Alle ore 22.48 di ieri sera il Napoli si è laureato campione d’Italia per la quarta volta nella sua storia dopo il 1987, il 1990 e il 2023. Ripensando alle ultime 3 stagioni, è stato un vero e proprio rollercoaster di emozioni non adatto ai deboli di cuore, dallo scudetto dominato con Spalletti alla caduta negli inferi della scorsa annata, fino a questa incredibile cavalcata testa a testa contro l’Inter: come si suol dire facciamo uno o novanta, non ci sono vie di mezzo e forse questo ha reso questo titolo ancora più bello.
Tanti i meriti da dividere per questo quarto tricolore, ma probabilmente il principale artefice è Conte, che ha ripetuto lo stesso percorso fatto con il Chelsea nella stagione 2016/17. Il mister ha preso una squadra mentalmente affossata dopo la tragedia sportiva dell’anno passato e l’ha revitalizzata conducendola, non senza problemi (infortuni e cessione di Kvara) e qualche imperfezione nella gestione dei cambi, a un traguardo insperato.
Da sottolineare anche l’operato del presidente, capace di imparare dagli errori del post-scudetto, che ha voluto Conte a tutti i costi e ha assecondato quasi tutte le sue richieste, e dei calciatori che hanno onorato la maglia dal primo all’ultimo secondo di campionato. Ora è il momento di godersi la meritata festa e poi da lunedì, dopo il passaggio del bus scoperto in città, si inizierà a dare uno sguardo al futuro.



