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Da Raffaele Coccia, consigliere a Sant’Anastasia, una lettera aperta sull’autonomia regionale

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Raffaele Coccia, consigliere comunale del Pd a Sant’Anastasia, ha scritto ai parlamentari del collegio una accorata lettera aperta. Riceviamo e pubblichiamo il testo indirizzato agli onorevoli Luisa Angrisani (M5S), Vincenzo Carbone (Fi), Luigi Cesaro (Fi), Carmela Di Lauro (M5S), Gianfranco Di Sarno (M5S), Luigi Iovino (M5S), Teresa Manzo (M5S), Giovanni Pittella (Pd), Sergio Puglia (M5S), Paolo Russo (Fi), Lello Topo (Pd), Francesco Urraro (M5S).

Di seguito, la lettera:

Sono un consigliere comunale di Sant’Anastasia, paese napoletano di 27 mila abitanti. Ho imparato quanto sia difficile fare politica in una realtà complessa come la nostra. Cerco di dare quotidianamente il mio contributo per rendere migliore la vita dei miei concittadini.

Scrivo a voi, parlamentari eletti nei collegi che comprendono anche Sant’Anastasia, in merito alla richiesta di “autonomia regionale differenziata” avanzata da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Ritengo che un argomento così importante meriti una discussione politica e tecnica ben più ampia di quanto avvenuto finora.

Siete sicuramente consci  di quali conseguenze comporterebbe una scelta del genere. Come ricordato, infatti, dal professor Mazzarella “Bologna con la metà degli abitanti di Napoli riceve il doppio dei fondi per gli asili nido. Per un bambino napoletano quindi ci sono a disposizione un quarto delle risorse che sono a disposizione di un bambino bolognese”.

La situazione è critica. Il Parlamento non può essere escluso da una trattativa che condizionerà l’intera nazione. Si sta rischiando seriamente di peggiorare la già non facile situazione del Mezzogiorno d’Italia. Non bisogna, certamente, avere paura dell’autonomia. Questa infatti, se ben applicata, può aiutare il Sud ad esprimere pienamente se stesso.

Responsabilizzare le classi dirigenti del Mezzogiorno aiuterà ad avere Amministrazioni più efficienti e a far cessare la deriva clientelare, che da troppo tempo impedisce lo sviluppo delle nostre terre.

Il Parlamento nazionale, però, deve rivendicare il proprio ruolo. È necessario provvedere alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, da erogare uniformemente su tutto il territorio nazionale. Senza questo fondamentale passaggio, qualsiasi intesa rischierà di mettere in pericolo l’unità nazionale. Isolerebbe ancora di più il Sud, materializzando così lo spettro di una secessione, anche se mascherata.

Vi chiedo, pertanto, di farvi promotori di una decisa e comune azione parlamentare per bloccare il processo in atto. Ci sono battaglie politiche che devono vedere uniti tutti i nostri rappresentanti, indipendentemente dal partito di appartenenza. Non lasciate che gli interessi di parte prevalgano. Sono sicuro che tutti i nostri concittadini, se saprete difendere l’unità nazionale e il diritto di tutti i territori ad un uguale ed armonioso sviluppo, si stringeranno intorno a voi per una comune battaglia di giustizia e di civiltà.

In Fede                                                                                                  Raffaele Coccia