È morta la scrittrice Michela Murgia, aveva 51 anni. Nei mesi scorsi ha rivelato di essere affetta da un carcinoma renale al quarto stadio.
È morta la scrittrice Michela Murgia, aveva 51 anni. Nei mesi scorsi ha rivelato di essere affetta da un carcinoma renale al quarto stadio. Murgia in questo periodo ha continuato a raccontarsi utilizzando i suoi canali social. Nata a Cabras, in Sardegna nel 1972.
Prima di dedicarsi alla sua passione per la scrittura è stata insegnante di religione e dirigente di una centrale termoelettrica. Intorno al 2004 raccontava in un suo blog la sua Sardegna e nel 2007 fu inserita tra gli scrittori riuniti nell’antologia Cartas de logu: scrittori sardi allo specchio. Successivamente nasce Il mondo deve sapere, prima edizione 2006, in cui l’autrice racconta una delle sue esperienze giovanili, come operatrice in un call center. Per Einaudi ha poi pubblicato Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede (2008). Ma il grande successo letterario arriva nel 2009, con il suo romanzo Accabodora e vince il premio Dessì, il Super Mondello e il premio Campiello. Nella storia si ritrova un’eco della sua infanzia, infatti, dedica il romanzo alle sue due madri, quella biologica e quella affidataria.
Negli anni successivi il suo successo si amplifica grazie anche alla sua attività teatrale e via podcast (Morgana, il quale è diventato anche un libro). Michela, inoltre, si fa portavoce di importanti temi che riguardano la parità di genere, nel caso di specie, affronta la questione del femminismo intersezionale.
Si intitola God Save the Queer il saggio del 2022, con il sottotitolo “Catechismo femminista”. Il tema del queer diventa centrale nell’ultima fase della sua vita.
Ricoverata in ospedale qualche giorno dopo, scriveva su Instagram: “ a chi mi chiede come sto do la risposta che dava Cesare de Michelis, posso stare meglio, ma non posso più stare bene”. Addio Michela Murgia.
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