Tra verità e dicerie. Quali sono le vere proprietà del cioccolato?
Al latte, fondente, bianco, con le nocciole. Resistere al “cibo degli dei” è quasi impossibile, ma siamo sicuri che tutto quello che si dice sul cioccolato sia vero?
Sicuramente ha diverse proprietà, ma da qui a dire che il suo consumo renda più intelligenti o addirittura possa aiutare a vincere un premio Nobel ce ne vuole. Principalmente il cioccolato è ricco di flavonoidi, preziosi antiossidanti che proteggono le arterie e aiutano a prevenire infarto e ictus. È una buona fonte di ferro, fosforo, potassio e magnesio e favorisce la produzione di serotonina, il neurotrasmettitore responsabile dell’effetto antidepressivo del cioccolato.
Ma c’è un’ultima novità che riguarda questa leccornia protagonista delle “uova di Pasqua”: pare che renda più intelligenti. Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Appetite, le persone che mangiano cioccolato almeno una volta alla settimana vedono migliorare la loro memoria. I ricercatori australiani, guidati dalla psicologa Merrill Elias, hanno considerato i consumi di cioccolata di 968 individui di 23-98 anni nell’arco di 30 anni, valutandoli attraverso dei questionari per capire con che frequenza consumassero cioccolato. Stando ai risultati, un consumo settimanale di cioccolato è associato a migliori funzioni cognitive. E l’effetto si riscontra con qualunque tipo di cioccolata.
Il come, però, non è stato ancora spiegato. Cioè ancora non si sa in che modo il cioccolato migliori le funzioni cognitive. Ed è qui che casca l’asino. In realtà quella che è stata trovata non è una relazione causa-effetto, una causazione, ma una cosa che gli scienziati chiamano “correlazione”. E una semplice correlazione la maggior parte delle volte non significa nulla, non indica un rapporto di causa-effetto, ma solo che due fenomeni seguono un andamento simile.
Ad esempio, guardando il grafico, posso dire che c’è una correlazione tra il consumo pro-capite di formaggio negli Stati Uniti e il numero di persone morte aggrovigliate nelle lenzuola del loro letto. Ma questo non significa che se mangio più formaggio, ho maggiori probabilità di morire in questo modo.
Così come non posso dire che la diminuzione della pirateria nel Mediterraneo sta contribuendo all’innalzamento delle temperature e al riscaldamento globale. Sarebbe una sciocchezza senza senso.
Ma c’è chi con le correlazioni sul consumo di cioccolata si è spinto ben oltre. Il New England Journal of Medicine, nell’ottobre 2012, ha pubblicato un articolo in cui correlava il consumo di cioccolato al numero di premi Nobel vinti in una nazione. A guardare il grafico, sembrerebbe proprio che più in un paese si consuma cioccolato, più si vincono premi Nobel. Svizzera in testa. Ma non significa che il cioccolato aiuti a vincere un Nobel (come hanno titolato i maggiori quotidiani nazionali). Prendiamo la Svezia: consuma la metà del cioccolato mangiato in Svizzera e ha vinto più o meno lo stesso numero di Nobel. Come si spiega? Gli svedesi sono più sensibili all’effetto del cioccolato? No, è semplicemente una correlazione, non una causazione.
Quindi bisogna fare molta attenzione nel leggere informazioni di questo tipo, e dare per scontato che una sia la causa dell’altro. E poi, diciamocelo, abbiamo davvero bisogno della scusa che ci renda più intelligenti, per goderci un po’ di cioccolato?
LA NATURA NEL GOLFO



