Chiesa di San Felice a Pomigliano: il rito pasquale della “Lavanda dei piedi” con gli operai Adler che hanno perso il lavoro

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E’ stato il “prete operaio”, don Peppino Gambardella, a tenere l’iniziativa.

 

Il cattolicesimo come reincarnazione del grido dolore dei più deboli, dei più sofferenti. E’ in questo modo che don Peppino Gambardella interpreta il suo ruolo di sacerdote ed è per questo motivo che ieri il rito della “Lavanda di piedi” nella chiesa madre di Pomigliano, la chiesa di Sana Felice in Pincis, ha avuto come protagonisti i cinque operai che l’Adler non ha voluto nei suoi organici durante il trasferimento del personale da un’azienda decotta di Acerra allo stabilimento produttore di componenti plastici. C’era un accordo per questo trasferimento, ma non è stato è stato rispettato. Ieri sera quindi gli operai rimasti senza soldi e senza posto hanno impersonato gli apostoli ai quali il Govedì Santo Gesù lavò i piedi. Don Peppino e gli altri sacerdoti suoi collaboratori si sono inginocchiati ai piedi delle tute blu lasciate sole da tutti. Ma non dalla Chiesa che crede fermamente nella Resurrezione degli ultimi.

  

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