Utili finanziari su ma occupazione giù. Si può sintetizzare in questa pardossale espressione la situazione attuale del gruppo FCA. Intanto da Pomigliano a Mirafiori, da Cassino a Melfi il gruppo nazionale delle produzioni automobilistiche sta facendo registrare un calo che si traduce in una serie di chiusure collettive provvisorie annunciate un po’dappertutto in Italia, sia attraverso l’utilizzo della cassa integrazione che delle ferie e dei permessi retribuiti. Emblematica è la situazione in cui è piombato il sito di Pomigliano. Oggi nella fabbrica della Panda l’azienda comunicherà le giornate del più lungo stop produttivo fatto registrare nell’era dell’utilitaria, cioè dall’ormai lontano 2011. L’impianto (4500 addetti) chiuderà i battenti per 18 giorni consecutivi, dal 22 dicembre all’8 gennaio. Il 22 dicembre si utilizzeranno permessi retribuiti o ferie, il 27, 28 e 29 dicembre la cassa integrazione per solidarietà, il 2 gennaio ancora permessi retribuiti e il 3, 4, 5 e 8 gennaio di nuovo cassa integrazione per solidarietà. Stop collettivo previsto anche per quattro date di febbraio. In questo caso si parla delle giornate dell’1, del 2, del 5 e del 6 ma se ne attende conferma ufficiale. L’azienda ha comunicato ai sindacati che nel primo bimestre del 2018 la Panda segna un calo degli ordini di 8mila vetture rispetto allo stesso periodo di quest’anno. Nel frattempo FCA Pomigliano sta iniziando a trasferire tutti i lavoratori dei settori B e C al settore A, dove c’è la possibilità di sfruttare il contratto di solidarietà per un periodo più lungo, fino all’estate del 2019. I timori però riguardano l’intero gruppo italiano. Martedi scorso alla Maserati di Modena hanno scioperato tutti i lavoratori nell’ambito di un’astensione proclamata dalla Fiom con l’obiettivo di avere certezze sul futuro occupazionale. La preoccupazione già manifestata nei giorni scorsi circa le prospettive degli stabilimenti del polo del lusso, in particolare circa gli impianti Maserati, è stata poi confermata da una ulteriore richiesta di ammortizzatori sociali, comunicata per i lavoratori di Grugliasco e Mirafiori dall’8 al 12 gennaio del 2018. A questa situazione si aggiungono preoccupazioni per i lavoratori di Mirafiori scaturite dalla scadenza degli ammortizzatori sociali fissata all’estate del 2018. Insomma, lo scenario complessivo degli stabilimenti italiani sembra non rispettare le previsioni ottimistiche dei mesi precedenti. Tanto per fare qualche altro esempio nello stabilimento di Cassino non è stato possibile concretizzare l’annuncio delle 1.800 assunzioni. Nell’impianto ciociaro, dove si producono le Alfa Romeo Stelvio, Giulia e Giulietta, degli 835 nuovi assunti con contratto interinale sono stati appena riconfermati solo 300 di questi e solo con contratti a tempo molto breve, fino al 31 gennaio prossimo. Inoltre per quanto riguarda lo stabilimento di Melfi la preoccupazione è relativa all’aumento delle fermate dell’impianto determinate dalla stabilizzazione dei volumi di Jeep e 500X e dalla riduzione progressiva fino alla cessazione completa della produzione della Punto. Preoccupazioni anche ad Avellino, alla FCA ex FMA di Pratola serra, dove si producono motori e dove l’azienda ha annunciato ai sindacati un fermo produttivo coincidente con le festività di fine anno e con alcuni lunedì, coperti con i permessi retribuiti dei lavoratori, compresi quelli non ancora maturati del 2018. Qui il calo produttivo riguarda il settore dei propulsori turbodiesel.





