Grave accusa a carico del maggiore della municipale Giovanni Trezza e di un funzionario dell’ufficio tecnico comunale di Acerra. A saccheggiare su ordinazione le porte della “scuola più bella del mondo” del film di Papaleo e De Sica sarebbero stati due operai del municipio.
E’ una storia che se analizzata leggendo gli atti della magistratura non può che risultare triste se non addirittura raccapricciante. Questo perché il primo circolo didattico di Acerra, “la scuola più bella del mondo ” dell’omonima commedia interpretata da Rocco Papaleo e Cristian De Sica, sarebbe stato depredato per ordine del vicecomandante della polizia municipale, il maggiore Giovanni Trezza, e di un funzionario dell’ufficio tecnico comunale. Furti di infissi messi a segno nell’edificio ed eseguiti da due operai del comune.
E’ l’ipotesi scioccante contenuta nell’avviso di garanzia spedito dalla procura di Nola a Trezza e ad altri tre indagati, il 20 aprile scorso. Secondo il pubblico ministero Maurizio de Franchis, Trezza e un funzionario dell’ufficio tecnico avrebbero ordinato a due operai del comune di rubare 15 porte in alluminio del primo circolo, chiuso da tre anni di fila per motivi strutturali ma non ancora definitivamente chiariti. La scuola è stata nel frattempo saccheggiata. Di recente ha pure subito un incendio. Il sospetto degli investigatori è che attrezzature e suppellettili dell’edificio siano finite nel florido mercato nero che foraggia i furti di materiali appartenenti al patrimonio pubblico.
Intanto i bambini del primo circolo didattico, già nel 2012, sono stati dirottati in una serie di plessi, alcuni dei quali sono letteralmente di fortuna. Poi la situazione della elementare più importante della città è tornata alla ribalta l’anno scorso con il film “ la scuola più bella del mondo ”. La facciata dell’edificio fa infatti da sfondo alle scene della pellicola interpretata da Rocco Papaleo e Christian De Sica. Una commedia che al suo debutto aveva però suscitato l’ira di alcuni insegnanti e genitori di Acerra, adirati per una scena del film in cui i bambini napoletani recitavano con i volti travisati da fazzoletti, comparendo cioè come una sorta di baby gang in stile western. Stavolta però la magistratura sta facendo emergere tutta un’altra storia. Stavolta in base alle ipotesi di reato formulate dalla procura di Nola i cattivi sarebbero i più grandi, quelli che dovrebbero proteggere e tutelare i bambini e le loro scuole.
Il vicecomandante Trezza è indicato nel provvedimento del pubblico ministero quale responsabile degli immobili di proprietà del comune. Secondo l’accusa sarebbe stato lui che, insieme a T.A., coordinatore dello stesso servizio comunale, avrebbe determinato il peculato ordinando a due operai del comune M.C. ed R.C., di staccare dai muri della scuola le porte di alluminio. Questa inchiesta della magistratura, ormai giunta a un punto di svolta, è stata resa possibile dalle segnalazioni dell’ambientalista locale Alessandro Cannavacciuolo, che ha allertato i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna. L’altro ieri i militari, su delega della Procura, hanno dato il via ai primi interrogatori degli indagati. “E’ assurdo: è il comune che ruba a se stesso” – commenta Cannavacciuolo – inoltre non solo sono stati usati mezzi pubblici per consumare il reato ma è stato anche trasportato abusivamente rifiuti speciali, che sono l’alluminio e le vernici che lo coprono: materiali che potevano essere rimossi solo nei modi consentiti dalla legge”.
Ma non è finita. Ultimamente era stato segnalato ai carabinieri anche un altro episodio: all’interno di vari depositi di Acerra sarebbero state accatastate tonnellate di legna da ardere tagliata dalle piante che crescono negli spazi pubblici. Azioni illegali dettare sempre dallo stesso motivo: rivendere al mercato nero il materiale di proprietà del comune. Anche in questo caso sarebbero coinvolti dipendenti municipali. Intanto Cannavacciuolo rivolge un appello alla cittadinanza: “ Bisogna denunciare tutto ciò che non va ai carabinieri e alla polizia ”.



