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Cercola. Via Valente: l’ingorgo perfetto

Il sistema viario vesuviano, soprattutto quello che s’interseca per un tessuto cittadino antico quale il nostro, risulta essere tra i peggiori che si conoscano. Le lentezze burocratiche, cattive abitudini dei cittadini e i controlli inesistenti da parte delle autorità, completano un quadro che talvolta ha del paradossale. (il video)

Già in passato abbiamo scritto di strade assurde e al limite del paradosso come ad esempio la Benedetto Cozzolino (leggi) o la Zabatta (vedi) ma mai come stavolta la realtà ha dell’incredibile come accade per via Valente, tra Cercola e Massa di Somma. In verità la realtà di via Valente è ben più complessa e forse anche questo spiega la sua situazione poiché interessa in parte anche i comuni di Pollena Trocchia e San Sebastiano al Vesuvio; questo se consideriamo le strade afferenti di via Catini per San Sebastiano e la parte di via Valente che porta alla rotatoria della circonvallazione a Pollena.

Via Valente su Google Earth
Via Valente su Google Earth

Via Valente inizia dall’incrocio con via Catini e via Verde e prosegue, attraversando via Paparo, fino a morire nella rotatoria della suddetta circonvallazione, quella che porta tra l’altro alla SP1, alla SS 162, alla A1 e alla SS 268, questo lascia ad intendere l’importanza che acquisisce via Valente anche per il flusso del traffico proveniente dal versante opposto, da Napoli e da San Giorgio e, considerate le altre arterie che afferiscono presso questi comuni e la variabile del rischio vulcanico che incombe sulla zona in questione, la cosa si aggrava ancor più. In effetti, in genere nelle ore di punta, la strada, alquanto stretta, diviene un vero e proprio inghiottitoio per autovetture, causando ingorghi all’apparenza irrisolvibili.

L’esistenza, presso la rotonda tra via Libertà e viale Europa (logico sbocco della Valente), di locali pubblici, sta complicando ulteriormente la situazione anche in orari e giorni non critici, soprattutto quando le auto della movida cercolese e sansebastianese, in sosta vietata, riducono spazio di manovra e di passaggio.

Via Valente su Google Maps
Via Valente su Google Maps

Ma andiamo per gradi ed esaminiamo l’anatomia di questa importante arteriola. I primi problemi nascono al cosiddetto incrocio dei Catini, tra San Sebastiano e Cercola, tale crocevia, privo di segnaletica orizzontale, è il primo ostacolo da superare per chi vi transita, infatti, i due sensi unici, via Luca Giordano che scende da S. Sebastiano e quello dell’omonima via che sale da Cercola sono costantemente intasati dalle auto in divieto di sosta e che spesso bloccano i bus che pure di lì passano. Superata questa prima forca caudina con molta fortuna e non poca cazzimma, ci si inoltra per quel primo budello denominato via Catini, condiviso, fino all’incrocio con via Verde, tra Cercola e S. Sebastiano. Superato detto crocicchio, si entra nella vera e propria via Valente, il cui versante a valle appartiene al comune di Cercola mentre l’altro, quello a monte, a Massa di Somma.

Il lato cercolese è il più popolato e proprio dalle traverse e dagli edifici di questo versante parte un flusso di auto e camion che crea ulteriori problemi al già congestionato traffico della via. In particolar modo ci è spesso capitato di vedere autocarri far manovra fuori i cancelli di quelle che presumiamo essere attività economiche e bloccare il transito degli autoveicoli che in certi punti risulta già essere, per forza di cose, a senso unico alternato. Proprio nelle prossimità di uno dei restringimenti, poco prima di sfociare in via Paparo, sulla Valente incontriamo un centro nefrologico dove viene utilizzato a mo’ di parcheggio uno dei rari allargamenti della strada e addirittura le auto utilizzano anche il passo carraio di fronte alla struttura, non utilizzato dai proprietari ma utile per le manovre di chi passa per quell’imbuto.

Il restringimento in questione, oltre ad essere una pattumiera e un assurdo architettonico è anche un valido punto di osservazione per chi volesse studiare la sociologia e l’antropologia del Vesuviano, potrà infatti rendersi conto della consistenza del buon senso e del senso civico alle nostre latitudini. Ma non solo, si potrà anche capire, in contesto di piano d’emergenza, quanto valgano le carte e i proclami prodotti da protezione civile e soci, e di quanto questi siano distanti dai veri problemi e non tengano conto di una realtà locale tanto complessa e diversa dalla loro.

