Le immagini ( il video, preso da internet, è di Luigi Puglia ) parlano da sole. Allarme lanciato da Borrelli e Simioli.
“La nostra attività per un fiume Sarno sicuro e depurato prosegue senza sosta “, aveva dichiarato l’ex assessore regionale ai lavori pubblici Edoardo Cosenza. Dichiarazioni che risalgono al febbraio scorso e che sono relative a una perlustrazione sul posto dei lavori di depurazione delle acque lungo uno dei più corti fiumi del mondo. Corso d’acqua che però nello stesso tempo batte un altro record, quello di uno dei fiumi più inquinati del pianeta. E il video girato ieri mattina da Luigi Puglia non lascia spazio al dubbio: tonnellate di rifiuti solidi urbani galleggianti che a velocità sostenuta raggiungono la foce, all’altezza della marina di Castellammare, nella zona industriale della città stabiese. Rifiuti che si stanno riversando in mare. A poca distanza ci sono i primi lidi ultra frequentati, i lidi di Pozzano, con le loro sorgenti di acqua sulfurea. Qualche centinaio di metri più in là, le rinomate spiaggette dello Scrajo, zeppe di acque termali, del Capo La Gala e del Bikini. Dalle segnalazioni di queste ore pare che i rifiuti del Sarno siano già stati avvistati in costiera. Adesso ci si chiede quale sia la causa di questo ennesimo disastro ambientale. L’immondizia è stata scaricata a monte del fiume dalle solite ditte della camorra oppure qualcosa non ha per niente funzionato nel sistema ancora molto carente degli allacciamenti fognari e dei depuratori già quasi del tutto insufficienti ? Eppure sono passati pochi anni da quando, nel 2008, c’è stata la nomina ad alto commissario, per la bonifica del fiume, del generale dei carabinieri in pensione Roberto Jucci, ex comandante in capo dell’Arma. Tutti i media avevano salutato questo evento come la panacea dei mali dell’ avvelenatissimo bacino idrografico. Ma da allora si sono sprecati altri inutili annunci. I risultati sono condensati nel video girato ieri. ” Gli studi sul Sarno – spiega intanto il consigliere regionale di Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli – hanno permesso di accertare lo stato di grave inquinamento in cui versa la quasi totalità del corso d’acqua con l’eccezione delle acque sorgentizie. Il Sarno compie un percorso di circa 24 chilometri e attraversa un territorio comprendente 38 comuni, suddivisi tra le province di Avellino, Napoli e Salerno, perciò densamente popolato e con una forte presenza di industrie conciarie, conserviere e vetrarie. Questo fiume riceve le acque di numerosissimi affluenti minori e di due affluenti maggiori, il torrente Cavaiola e il torrente Solofrana. Per la brevità del suo corso e l’intensa urbanizzazione del suo bacino, il fiume subisce un notevole sfruttamento “. Rifiuti ma non solo. ” L’uso indiscriminato in agricoltura di fertilizzanti ed antiparassitari chimici – aggiunge Borrelli – rappresenta nella valle del Sarno una considerevole fonte di inquinamento non solo delle acque superficiali del fiume ma soprattutto delle falde”.



