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“Detti, ripetuti e contraddetti”: primo elenco di aforismi e di “sentenze” da usare su “fb”: per rinnovare il corredo.

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La nostra Befana. Poiché abbiamo notato che da qualche tempo su “fb” gli “amici” pubblicano, soprattutto di lunedì e nelle vigilie delle feste importanti, aforismi già consumati dall’uso e “pensieri”  che non dicono più nulla di  nuovo, assumiamo l’impegno di fare ricerche, di trovare repertori e di “pescare” qualche “battuta” poco nota, qualche  “sentenza” che faccia effetto,  qualche gioco di parole e di immagini che possa provocare un lungo “sciorino” di “botte” e di risposte con gli amici. Non è bello vedersi costretti a copiare ciò che altri hanno copiato da altri ancora. I lettori potranno agevolmente modificare gli aforismi da noi pubblicati, creando “battute” originali: è nostra intenzione istituire un vero e proprio “Concorso dell’aforisma”. Non mancheranno le “battute” di Pepe Marlò Mastriani,  ispirate dalle tragicomiche vicende della Terra dei Vituli e di Atejano Osca, i due “luoghi” immaginari in cui egli ambienta i suoi racconti.

 

Partiamo  con i “Pensieri spettinati”  di Stanislaw Lec, consigliati da Umberto Eco:“Si può morire a Sant’ Elena, senza essere Napoleone”. E dunque si può dormire a Palazzo Chigi senza essere De Gasperi.“Ci saranno sempre degli Eschimesi che si sentiranno in diritto di consigliare agli abitanti del Congo come difendersi dal caldo.”. Questo celebre aforisma è facile adattarlo alle vicende italiane dei giorni nostri. E questo vale anche per altri due noti “pensieri”: “ I roghi non illuminano le tenebre” e “Ha posseduto la scienza, ma non l’ha resa gravida”. Pepe Marlò Mastriani ricorda alcune feroci battute che un sindaco di Atejano Osca dedicò a un avversario politico: “ Certe volte vi sembrerà che sia concentrato nei suoi pensieri, ma vi ingannate: è solo miope, e non usa gli occhiali”.  “Parla, parla, parla, ma non sa quello che dice…Perché è sordo. Non lo sapevate?”. “E’ presente a tutti i battesimi e a tutti i funerali. Sa che i neonati e i morti non possono protestare.”.

E poi ci sono gli aforismi di Karl Kraus. “Democratico vuol dire poter essere schiavo di tutti”. “ La bruttezza del presente ha valore retroattivo”. “Ci sono delle persone che per tutta la vita serbano rancore a un mendicante perché non gli hanno dato niente”. “il giornale è la conserva del giorno”. “Prima di subire la vita, bisognerebbe farsi narcotizzare”. “Non ci sono donne incomprese. Esse sono semplicemente la conseguenza di una confusione di termini in cui incorse una femminista, in quanto le donne non vogliono essere comprese, ma afferrate. Perciò non ci sono donne incomprese”. Ovviamente, non condivido questo “pensiero”, ma l’ho pubblicato proprio per dimostrare che si può essere Karl Kraus, e nello stesso tempo antifemminista. “Posso pensare che una donna brutta, guardandosi allo specchio, arrivi  alla convinzione che l’immagine nello specchio sia brutta, e non lei. Allo stesso modo, la società vede nelle mie cronache la sua volgarità, e per la sua stupidità crede che il volgare sia io”.  “Un tempo le scene erano di cartone e gli attori erano veri. Oggi le scene sono al di là di ogni possibile dubbio e gli attori sono di cartone”.

Dalla scuola alla politica  si fanno chiacchiere interminabili sull’importanza delle competenze e dei competenti. Ma diceva Bernard Grasset: “ La soluzione del buon senso è l’ultima a cui pensino gli specialisti.” E aveva sentenziato Bernard Shaw: “ Chiunque sia un po’ specialista è, a rigor di termini, un idiota.”. In una città della  Terra dei Vituli  un sindaco  si vanta su “fb” di aver gettato nel cassonetto dell’immondizia  le coperte di un “barbone” che ingombravano il marciapiedi, e “mi sono lavato subito le mani” aggiunge, ridendo soddisfatto. “ Ha fatto bene – commenta Pepe Marlò Mastriani -, quelle coperte erano contaminate. Contaminate di umanità.”.  Il sindaco di Atejano Osca assegna ad un assessore ben 18 deleghe. E Pepe Marlò Mastriani commenta: “ Ha fatto bene, questo sindaco, a seguire le indicazioni della legge delle probabilità. In almeno uno dei 18 settori di competenza è probabile che quell’assessore ottenga qualche risultato soddisfacente.”.  Poi, dopo una pausa, aggiunge: “ Bisogna anche dire, però, che chi ha formulato la legge delle probabilità non  conosceva quell’assessore”.