.: Vietato mancare ;^) . A presto!!!!! :^)

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