Orgoglio Pomiglianese: il carabiniere di 23 anni che ha fermato il violentatore di Mestre
È di Pomigliano d’Arco il giovane che ha messo fine alla fuga dell’aggressore seriale: coraggio, intuito e senso del dovere anche fuori servizio.
Ha soli 23 anni ma una lucidità e un coraggio da veterano. Si chiama Carmine Tondi e viene da Pomigliano d’Arco, terra di lavoro e di dignità, che oggi può vantare con fierezza uno dei suoi figli tra gli eroi silenziosi dell’Arma. È stato proprio lui, un giovane carabiniere in forza a Mestre, a riconoscere e fermare Massimiliano Mulas, il 45enne senza fissa dimora accusato della brutale aggressione a una bambina di 11 anni.
Ma il cuore di questa storia batte tutto per Pomigliano. Carmine, cresciuto tra i vicoli e le piazze di una città che conosce bene il valore della comunità e della responsabilità, ha messo in pratica quello che lì si insegna fin da piccoli: quando c’è bisogno, non si resta a guardare.
Il carabiniere non era in servizio. Aveva appena saputo della violenza avvenuta in città e, come racconta lui stesso, “non potevo restare fermo. Mi sono diretto subito in caserma, e con altri colleghi abbiamo diviso la zona di Mestre per setacciare ogni angolo.” È stato nei giardini di via Piave, mentre passava in rassegna il quartiere, che ha notato un uomo nervoso, che fermava i passanti per chiedere informazioni.
“Mi ha insospettito – spiega Tondi – aveva uno sguardo agitato, camminava avanti e indietro senza meta, parlava con tutti, sembrava cercare qualcosa.” Era proprio Mulas, tornato sul luogo del delitto per recuperare il marsupio con soldi e documenti, perso nella fuga.
Carmine ha fatto quello che ogni carabiniere dovrebbe fare, ma che non tutti riescono a fare con tanta prontezza: ha seguito l’intuizione. Si è avvicinato, lo ha chiamato per nome. Quando Mulas ha detto di non avere i documenti con sé, Carmine ha capito che aveva davanti la persona che stavano cercando. Lo ha accompagnato in caserma: lì l’identità è stata confermata.
Un gesto che ha ricevuto il plauso anche del presidente della Regione Veneto, ma che a Pomigliano vale doppio. Non è solo l’orgoglio per un gesto eroico, è il riconoscimento di un modo di essere, di una cultura della responsabilità che affonda le radici nel tessuto sociale della città.
Pomigliano non è solo fabbrica e fatica. È anche dedizione, prontezza, senso civico. E Carmine Tondi ne è l’esempio vivente. Un ragazzo cresciuto con la schiena dritta, che non ha esitato un istante a intervenire pur essendo fuori servizio, mostrando cosa significa davvero indossare una divisa.
Oggi tutta Pomigliano lo guarda con ammirazione, fiera di un figlio che ha onorato non solo l’Arma, ma anche la sua terra. E a chi lo conosce fin da bambino, questo gesto non sorprende affatto.
Pomigliano d’Arco, ancora una volta, c’è. E fa la differenza.
Nella foto Carmine Tondi



