Ore decisive per il centrodestra, che dopo la vittoria ottenuta nelle Marche si prepara a un nuovo passaggio cruciale sul fronte delle candidature regionali. Oggi i leader della coalizione – Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi – si ritroveranno a Lamezia Terme per sostenere Roberto Occhiuto in Calabria. Un’occasione che potrebbe trasformarsi anche in un vertice informale sulle scelte da compiere in Campania, Puglia e Veneto.
Il rebus campano resta il più complesso. Fratelli d’Italia continua a spingere con decisione sul nome di Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e figura di primo piano del partito della premier. La sua disponibilità a candidarsi non è mai venuta meno, ma schierare un esponente di governo in una competizione considerata in salita non è una decisione semplice. Forza Italia, invece, insiste su un profilo civico capace di intercettare quell’elettorato moderato che potrebbe non riconoscersi né nella candidatura di Roberto Fico né in un volto troppo marcato politicamente.
Tra le opzioni non di partito, il nome del prefetto Michele di Bari rimane sul tavolo. Negli ultimi giorni se ne era ipotizzato un ridimensionamento, ma più per tattica che per reali valutazioni di merito. Di Bari è sostenuto soprattutto dagli azzurri, che vedono nella sua figura istituzionale un possibile punto di equilibrio. Accanto a lui resistono le ipotesi accademiche: Matteo Lorito, rettore della Federico II, e Gianfranco Nicoletti, numero uno dell’Università Vanvitelli. Entrambi mantengono rapporti trasversali con le diverse anime della coalizione.
Non mancano altre suggestioni, come quella che porta a Giosy Romano, attuale presidente della Zes unica, o il nome a sorpresa di Marilù Faraone Mennella, segnalata da più osservatori dopo la sua presenza sul palco a Telese. La rosa resta quindi ampia e in continuo movimento.
A complicare ulteriormente lo scenario ci sono le altre partite regionali: in Veneto la Lega punta a un proprio candidato nel dopo-Zaia, mentre FdI rivendica spazi in Lombardia in vista del voto del 2028. Un intreccio di equilibri nazionali che inevitabilmente condiziona anche la Campania.
Il pressing dal territorio è forte. «La coalizione arriverà presto a una sintesi», ha assicurato Gianpiero Zinzi, coordinatore regionale della Lega. Ma il vero passo in avanti potrà arrivare soltanto da una decisione diretta di Giorgia Meloni, chiamata a dirimere i contrasti interni e a imprimere la svolta.



