E’ molto probabile che il movente dell’agguato di ieri mattina che ha terrorizzato un’intera zona lo conosca proprio la vittima, Antonio Esposito, 30 anni, residente a Casalnuovo. Esposito è un sottufficiale dell’Esercito. E’ stato gambizzato. Operato al Cardarelli è stato subito dichiarato fuori pericolo dai sanitari del nosocomio napoletano. Quando è stato raggiunto dai proiettili il trentenne si trovava a pochi passi da altre persone, davanti al bar del distributore Q8 di via Filichito, stretta ma molto trafficata arteria che collega la popolosa frazione di Tavernanova di Casalnuovo e la parte nordoccidentale di Pomigliano con l’altra frazione casalnuovese di Casarea e con Volla. Una zona ad alto tasso criminale, stando almeno agli ultimi fatti di sangue che proprio in quest’area di sono consumati. Qui, verso mezzogiorno, un tizio sarebbe entrato a bordo di un’auto nell’aerea di servizio e una volta sceso dalla vettura si è avvicinato al militare per poi sparare con una pistola una serie di proiettili. Raggiunto alle gambe, Esposito è subito caduto a terra, tra forti dolori. Lo sparatore è quindi scappato con l’auto mentre tutt’attorno s’era scatenato il fuggi fuggi generale della gente che ha assistito atterrita alla scena. Ma sarebbero già sulle tracce dell’aggressore i carabinieri, diretti dal capitano Tommaso Angelone, comandante della compagnia di Castello di Cisterna, e dal luogotenente della tenenza di Casalnuovo, Fernando De Solda. Indagini difficili. L’omertà regna sovrana anche a Casalnuovo per cui i militari hanno chiesto con insistenza alla vittima dell’agguato, in ospedale, il movente del raid. In base a indiscrezioni sarebbe trapelata una presunta pista passionale dietro questo grave fatto di sangue. Ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo e soprattutto in questi casi nessuno se la sente di sbilanciarsi azzardando ipotesi campate in aria. Gli ultimi agguati più o meno nella stessa zona risalgono alla fine dell’anno scorso. Ad alcune centinaia di metri dal distributore, nel novembre del 2017, furono uccisi madre e figlio che si trovavano a bordo della stessa auto. Qualche mese prima, a settembre, sempre in via Filichito un altro trentenne rimase gravemente ferito nell’ambito della lotta per il controllo del traffico di stupefacenti.