Inutile poi dirvi dell’illogica corsa per la sopravvivenza di chi ha o crede di avere più impellenza degli altri nel varcare quel che resta di quei muretti a secco e raggiungere nel più breve tempo possibile il bar o il tabaccaio di turno. Inutile dire che il logico e corretto fermarsi e dare la precedenza a chi l’ha già offerta prima di te, è considerato segno di alta ricchionaggine, per cui, se ti fermi, sei perduto, sei superato con sdegno e disprezzo e chi lo fa si sente più uomo di te, e questo a prescindere il suo incastrarsi con l’altro automezzo che gli verrà incontro. La sparata ormai l’ha fatta e la colpa sarà sempre di qualcun altro.

Dopo aver superato l’incrocio con via Paparo la via si fa più aperta e facile ma non per questo più pulita e dopo il ponte che passa sul lagno di Pollena, si incontra sulla destra, verso il Vesuvio quel che resta dell’antico edificio di Villa Valente, quella della famiglia che dà il nome alla strada e che versa, tra immondizia, rovi e amianto, in condizioni, più che pietose, diremmo, pericolose. Di lì si accede, tra gli onnipresenti cumuli di immondizia, alla rotatoria della circonvallazione.

Quel che più sconvolge in questa storia fatta di basoli e asfalto, di cemento e pietra lavica ma soprattutto di tira a campa’ è il fatto che il versante massese, se si esclude la vecchia abitazione all’angolo tra via Valente e via Verde, protetta da vincoli paesaggistici (quante antiche masserie e con altrettanti vincoli, stranamente cadono giù attorno a noi e nessuno dice niente!), è tutta campagna e così vale per il versante di San Sebastiano. L’eventuale esproprio di quell’abitazione e dei terreni lungo il versante a monte della strada, darebbero la possibilità di allargare e rendere più fluida via Valente e non solo per il suo percorso quotidiano ma anche e soprattutto in caso servisse una via di fuga verso l’importante snodo di Pollena.

Si valuti poi il fatto che, in tali condizioni di traffico e viabilità pesa la possibilità dell’apertura del collegamento tra via Orefici e via Verde (tra Massa e San Sebastiano). L’apertura di questo collegamento (già pronto da più di un anno ma pare ancora privo di collaudo) complicherebbe oltremodo la situazione poiché, in ogni caso, se la si aprisse in uno o l’altro dei sensi unici o se la si rendesse comunque a doppio senso di marcia, apporterebbe maggior traffico alla zona. Risulterebbe senz’altro un’utile scorciatoia per chi volesse raggiungere San Sebastiano dai Catini e da Cercola, magari per evitare il traffico di viale Europa (via L.Giordano di S. Sebastiano è un senso unico a scendere). Ma anche per chi da via Orefici volesse raggiungere le grandi strade che si diramano dalla circonvallazione, arricchirebbe gli intasamenti di via Valente; inutile dire che il doppio senso equivarrebbe a un doppio afflusso e un quadruplo problema.

Con le festività dei morti è facile immaginare l’acme dell’ingorgo, del tipo a croce uncinata di bellavistiana memoria ma dove a far da vigili ci saranno gli abusivi e non le forze dell’ordine, presenti e compiacenti come ovunque in questi casi. Inoltre, un nuovo evento si prospetta per il traffico locale che tra le festività di novembre e quelle natalizie vedrà un maggior afflusso per l’avvento; un qualcosa di simile a quello che sta accadendo sulla non troppo lontana via Benedetto Cozzolino ad Ercolano. Dal giorno dell’apertura della galleria commerciale “Le Pendici” si stanno infatti creando code che dalla rotonda del cimitero di Ercolano arrivano fino a San Giorgio a Cremano, presso la piazza cosiddetta del Miranapoli. Non è allarmistico immaginare un ingorgo totale in occasione delle già isteriche compere natalizie, in un panorama ricco di offerte vantaggiose e ammiccanti per le nostre pur sempre effimere tredicesime e a gratificazione della nostra vita grama.

IL VIDEO

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