L’intesa sulle presidenze delle commissioni permanenti del Consiglio regionale della Campania resta estremamente fragile. Più che definita, appare sospesa, legata a un ultimo tassello che potrebbe far saltare o sbloccare l’intero equilibrio politico: un posto da questore nell’Ufficio di presidenza.
La bozza dell’accordo, elaborata dal vicepresidente del Consiglio regionale Mario Casillo e sottoposta al presidente Roberto Fico, ha già fatto avanti e indietro più volte. Secondo alcune fonti la soluzione sarebbe a portata di mano, ma altri sostengono che i ritocchi decisivi arriveranno solo all’ultimo momento, direttamente in aula, poco prima della seduta fissata per il 21 gennaio. Uno scenario già visto, come accadde durante l’insediamento dell’Ufficio di presidenza.
In realtà, le caselle da sistemare non sono otto, quante le commissioni permanenti, ma nove. Oltre alle presidenze, pesa infatti la composizione dell’Ufficio di presidenza, indispensabile per il funzionamento dell’assemblea. Senza commissioni operative, in particolare, non è possibile avviare l’iter del bilancio regionale, bloccando di fatto l’azione di governo.
Il nodo centrale riguarda il ruolo di un questore, quello con delega alle Finanze. Alleanza Verdi e Sinistra lo rivendica con forza, ritenendo inaccettabile una marginalizzazione all’interno della maggioranza di centrosinistra. Su questo fronte sono in corso interlocuzioni anche a livello nazionale. In caso di accordo, il pentastellato Raffaele Aveta sarebbe pronto a fare un passo indietro, liberando il posto.
Lo schema attualmente in discussione prevede tre commissioni al Partito Democratico, due al Movimento 5 Stelle – che punta alla Sanità – e una ciascuno a Casa Riformista, Partito Socialista e A Testa Alta. Avs entrerebbe nell’Ufficio di presidenza, mentre il M5S conserverebbe un ruolo chiave con la vicepresidenza affidata a Luca Trapanese.
A pagare il prezzo politico sarebbe la lista Fico Presidente, che resterebbe senza presidenze di commissione. Una scelta definita come “sacrificio necessario”, con la promessa di una successiva valorizzazione politica. Resta però l’incognita Noi di Centro di Clemente Mastella, finora esclusa dai giochi: un suo eventuale strappo potrebbe rimettere tutto in discussione



