Le dichiarazioni del patron di Medicina Futura, Improta.
Cliniche di Medicina Futura: salvi i tecnici e gli infermieri sui quali pendeva la spada di Damocle del licenziamento. Ieri è stato stipulato in extremis dall’azienda e dai sindacati l’accordo per il salvataggio dei lavoratori delle due cliniche di Pomigliano del gruppo sanitario privato, 37 tra tecnici e infermieri per i quali era stata aperta una procedura di licenziamento. L’accordo contiene l’applicazione dei contratti di solidarietà per 119 addetti, medici compresi, delle due strutture sanitarie ex San Felice ed ex Meluccio. La riduzione dell’orario di lavoro toccherà il tetto del 30 % sul volume orario per cui il salvataggio dei 37 dipendenti è stato reso possibile dalla riduzione salariale. Sullo sfondo però si staglia ancora il perdurante braccio di ferro tra l’Aiop, l’Associazione italiana ospedalità privata, e i commissari inviati dal governo per controllare tetti di spesa che i privati stanno contestando duramente. Commissari che, nonostante una precedente intesa raggiunta tra i privati e il governatore De Luca, hanno di recente trasmesso una circolare che impone gli stessi tetti contestati. Ma nonostante tutto ieri è stata stipulata lo stesso la revoca dei licenziamenti nelle cliniche di Pomigliano. “L’azienda ha fatto uno sforzo importante per evitare i licenziamenti e non creare disagi ai lavoratori e alle loro famiglie – commenta il presidente di Medicina Futura, Arturo Improta – alla vigilia dell’accordo con i sindacati per revocare la mobilità la circolare commissariale è infatti arrivata come una doccia gelata. In questi 12 mesi di solidarietà attendiamo un adeguamento del budget secondo i criteri dell’alta specialità e l’inserimento delle nostre strutture nella rete cardiologica delle emergenze, rete carente nel distretto dell’asl Napoli 3”.



